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Dichiarazione di successione, come funziona la versione precompilata e quali sono i termini da rispettare

28 lug
Tempo di lettura: 2 min

La dichiarazione di successione rappresenta uno degli adempimenti principali che seguono il decesso di una persona e consente di comunicare all'Agenzia delle Entrate il trasferimento del patrimonio agli eredi o ai legatari. Negli ultimi anni la procedura è stata progressivamente digitalizzata e oggi è disponibile anche una versione precompilata, pensata per semplificare la compilazione del modello e ridurre il rischio di errori. Il nuovo sistema consente di recuperare automaticamente numerosi dati già presenti nelle banche dati dell'amministrazione finanziaria, facilitando il lavoro dei contribuenti e dei professionisti incaricati della pratica. L'obiettivo è rendere più rapido l'adempimento e migliorare l'efficienza dei controlli, mantenendo in capo agli interessati la responsabilità di verificare la correttezza delle informazioni inserite.


La normativa stabilisce che la dichiarazione di successione debba essere presentata entro dodici mesi dalla data del decesso. L'obbligo riguarda, nella maggior parte dei casi, gli eredi, i chiamati all'eredità, i legatari e gli altri soggetti individuati dalla legge. L'invio avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso i servizi dell'Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato, come commercialisti, consulenti fiscali o centri di assistenza autorizzati. Una volta trasmessa la dichiarazione, il sistema consente di procedere anche al pagamento delle imposte eventualmente dovute, comprese le imposte ipotecaria e catastale nei casi previsti dalla normativa.


La versione precompilata costituisce una delle principali novità introdotte per agevolare cittadini e professionisti. Il software mette automaticamente a disposizione molte informazioni già note all'amministrazione finanziaria, tra cui i dati anagrafici del defunto, degli eredi e degli immobili censiti negli archivi catastali. Il contribuente deve comunque verificare che tutte le informazioni siano corrette e integrare la dichiarazione con gli elementi non presenti nelle banche dati, come eventuali rapporti bancari, partecipazioni societarie, quote di aziende, crediti, debiti o altri beni facenti parte dell'asse ereditario. La responsabilità del contenuto della dichiarazione resta infatti in capo al soggetto che la presenta, il quale è tenuto ad apportare le modifiche necessarie prima dell'invio definitivo.


La procedura telematica permette inoltre di effettuare contestualmente le richieste di voltura catastale degli immobili trasferiti agli eredi, evitando la presentazione di ulteriori istanze separate. Una volta completata la trasmissione, il sistema rilascia la ricevuta di avvenuta presentazione e provvede al calcolo delle somme dovute sulla base delle informazioni inserite. Nei casi in cui emerga un'imposta di successione, l'Agenzia delle Entrate provvede successivamente alla liquidazione e all'invio dell'avviso di pagamento. Rimangono comunque applicabili le franchigie e le aliquote previste dal Testo unico delle successioni e donazioni, che variano in funzione del grado di parentela tra il defunto e gli eredi.


La digitalizzazione della dichiarazione di successione rappresenta un ulteriore passo nel processo di semplificazione dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. L'utilizzo della versione precompilata consente di ridurre i tempi necessari alla predisposizione della pratica e limita gli errori materiali nella compilazione, pur richiedendo un'attenta verifica delle informazioni inserite. Per gli eredi resta fondamentale rispettare il termine annuale previsto dalla legge e conservare tutta la documentazione relativa ai beni ereditati, così da poter completare correttamente gli adempimenti fiscali connessi al trasferimento del patrimonio.

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