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Deutsche Telekom accelera a Francoforte: l’ingresso di Elliott riapre il dossier T-Mobile US

3 set
Tempo di lettura: 3 min

Deutsche Telekom accelera alla Borsa di Francoforte dopo le indiscrezioni sull’ingresso nel capitale di Elliott Investment Management, uno dei più influenti investitori attivisti internazionali. Il titolo del gruppo tedesco delle telecomunicazioni è arrivato a guadagnare oltre il 2%, muovendosi intorno ai 29 euro e distinguendosi in una seduta complessivamente più prudente per il mercato tedesco. A sostenere gli acquisti è soprattutto l’aspettativa che Elliott possa esercitare pressione sul management affinché riveda alcune delle principali scelte strategiche, a partire dal progetto di una possibile fusione completa con la controllata americana T-Mobile US.


La dimensione esatta della partecipazione costruita da Elliott non è stata resa nota. La normativa tedesca prevede l’obbligo di comunicazione pubblica quando una quota supera la soglia del 3%, mentre le indiscrezioni indicano comunque un investimento sufficientemente significativo da permettere al fondo di aprire un confronto con la società. Elliott è conosciuto sui mercati per assumere posizioni in grandi gruppi nei quali individua la possibilità di aumentare il valore per gli azionisti attraverso interventi sulla strategia, sull’allocazione del capitale o sulla governance. Il suo ingresso trasforma quindi Deutsche Telekom in uno dei nuovi dossier europei sotto osservazione da parte degli investitori attivisti.


Il principale terreno di confronto riguarda T-Mobile US, della quale Deutsche Telekom possiede circa il 54%. La controllata americana è diventata negli anni il principale motore economico del gruppo tedesco e genera ormai la parte predominante dei risultati operativi. Il management guidato dall’amministratore delegato Tim Höttges ha studiato la possibilità di arrivare a una combinazione più stretta tra le due società, fino alla creazione di un grande gruppo transatlantico delle telecomunicazioni. Un’operazione di dimensioni eccezionali che, se realizzata attraverso una fusione completa, potrebbe diventare una delle maggiori aggregazioni mai effettuate tra società quotate.


Proprio su questa prospettiva emergerebbero però le riserve di Elliott. Il fondo sarebbe contrario alla fusione e preferirebbe che Deutsche Telekom valutasse strumenti differenti per aumentare il rendimento destinato agli azionisti, a partire da un programma più consistente di riacquisto di azioni proprie. La posizione trova terreno fertile tra una parte degli investitori che considera l’eventuale integrazione con T-Mobile US estremamente complessa sotto il profilo finanziario, societario e regolatorio. Il progetto dovrebbe infatti conciliare gli interessi degli azionisti delle due società, affrontare possibili ostacoli politici sulle due sponde dell’Atlantico e definire una struttura capace di mantenere l’attrattività del gruppo americano senza penalizzare gli investitori.


Il nodo è particolarmente delicato perché T-Mobile US rappresenta l’asset più prezioso di Deutsche Telekom. Il mercato americano ha garantito al gruppo tedesco tassi di crescita e livelli di redditività superiori rispetto alle attività europee, grazie anche all’espansione della rete 5G e al rafforzamento della posizione competitiva dell’operatore negli Stati Uniti. Secondo le valutazioni disponibili, il business americano genera oltre due terzi dell’Ebitda rettificato del gruppo. La discussione non riguarda quindi soltanto l’assetto societario, ma il modo migliore per valorizzare una partecipazione che negli anni ha assunto un peso sempre più determinante nella capitalizzazione di Deutsche Telekom.


Un’eventuale fusione dovrebbe inoltre fare i conti con il ruolo dello Stato tedesco, che direttamente e indirettamente mantiene una partecipazione rilevante nel capitale di Deutsche Telekom. Un’operazione destinata a modificare radicalmente la struttura del gruppo avrebbe inevitabilmente implicazioni politiche, industriali e occupazionali, oltre a richiedere un confronto con le autorità statunitensi. La possibile creazione di una nuova struttura societaria transatlantica aprirebbe inoltre interrogativi sulla sede, sulla governance e sulla distribuzione del potere tra gli azionisti europei e americani. Sono elementi che contribuiscono a spiegare perché una parte del mercato preferisca soluzioni più semplici per valorizzare il titolo.


La reazione positiva della Borsa mostra che l’arrivo di Elliott viene interpretato come un possibile catalizzatore. L’investitore potrebbe spingere Deutsche Telekom a rendere più esplicita la propria strategia sulla controllata americana e a valutare con maggiore attenzione il rapporto tra acquisizioni, investimenti, dividendi e buyback. Il confronto con il management si inserisce inoltre in un momento nel quale le telecomunicazioni europee devono sostenere ingenti investimenti nelle reti in fibra e nel 5G, mentre gli azionisti chiedono contemporaneamente maggiore disciplina finanziaria. L’ingresso del fondo apre così una nuova fase per Deutsche Telekom, con il mercato concentrato sulla capacità del gruppo di trasformare il valore accumulato negli Stati Uniti in rendimenti più elevati senza compromettere la propria strategia industriale di lungo periodo.

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