Data governance e competitività: lo studio di Banca d'Italia sull'esperienza delle grandi imprese
- Martina Migliorati
- 2 ore fa
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Banca d’Italia ha pubblicato lo studio “L’efficiente governo delle informazioni nell’esperienza delle imprese italiane”, dedicato all’analisi del ruolo strategico della data governance nelle grandi imprese non finanziarie italiane e delle sue implicazioni organizzative, gestionali e istituzionali.
Il lavoro muove dalla constatazione che la crescente disponibilità di dati, provenienti sia da fonti interne sia esterne, ha accresciuto la complessità della gestione del patrimonio informativo, oggi centrale per attività quali l’analisi economica, la vigilanza, la stabilità finanziaria e la prevenzione del riciclaggio. In questo contesto si inserisce il programma unitario di governo dei data asset avviato da Banca d’Italia nel 2022, il cui sviluppo può trarre beneficio dalle esperienze maturate nel settore imprenditoriale.
La ricerca si basa su un’indagine qualitativa condotta attraverso colloqui presso 24 grandi imprese, selezionate secondo criteri dimensionali, organizzativi e innovativi. Tutte rientrano nella definizione Istat di grande impresa e rappresentano una quota limitata del tessuto produttivo nazionale, elemento che impone cautela nell’estensione dei risultati.
Dallo studio emerge che l’attuazione della data governance è spesso ostacolata da fattori culturali, organizzativi, tecnologici e normativi, nonché dall’assenza di una visione integrata dei dati. In molte imprese prevalgono soluzioni frammentate, con effetti negativi in termini di sicurezza, compliance e qualità informativa. La data governance viene invece delineata come un progetto di natura business driven, che richiede investimenti in competenze, adeguamenti organizzativi e la diffusione di una cultura condivisa del dato.
Le evidenze raccolte mostrano una diffusa consapevolezza, a livello di top management, del valore strategico dei sistemi informativi e della necessità di sviluppare architetture dei dati coerenti con gli obiettivi aziendali. Tutte le imprese analizzate presentano livelli di maturità della data governance superiori ai valori medi di riferimento, pur evidenziando margini di miglioramento, in particolare sul piano della trasparenza organizzativa.
Lo studio individua infine un insieme di buone pratiche, tra cui la chiara attribuzione di ruoli e responsabilità, la centralizzazione dei modelli di governo, il monitoraggio continuo dei fabbisogni informativi, l’integrazione tra strumenti informatici e strategie aziendali e il rafforzamento dei presidi di sicurezza, integrità e riservatezza dei dati, con particolare attenzione alla gestione del rischio informativo, alla tutela dei dati personali, alla cybersicurezza e all’uso prudente del cloud computing.
In conclusione, Banca d’Italia sottolinea come una governance efficace delle informazioni costituisca una leva fondamentale per la competitività, l’efficienza operativa e la qualità dei processi decisionali, con benefici che si estendono all’intero sistema economico, offrendo al contempo un modello di riferimento utile anche per le istituzioni.



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