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Dalla tokenizzazione dell’energia al bambù: la digitalizzazione degli asset reali con Conio e Bamboo


Coltivazione di bamboo gigante
Coltivazione di bamboo gigante

La digitalizzazione degli asset reali sta rivoluzionando diversi settori, dall’energia alla finanza, fino all’agroalimentare. L’integrazione tra blockchain e mercati tradizionali sta portando alla creazione di strumenti innovativi che permettono di accedere a risorse fisiche in modo virtuale, trasformando i modelli di investimento e consumo. Tra le iniziative più significative in questo ambito, Conio ha lanciato un sistema di tokenizzazione dell’energia rinnovabile, mentre Bamboo Pro sta sfruttando il bambù gigante per la compensazione delle emissioni di CO2 attraverso la blockchain.


Il primo utility token per l’energia rinnovabile

L’innovazione nel settore energetico arriva con il progetto di Conio, azienda specializzata in criptovalute, che in collaborazione con Enel ha lanciato il primo utility token europeo regolato dalla normativa MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation). Questo token consente di acquistare una quota virtuale di un impianto di energia rinnovabile e di beneficiare di una riduzione sulla propria bolletta elettrica.

Il meccanismo è semplice: il token rappresenta una quota della capacità di generazione di un impianto di fonti rinnovabili certificato su blockchain. L’utente può selezionare la regione di residenza, il consumo medio annuo e la durata del contratto (10, 15 o 20 anni), scegliendo tra impianti fotovoltaici ed eolici. L’investimento parte da 500 euro e garantisce un risparmio sulla bolletta grazie alla produzione virtuale di energia. L’intera operazione è registrata sulla blockchain di Algorand, che utilizza un meccanismo di consenso proof-of-stake per ridurre i consumi energetici rispetto a criptovalute come Bitcoin.


L’espansione della tokenizzazione: dall’energia alla finanza

Il settore della tokenizzazione è ancora in una fase iniziale, ma la normativa MiCA offre nuove opportunità per la digitalizzazione di asset reali. Christian Miccoli, fondatore e CEO di Conio, sottolinea come questo strumento possa diventare la porta d’ingresso alla finanza digitale del futuro, ampliando l’accesso a settori come l’agroalimentare e la finanza.

Nel contesto finanziario, Conio ha già sperimentato una stablecoin legata all’euro all’interno del Milano Hub di Banca d’Italia, mentre altre realtà stanno sviluppando progetti di tokenizzazione per vari asset, come metalli preziosi e real estate.


Bamboo Pro e la compensazione delle emissioni con il bambù gigante

Un altro esempio di innovazione nella digitalizzazione degli asset reali è rappresentato da Bamboo Pro, azienda marchigiana che ha sviluppato un sistema per compensare le emissioni di CO2 attraverso la coltivazione di bambù gigante. Questo vegetale è noto per la sua capacità di assorbire elevate quantità di anidride carbonica, rendendolo uno strumento efficace per la riduzione dell’impronta ambientale.

Attraverso la tokenizzazione dei carbon credit, Bamboo Pro consente alle aziende di certificare la propria compensazione delle emissioni in modo trasparente e verificabile su blockchain. Questo processo assicura che ogni unità di CO2 compensata sia tracciata e vendibile sul mercato, incentivando pratiche sostenibili e la partecipazione a progetti di riforestazione.


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Le sfide della digitalizzazione degli asset reali

Nonostante il grande potenziale della tokenizzazione, esistono ancora alcune barriere che ne ostacolano la diffusione. Uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla necessità di utenti tecnologicamente avanzati, in grado di gestire wallet digitali e interagire con mercati decentralizzati. Secondo Lorenzo Rigatti, fondatore di BlockInvest, il vero valore di questi token dipende dalla possibilità di scambiarli su un mercato secondario, trasformandoli in strumenti finanziari liquidi.

Nel settore dei metalli preziosi, AU Resources ha sviluppato un token legato all’oro, che consente agli investitori di finanziare l’estrazione con la possibilità di acquistare oro fisico a prezzo scontato alla scadenza del contratto. Analogamente, nel settore immobiliare, la tokenizzazione viene impiegata per digitalizzare i documenti di proprietà e facilitare le transazioni, sebbene l’assenza di un registro immobiliare completamente digitalizzato rappresenti ancora un ostacolo normativo.


L’evoluzione della tecnologia e il futuro della tokenizzazione

Alcune aziende stanno già lavorando per superare queste difficoltà. Tokenance, società di Lugano specializzata in blockchain, ha sviluppato un sistema per digitalizzare la documentazione immobiliare, creando un gemello digitale degli immobili. Questo approccio permette di certificare e conservare tutti i documenti tecnici e catastali direttamente nel token, in attesa che i sistemi normativi e catastali si adeguino alle nuove tecnologie.

Nel settore manifatturiero, un’azienda italiana del comparto legno ha adottato un sistema di digitalizzazione che integra la tokenizzazione fin dalla fase iniziale della produzione, registrando tutte le informazioni di filiera e i documenti di viaggio. Questo garantisce una maggiore trasparenza e tracciabilità, preparando l’intero processo alla futura automazione dei controlli doganali.

L’adozione della tokenizzazione su larga scala potrebbe trasformare numerosi settori, offrendo nuove opportunità per l’accesso a risorse e investimenti sostenibili. La regolamentazione e l’evoluzione tecnologica saranno fattori determinanti per il successo di questi strumenti, che promettono di rivoluzionare il concetto stesso di proprietà e accesso agli asset reali.

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