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Chanel recide il rapporto con il subfornitore

31 lug
Tempo di lettura: 2 min

La cooperazione con le autorità mostra come la risposta a un alert sociale debba essere documentata, tempestiva e verificabile.


Chanel ha dichiarato di collaborare pienamente con le autorità italiane nell’ambito delle verifiche sulle condizioni di lavoro presso soggetti appartenenti alla filiera del lusso. La maison figura tra le nove imprese presso le quali sono stati acquisiti documenti relativi ai sistemi di governance e controllo dei fornitori, senza che tale attività equivalga, allo stato delle informazioni disponibili, a un formale accertamento di responsabilità.


Secondo quanto comunicato dalla società, Chanel aveva ricevuto un alert riguardante un subfornitore e aveva richiesto al proprio fornitore di packaging di interrompere il rapporto con il soggetto segnalato. La decisione sarebbe stata adottata a breve distanza dalla comunicazione ricevuta. La sequenza temporale assume valore probatorio, poiché consente di valutare se l’impresa abbia reagito con diligenza a un rischio concreto.


La risoluzione del rapporto non esaurisce tuttavia gli obblighi di controllo. Occorre stabilire come il subfornitore sia entrato nella catena produttiva, se fosse stato autorizzato e quali verifiche fossero state eseguite prima dell’alert. Una procedura di escalation efficace deve individuare responsabili, scadenze, criteri per la sospensione degli ordini e modalità di conservazione della documentazione.


La vicenda evidenzia la necessità di distinguere tra audit formali e controllo sostanziale. L’esistenza di verifiche periodiche non garantisce che ogni fase produttiva sia effettivamente presidiata, soprattutto quando un fornitore trasferisce parte delle attività a laboratori ulteriori. Per questo i contratti devono prevedere il diritto di ispezione anche nei confronti dei subcontraenti, l’obbligo di fornire l’elenco aggiornato dei siti e la possibilità di svolgere accessi non annunciati.


La cooperazione con l’autorità richiede inoltre coerenza tra dichiarazioni pubbliche e documenti interni. Verbali, comunicazioni, report di audit e ordini di acquisto devono permettere di ricostruire la catena delle decisioni. Eventuali lacune possono trasformare una criticità operativa in un rischio di governance.


Per una maison globale, la sospensione di un soggetto può incidere sui tempi di consegna e sulla continuità produttiva. La funzione acquisti deve quindi predisporre fornitori alternativi qualificati, evitando che l’urgenza commerciale favorisca nuovi affidamenti non controllati. La tutela dei lavoratori e quella del marchio convergono nella stessa esigenza: disporre di una filiera trasparente, verificabile e contrattualmente governata.

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