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Camper, l’Italia è il terzo produttore in Europa: mercato in crescita e oltre l’80% della produzione va all’estero

4 set
Tempo di lettura: 3 min

L’industria italiana dei camper consolida il proprio ruolo nel panorama europeo, posizionandosi al terzo posto tra i produttori del continente, alle spalle soltanto di Germania e Francia. Un risultato sostenuto da una filiera specializzata che comprende costruttori, produttori di componentistica, aziende dell’arredamento e fornitori di tecnologie e servizi. La caratteristica più evidente del comparto è la forte vocazione internazionale: oltre l’80% dei camper realizzati in Italia viene esportato, principalmente verso Germania, Francia e Regno Unito. Una presenza sui mercati esteri che conferma la competitività del Made in Italy in un settore nel quale design, qualità degli allestimenti, affidabilità e capacità di personalizzazione rappresentano elementi decisivi.


A sostenere l’industria arriva anche il buon andamento della domanda nazionale. Nel 2025 in Italia sono stati immatricolati 7.936 camper nuovi, con una crescita del 10,56% rispetto all’anno precedente. Considerando anche il mercato dell’usato, gli italiani hanno acquistato complessivamente più di 44 mila camper, mentre i passaggi di proprietà dei veicoli usati sono aumentati del 6,05%. La tendenza positiva è proseguita nel 2026: tra gennaio e aprile sono state registrate 4.050 nuove immatricolazioni, contro le 3.523 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 14,96%. Il ritmo italiano è risultato superiore a quello europeo, dove nello stesso periodo le registrazioni sono cresciute del 10%.


Un ulteriore segnale è arrivato da luglio 2026, quando le nuove immatricolazioni italiane hanno raggiunto quota 819 unità, registrando un aumento del 51,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dietro questi numeri emerge un cambiamento nelle abitudini turistiche. Il camper viene sempre più considerato uno strumento per organizzare vacanze flessibili, costruendo itinerari personalizzati e raggiungendo località lontane dai grandi flussi. Alla clientela tradizionale si affiancano nuovi utilizzatori che si avvicinano al settore attraverso il noleggio, utilizzato non soltanto nei mesi estivi ma durante tutto l’anno. Proprio il noleggio rappresenta uno dei principali canali di ingresso per chi vuole sperimentare il turismo itinerante prima di valutare l’acquisto di un mezzo.


La forza italiana non dipende però soltanto dal numero di camper prodotti. Attorno ai costruttori opera una filiera industriale che coinvolge oltre 8 mila addetti diretti e indiretti, ai quali si aggiungono le attività della distribuzione e dei servizi. Le imprese italiane realizzano componenti, accessori, mobili, sistemi tecnologici e soluzioni per gli allestimenti destinati non soltanto ai marchi nazionali, ma anche ai produttori europei. Il comparto mette così in relazione competenze provenienti dall’automotive, dalla meccanica, dall’arredamento e dall’elettronica, creando prodotti nei quali lo spazio disponibile deve essere progettato con particolare attenzione a comfort, funzionalità e sicurezza.


Il fenomeno ha inoltre importanti ricadute sul turismo dei territori. Chi viaggia in camper tende a costruire itinerari distribuiti tra più destinazioni, con effetti economici su ristorazione, commercio, prodotti enogastronomici, musei e servizi locali. Per rafforzare questa forma di turismo sono aumentati anche gli investimenti nelle infrastrutture di accoglienza. Nel 2025 il Ministero del Turismo ha destinato oltre 25 milioni di euro a progetti per la realizzazione e la riqualificazione di migliaia di piazzole in numerosi Comuni italiani. L’obiettivo è ampliare una rete di aree attrezzate capace di intercettare una domanda europea significativa e di distribuire i flussi anche verso piccoli centri e destinazioni meno frequentate.


Il peso del settore sarà al centro anche del Salone del Camper di Parma, in programma dal 12 al 20 settembre 2026. La manifestazione, tra le più importanti in Europa, rappresenta una vetrina per costruttori, componentisti e operatori turistici e permette di osservare l’evoluzione di un prodotto sempre più tecnologico. Digitalizzazione degli impianti, maggiore efficienza energetica, materiali leggeri, sistemi di assistenza alla guida e soluzioni per aumentare l’autonomia dei veicoli stanno modificando rapidamente l’offerta, mentre cresce la richiesta di modelli compatti e altamente personalizzabili.


La posizione dell’Italia come terzo produttore europeo assume così un significato che va oltre il mercato nazionale. Con più dell’80% della produzione destinata all’estero, la competitività delle imprese dipende direttamente dall’andamento della domanda continentale e dalla capacità di mantenere elevati standard qualitativi. Il contemporaneo aumento delle immatricolazioni italiane offre però un secondo motore di sviluppo, mentre turismo itinerante, noleggio e nuove infrastrutture ampliano il bacino potenziale degli utilizzatori. Per una filiera che unisce manifattura e turismo, la crescita del camper rappresenta quindi anche un’occasione per valorizzare competenze industriali e territori italiani.

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