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Calabria laboratorio del centrodestra, le suppletive di Reggio diventano un test nazionale

10 set
Tempo di lettura: 3 min

Le elezioni suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre assumono un peso politico molto superiore alla conquista di un singolo seggio alla Camera. La consultazione riguarda il collegio uninominale 05 della circoscrizione Calabria, composto da 71 comuni, e serve a sostituire Francesco Cannizzaro dopo la sua uscita da Montecitorio in seguito all’elezione a sindaco di Reggio Calabria. Una competizione territorialmente circoscritta si è però trasformata in un vero laboratorio nazionale, soprattutto per il centrodestra, chiamato a misurare contemporaneamente la propria capacità di tenere unita la coalizione e l’impatto elettorale della nuova formazione politica guidata da Roberto Vannacci.


Il candidato sostenuto dalla coalizione di governo è Fabio Roscioli, avvocato romano e tesoriere nazionale di Forza Italia. Attorno al suo nome si sono compattati Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc, con il sostegno del presidente della Regione Roberto Occhiuto e dello stesso Cannizzaro. La scelta punta a mostrare una coalizione coesa in un territorio nel quale il centrodestra dispone di un radicamento significativo. Proprio per questo il risultato avrà inevitabilmente una lettura politica nazionale: non conterà soltanto stabilire chi conquisterà il seggio, ma anche verificare la capacità dei partiti della maggioranza di mobilitare il proprio elettorato dopo le tensioni emerse nelle ultime settimane.


A rendere particolarmente delicata la sfida è la candidatura di Domenico Giannetta con Futuro Nazionale, il movimento di Vannacci. Giannetta proviene direttamente da Forza Italia, di cui era stato capogruppo nel Consiglio regionale calabrese, e il suo passaggio nella nuova formazione ha provocato una dura reazione all’interno del centrodestra. La candidatura consente per la prima volta di misurare concretamente nelle urne il potenziale elettorale del progetto vannacciano e soprattutto la sua capacità di sottrarre consensi ai partiti dell’attuale maggioranza. Per Forza Italia e per l’intera coalizione la competizione reggina diventa quindi anche un test sulla tenuta del proprio perimetro politico.


La partita interessa direttamente anche la Lega, perché la nascita di una forza autonoma guidata dall’ex generale apre inevitabilmente interrogativi sulla distribuzione dei consensi nell’area della destra. Una performance significativa di Futuro Nazionale potrebbe alimentare il dibattito nazionale sugli equilibri interni alla coalizione, mentre un risultato contenuto rafforzerebbe la tesi secondo cui la nuova formazione dispone di una forte visibilità mediatica ma di una capacità elettorale ancora limitata. Il voto calabrese diventa così una prima verifica sul campo di dinamiche che potrebbero avere conseguenze nella preparazione delle future competizioni politiche.


Dall’altra parte, il centrosinistra si presenta con Antonio Francesco Benedetto, detto Frank Benedetto, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Casa Riformista. La candidatura rappresenta a sua volta un esperimento politico, perché mette insieme alcune delle principali componenti del cosiddetto campo progressista. Benedetto, medico con una lunga esperienza nel settore sanitario, ha impostato la campagna su sanità, giovani e infrastrutture, cercando di mantenere il confronto sulle questioni territoriali. Per l’opposizione, tuttavia, la possibilità di competere in un collegio considerato favorevole al centrodestra permetterebbe di verificare quanto l’unità tra Pd, M5S e area riformista riesca effettivamente a trasformarsi in consenso elettorale.


La competizione è completata da Francesco Toscano, candidato di Democrazia Sovrana Popolare. La presenza di quattro candidati rende più difficile prevedere la distribuzione dei voti e aumenta l’importanza dell’affluenza. Nelle elezioni suppletive la partecipazione è tradizionalmente inferiore rispetto alle consultazioni politiche generali e la capacità organizzativa dei partiti può quindi diventare decisiva. Poche migliaia di preferenze spostate da una formazione all’altra potrebbero assumere un significato politico molto maggiore rispetto al peso numerico del collegio, soprattutto nella sfida interna all’area del centrodestra.


Il mandato del nuovo deputato sarà relativamente breve, ma il valore politico del voto potrebbe durare molto più a lungo. Reggio Calabria diventa un terreno nel quale osservare contemporaneamente la tenuta della maggioranza, la forza del nuovo soggetto di Vannacci e la capacità del centrosinistra di presentarsi unito. Il centrodestra parte da una posizione territorialmente forte, ma proprio questa condizione alza le aspettative sul risultato di Roscioli. Più che il semplice nome del vincitore, saranno quindi le percentuali ottenute dai diversi candidati e i flussi di consenso tra le forze in campo a offrire indicazioni sugli equilibri che stanno prendendo forma nella politica italiana.

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