Borsa italiana e mercati dei capitali tra crescita dimensionale e nodi strutturali
- Luca Baj

- 1 gen
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Nel corso del 2025 il mercato regolamentato ha registrato un superamento stabile della soglia dei mille miliardi di capitalizzazione complessiva, dato che assume rilievo anche sul piano giuridico-istituzionale quale indicatore della capacità del sistema dei capitali di svolgere la funzione di finanziamento dell’economia reale.L’incremento dimensionale del listino si colloca all’interno di una dinamica decennale caratterizzata da un numero significativo di nuove ammissioni, concentrate prevalentemente sul segmento dedicato alle imprese di minori dimensioni. La prevalenza delle quotazioni su Euronext Growth evidenzia il ruolo di tale mercato come strumento di accesso graduale alla disciplina del mercato regolamentato, con un progressivo rafforzamento degli obblighi di trasparenza, governance e informativa al pubblico.
Sotto il profilo regolatorio, la distinzione tra mercato principale e sistemi multilaterali di negoziazione continua a rappresentare un elemento centrale nella costruzione di un percorso di crescita delle società emittenti, anche in funzione della tutela degli investitori e della qualità delle informazioni diffuse. Il passaggio di un numero rilevante di emittenti verso segmenti caratterizzati da requisiti più stringenti conferma la funzione selettiva del mercato e la capacità del quadro normativo di accompagnare l’evoluzione dimensionale delle imprese.
Accanto alla crescita nominale della capitalizzazione, permane tuttavia una disomogeneità settoriale che riflette la diversa esposizione delle società non finanziarie alle oscillazioni macroeconomiche e geopolitiche, con effetti diretti sulle valutazioni di mercato. La riduzione di valore osservata in alcuni comparti non è riconducibile a fenomeni di uscita dal listino, bensì a dinamiche di prezzo che hanno inciso sulla consistenza patrimoniale delle società quotate.
Rilevante appare anche il rapporto tra mercati regolamentati e investimenti alternativi, in particolare private equity, il cui ruolo nell’ecosistema finanziario solleva questioni di coordinamento tra canali di finanziamento e meccanismi di uscita. Il disallineamento tra valutazioni private e quotazioni di mercato ha inciso sulle operazioni di ammissione, determinando una contrazione delle Ipo tradizionali, a fronte di un maggiore utilizzo di strumenti di sostegno pubblico e iniziative di sistema orientate alla fase pre-quotazione.
Sul piano sovranazionale, l’attenzione delle istituzioni europee all’integrazione dei mercati dei capitali si traduce in interventi volti alla riduzione della frammentazione normativa e infrastrutturale, con impatti diretti sulla disciplina dei servizi post-trade e sull’accesso alla liquidità. In tale contesto, la canalizzazione del risparmio privato verso il mercato azionario assume rilievo anche sotto il profilo della protezione del valore reale del patrimonio, ponendo interrogativi di politica legislativa in materia fiscale e di incentivi all’investimento.




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