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Giappone: una miniera d'oro per il Private Equity


Il Private Equity, asset class innovativa del mercato internazionale, consiste nel buyout o nel carve-out di gruppi industriali a conduzione familiare. Rispetto ad ETF e mercati azionari offre generalmente opzioni molto più attraenti, e anche in Italia stanno nascendo con gli anni firm di Private Equity, pur rappresentando ancora una asset class che conta per meno del 2% del patrimonio netto italiano. Da notare che siamo comunque molto sopra le startup. Alcuni investitori internazionali hanno recentemente identificato il Giappone come la terra delle opportunità più appetibili per buyout internazionali.



Le caratteristiche che rendono il giappone appetibile per i buyer di private equity sono principalmente:

  • Zero debito nelle aziende a gestione familiare

  • Si compra a 3 volte l'EBITDA (4-5x nel resto del mondo)

  • Popolazione che invecchia, spingendo sulla sanità

  • Passaggi generazionali non sempre possibili per limiti di età.


Il problema, in Giappone, è uno solo: quello culturale. Il Giappone non vede generalmente di buon occhio i buyer stranieri. E pertanto è molto difficile dialogare con la proprietà, che spesso non parla inglese o diffida della popolazione straniera. Inoltre, per via della bassa valutazione generalmente fatta sul mercato, è più difficile convincere gli imprenditori più anziani a vendere.

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