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Banca Mediolanum punta sui giovani: 1.500 nuovi consulenti per preparare il ricambio generazionale

11 set
Tempo di lettura: 3 min










Banca Mediolanum accelera sul ricambio generazionale della propria rete e mette al centro un piano che prevede l’inserimento di circa 1.500 giovani consulenti finanziari nei prossimi tre anni. L’obiettivo è immettere quasi 500 nuove risorse ogni anno, costruendo progressivamente una nuova generazione di professionisti in grado di affiancare i banker più esperti e garantire continuità nel rapporto con la clientela. La strategia assume particolare importanza considerando la struttura attuale della rete italiana, composta da circa 6 mila banker, con un’età media superiore ai 55 anni e oltre un quarto dei consulenti che ha già superato i 60. Per la banca il passaggio generazionale diventa quindi una questione industriale, oltre che organizzativa.


Il percorso è già iniziato. Nel corso del 2026 sono entrati circa 350 giovani e Banca Mediolanum punta a superare entro la fine dell’anno la soglia dei mille banker con meno di 30 anni. Il progetto di riferimento è Mediolanum Next, programma rivolto soprattutto a laureandi e neolaureati provenienti da discipline economiche, scientifiche, giuridiche e politologiche interessati alla professione della consulenza. Il modello cerca di combinare l’ingresso di nuove competenze con il patrimonio di esperienza accumulato dai professionisti senior, evitando che il ricambio si trasformi in una semplice sostituzione anagrafica. L’obiettivo è costruire un trasferimento graduale di competenze, relazioni e conoscenza dei clienti.


Un ruolo centrale viene affidato alla formazione. Attraverso la Mediolanum Corporate University, attiva dal 2009, i giovani affrontano un percorso strutturato che comprende un executive master di sei mesi e una borsa di studio mensile di 1.300 euro. Attualmente sono 258 i partecipanti impegnati nel percorso. Dopo la fase formativa e il conseguimento dei requisiti necessari per esercitare la professione, i nuovi banker vengono affiancati a consulenti con maggiore esperienza. È una sorta di passaggio dalla formazione teorica alla “bottega” del professionista senior, nella quale il giovane può apprendere direttamente come gestire la relazione con famiglie, risparmiatori e imprenditori.


Il piano si inserisce in una trasformazione più ampia del sistema bancario italiano. La progressiva riduzione degli sportelli tradizionali sta modificando il rapporto tra banche e territorio, mentre aumenta la domanda di consulenza su investimenti, previdenza, protezione, credito e pianificazione patrimoniale. La digitalizzazione consente ormai di effettuare gran parte delle operazioni quotidiane attraverso smartphone e piattaforme online, ma proprio questa evoluzione attribuisce un valore differente alla relazione personale. Il consulente non è più soltanto l’intermediario attraverso cui acquistare un prodotto finanziario: deve interpretare bisogni complessi e accompagnare il cliente nelle decisioni economiche di lungo periodo.


A cambiare saranno anche gli interlocutori. Nei prossimi anni una parte consistente della ricchezza passerà dalle generazioni più anziane a Millennial, Generazione X, giovani eredi e donne, modificando aspettative e modalità di gestione dei patrimoni. Per una rete di consulenza diventa quindi essenziale disporre di professionisti capaci di dialogare con clienti più digitalizzati, abituati ad accedere rapidamente alle informazioni e maggiormente sensibili a temi come sostenibilità, trasparenza e personalizzazione dei servizi. L’ingresso dei giovani può facilitare questa evoluzione, ma la banca punta a preservare contemporaneamente quella componente di fiducia personale che portare competenze più vicine alle nuove generazioni di clienti. Per Banca Mediolanum il ricambio diventa quindi uno strumento per prepararsi a un mercato nel quale tecnologia, trasferimento generazionale della ricchezza e progressivo arretramento degli sportelli tradizionali stanno ridisegnando il rapporto tra famiglie e industria finanziaria. continua a rappresentare uno degli elementi distintivi della consulenza finanziaria.


Sul settore incombe inoltre la trasformazione determinata dall’intelligenza artificiale. Algoritmi e strumenti digitali possono già analizzare portafogli, elaborare enormi quantità di dati e automatizzare numerose attività operative. La risposta di Mediolanum non sembra essere quella di ridurre il peso dei consulenti, ma di modificarne progressivamente il ruolo. Le tecnologie possono liberare tempo dalle attività più ripetitive, lasciando al professionista maggiore spazio per ascolto, pianificazione e relazione. In questa prospettiva, competenze finanziarie e capacità tecnologiche devono integrarsi con qualità difficilmente automatizzabili, come comprensione delle esigenze individuali e costruzione della fiducia.


Il programma dei 1.500 inserimenti rappresenta così un investimento sulla continuità della rete e sulla trasformazione della professione. I nuovi banker dovranno crescere accanto ai senior, acquisendone esperienza e conoscenza del territorio, ma contemporaneamente

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