Avio torna in utile nel semestre: ricavi in crescita e mercato concentrato sulla nuova fase di sviluppo

Avio torna all’utile nel primo semestre del 2026 e conferma la crescita delle attività industriali, sostenuta dai programmi spaziali e dalla progressiva espansione nel settore della difesa. Il gruppo aerospaziale italiano ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 9,2 milioni di euro, rispetto alla perdita di 187 mila euro registrata nello stesso periodo del 2025. I ricavi netti hanno raggiunto 276 milioni di euro, segnando un incremento del 17,5%, mentre l’Ebitda rettificato è salito del 7,3% a 12,2 milioni. Numeri che mostrano un miglioramento dell’attività operativa e che confermano il percorso di crescita avviato dall’azienda, anche se la reazione del titolo in Borsa resta condizionata dalle aspettative elevate costruite nei mesi precedenti.
Il ritorno al profitto assume particolare importanza perché arriva in una fase di forte trasformazione per Avio. Il risultato netto beneficia anche di proventi finanziari e derivanti da attività finanziarie, mentre il risultato operativo rettificato si attesta a 1,5 milioni di euro, leggermente superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente. La posizione finanziaria netta rimane ampiamente positiva a 535,7 milioni di euro, pur diminuendo di circa 56 milioni rispetto alla fine del 2025. La variazione è collegata agli investimenti effettuati durante il semestre e al trasferimento ai fornitori di parte degli anticipi ricevuti nell’ultimo trimestre dello scorso esercizio.
Un elemento centrale resta il portafoglio ordini, che alla fine di giugno ammontava a circa 2,05 miliardi di euro, in diminuzione del 5,4% rispetto ai 2,17 miliardi registrati alla fine del 2025 ma ancora su livelli particolarmente elevati. Nel semestre Avio ha acquisito nuovi ordini per circa 160 milioni di euro: oltre due terzi riguardano attività di produzione e sviluppo nel comparto della difesa, mentre la parte restante è legata prevalentemente ai programmi di sviluppo del lanciatore Vega C. La composizione delle nuove commesse evidenzia la crescente importanza del business militare accanto alle tradizionali attività spaziali, rafforzando la diversificazione del gruppo.
La società ha confermato la guidance per il 2026, che prevede ricavi netti compresi tra 560 e 590 milioni di euro, un Ebitda rettificato tra 29 e 37 milioni e un utile netto nell’intervallo tra 8 e 13 milioni. Il portafoglio ordini è atteso tra 2 e 2,1 miliardi di euro. Il risultato netto già raggiunto nel primo semestre si colloca quindi all’interno dell’intervallo previsto per l’intero esercizio, anche se la sua composizione suggerisce prudenza nell’estrapolare automaticamente il dato sui dodici mesi. Per gli investitori sarà soprattutto importante verificare l’andamento della redditività industriale e la capacità di trasformare il consistente portafoglio di commesse in margini crescenti.
Il quadro industriale resta sostenuto dalla ripresa del programma Vega C, dall’aumento delle attività legate ad Ariane 6 e dalla crescita della propulsione solida per applicazioni militari. Nel 2025 Avio aveva già raggiunto ricavi record per circa 542 milioni di euro e un portafoglio ordini superiore ai 2,1 miliardi, mentre l’utile netto era salito a 11,6 milioni. Il gruppo sta inoltre preparando un'importante espansione negli Stati Uniti, mercato considerato strategico soprattutto per le opportunità nel settore della difesa. La disponibilità finanziaria accumulata attraverso l’aumento di capitale consente alla società di affrontare questa fase con risorse significative, ma aumenta contemporaneamente l’attenzione del mercato sull’effettivo rendimento degli investimenti programmati.
L’andamento di Avio in Borsa deve essere letto proprio alla luce delle aspettative costruite intorno a questa trasformazione. Dopo la forte rivalutazione che aveva accompagnato l’aumento degli ordini, l’ingresso nel Ftse Mib e le prospettive legate alla crescita della spesa europea e statunitense per spazio e difesa, gli investitori sono diventati più selettivi. I risultati semestrali confermano una società con ricavi in aumento, un portafoglio ordini superiore ai due miliardi e una struttura finanziaria solida, ma il mercato guarda ormai alla velocità con cui questa espansione riuscirà a tradursi in una maggiore redditività operativa. Vega C, Ariane 6, difesa e sviluppo negli Stati Uniti rappresentano così i quattro principali fronti sui quali si misurerà la prossima fase industriale del gruppo.





Commenti