Automotive, la Fiom chiede il ripristino del Fondo e nuovi investimenti in Italia

Produzione sotto 300 mila vetture e incertezza sugli stabilimenti riaprono il confronto sulla politica industriale dell’auto.
La Fiom torna a chiedere al Governo il ripristino del Fondo automotive, indicandolo come uno degli strumenti necessari per sostenere investimenti e produzione nazionale. Secondo il responsabile Auto della Fiom, Samuele Lodi, l’obiettivo di riportare la produzione italiana verso un milione di veicoli è ormai molto lontano.
La produzione dello scorso anno è rimasta infatti sotto le 300 mila automobili, un livello che alimenta preoccupazioni sulla sostenibilità industriale degli stabilimenti e sulla tenuta della filiera. Il sindacato chiede quindi una strategia che accompagni la transizione tecnologica senza ridurre ulteriormente capacità produttiva e occupazione.
Particolare attenzione viene riservata a Stellantis e agli investimenti negli impianti italiani. Per Mirafiori, la produzione della Fiat 500 ibrida viene giudicata insufficiente a garantire volumi adeguati, mentre rimane aperta la questione della gigafactory di Termoli dopo il superamento del precedente progetto con Acc.
Un ulteriore dossier riguarda Iveco e il confronto previsto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le garanzie sul mantenimento di stabilimenti e occupazione per un periodo limitato vengono considerate insufficienti da parte sindacale, che chiede un piano industriale di più lungo periodo.
La crisi dell’automotive italiano è quindi sempre meno una questione di incentivi alla domanda e sempre più una questione di politica industriale. Investimenti, nuovi modelli, batterie, componentistica e capacità produttiva saranno determinanti per stabilire quale ruolo l’Italia potrà mantenere nella nuova filiera europea dell’automobile.






Commenti