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AirAsia cerca capitali esteri per rafforzare i conti: sul tavolo fino a un miliardo di dollari

16 set
Tempo di lettura: 3 min










AirAsia accelera nella ricerca di nuovi finanziamenti internazionali per rafforzare il bilancio dopo una fase particolarmente difficile per il trasporto aereo asiatico. Il gruppo malese sta lavorando a una raccolta fino a un miliardo di dollari sui mercati internazionali, alla quale potrebbero aggiungersi linee di credito locali per 700 milioni di ringgit. L'operazione arriva dopo due trimestri consecutivi in perdita e in un contesto segnato dall'aumento dei costi energetici, dalla volatilità valutaria e dalla necessità di sostenere una flotta molto ampia. La compagnia precisa tuttavia che le nuove risorse non sono destinate soltanto a coprire esigenze operative: l'obiettivo principale è rifinanziare il debito, allungarne le scadenze e consolidare la struttura finanziaria.


La pressione sui conti è emersa con particolare evidenza nel secondo trimestre del 2026. AirAsia Group ha registrato ricavi per circa 5,1 miliardi di ringgit, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente nonostante una riduzione dell'11% della capacità offerta. Il risultato netto è stato però negativo per 830,5 milioni di ringgit, anche a causa di perdite sui cambi per 331 milioni. Al netto di questa componente, il rosso sarebbe stato comunque vicino ai 500 milioni. A pesare soprattutto è stata l'impennata del costo del carburante: la spesa per il jet fuel è aumentata del 58% su base annua, comprimendo la redditività e imponendo alla compagnia una revisione delle rotte e della capacità disponibile.


Il gruppo ha reagito aumentando le tariffe e introducendo meccanismi più dinamici per trasferire almeno parte del rincaro energetico sui prezzi dei biglietti. Tra maggio e giugno le tariffe medie sono cresciute di oltre il 20%, mentre i costi unitari non legati al carburante sono diminuiti del 7%. L'Ebitda trimestrale è rimasto positivo a 442,6 milioni di ringgit, pur risultando nettamente inferiore rispetto all'anno precedente. Le maggiori difficoltà si sono concentrate sulle attività a corto raggio in Thailandia, Filippine e Indonesia e sul lungo raggio malese, mentre le operazioni a corto raggio in Malaysia e Cambogia hanno continuato a produrre risultati positivi.


La ricerca di nuovi capitali si inserisce quindi in un più ampio piano di ristrutturazione finanziaria. AirAsia ha chiarito che il miliardo di dollari potenziale servirà principalmente a riunire diverse esposizioni esistenti in una struttura di debito più efficiente, con scadenze più lunghe e condizioni economiche migliori. Nel marzo 2026 il gruppo aveva già raccolto circa 300 milioni di dollari, utilizzando le risorse per estendere la durata delle passività e ridurre gli obblighi sul capitale. La nuova operazione punta ad ampliare questo processo, coinvolgendo istituzioni finanziarie e investitori internazionali in una fase nella quale l'accesso al credito rappresenta un elemento essenziale per sostenere la trasformazione della compagnia.


Parallelamente AirAsia sta intervenendo sulla flotta. Il piano prevede la restituzione nel corso del 2026 di 25 aeromobili più anziani, con l'obiettivo di ridurre il peso dei leasing e migliorare l'efficienza operativa. La compagnia continua comunque a preparare la crescita di lungo periodo, con l'arrivo dal 2028 di nuovi Airbus A220 e A321XLR. La strategia è quindi duplice: alleggerire nell'immediato i costi fissi generati dagli aerei meno efficienti e, contemporaneamente, preservare la capacità di espansione futura attraverso velivoli più moderni e adatti a rotte con caratteristiche differenti.


Il quadro resta complesso anche sul fronte del debito già esistente. AirAsia avrebbe chiesto una modifica delle condizioni relative a un finanziamento privato da 200 milioni di dollari concesso da Ares Management e Indies Capital Partners, in modo da poter utilizzare parte dei ricavi generati da determinate rotte per effettuare pagamenti dovuti alle società di leasing degli aeromobili. È un ulteriore segnale della necessità di rendere più flessibile la struttura finanziaria mentre il gruppo affronta contemporaneamente costi energetici elevati, obblighi verso i finanziatori e investimenti necessari per mantenere competitiva la propria rete.


Per AirAsia, uno dei simboli mondiali del modello low cost, la priorità è ora trasformare la crescita della domanda di viaggio in una generazione di cassa sufficientemente robusta da sostenere debito e investimenti. Il management considera il secondo trimestre il punto più difficile dell'anno e punta sulla stagione ad alta domanda, sull'aumento delle tariffe e sulla riduzione dei costi per migliorare progressivamente i risultati. L'ingresso di nuovi finanziatori internazionali diventa così un passaggio centrale per dare al gruppo maggiore spazio finanziario e accompagnare il riassetto operativo senza rinunciare ai programmi di sviluppo della flotta e della rete asiatica.

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