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AI Act: perché? - Una risposta giuridica

Innumerevoli articoli giuridici e tecnici negli ultimi due anni hanno parlato di AI act.

Si parla dei 4 livelli di protezione, di scadenze, di adempimenti, ecc... Sono discorsi interessanti e utili, che aiutano aziende e startup a comprendere quali novità vengono introdotte da tale documento, e quali sono gli adempimenti giuridici presenti e futuri da tenere a mente.


Tuttavia i mass media spesso tendono a non spiegare troppo a fondo il perchè di questo atto. Ciò spesso porta i cittadini (magari anche involontariamente) a pensare che si tratti di un nuovo adempimento amministrativo o di un altro mezzo di controllo sulle aziende da parte delle autorità europee. Logicamente non sembra che vi sia alcun senso nel limitare le capacità e i campi di applicazione dei motori di IA generativa. Dopotutto, se è legale scrivere un software per fare una determinata azione, perchè limitare l'applicazione dell'AI nello stesso settore?


Per come è strutturato l'algoritmo delle "reti neurali", alla base di ogni intelligenza artificiale moderna, è impossibile prevedere con certezza assoluta che cosa farà un'Intelligenza Artificiale, ancor di più se generativa. Pertanto, l'utlilizzo deregolamentato dell'AI potrebbe portare governi, aziende o privati a violare, di proposito o inavvertitamente, i diritti dei cittadini europei, stabiliti dalla carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.


Facciamo qualche esempio di qualche fattispecie vietata dall'AI act:

  • Un assistente AI bancario che manipola i clienti al fine di vendere prodotti con grandi commissioni per la banca, che presentano un rischio eccessivo per il profilo del cliente e che ne pregiudicano la posizione.

  • Un software per la PA che traccia movimenti di tutti i cittadini, anche se incensurati, con il riconoscimento facciale tramite telecamere di sicurezza.

  • Un sistema di crediti sociali, su modello di quello cinese, che determini l'accesso dei cittadini ai servizi pubblici.

  • Un sistema di filtraggio CV che esclude le donne tra i 25 e i 45 anni.


Sono questi solo alcuni degli innumerevoli esempi di come l'AI può violare i diritti dei cittadini.


Ed è per questo che l'UE ha deciso, come per i dati personali, di regolamentare questa nuova tecnologia in modo molto stretto. Non per controllare. Non per farsi vedere aggiornata. Ma per tutelare i cittadini. Per tutelare i consumatori. Per tutelare noi.

L'UE è nata per garantire pace e libertà in tutti i Paesi che ne fanno parte. E, finalmente, sta tornando a fare il suo lavoro.

Dobbiamo essene grati.


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