Agricoltura, sbloccati 90 milioni per il gasolio: come funziona il contributo e chi può richiederlo
Arrivano nuove risorse a sostegno del comparto agricolo. Il Governo ha reso operativo il contributo destinato a compensare l'aumento del costo del gasolio agricolo, mettendo a disposizione un fondo da 90 milioni di euro sotto forma di credito d'imposta. La misura è rivolta alle imprese agricole che hanno sostenuto maggiori spese per l'acquisto di carburante utilizzato nell'esercizio dell'attività produttiva, con l'obiettivo di attenuare gli effetti dell'incremento dei prezzi energetici registrato negli ultimi mesi. L'intervento si inserisce nel quadro delle misure straordinarie adottate per sostenere un settore particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi di produzione, che incidono direttamente sulla competitività delle aziende e sulla redditività delle coltivazioni.
Il beneficio consiste in un credito d'imposta pari fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di gasolio e benzina destinati ad alimentare i mezzi impiegati nelle attività agricole, comprese le attrezzature utilizzate per il riscaldamento delle serre dedicate alla coltivazione di prodotti orticoli. Per ottenere il contributo sarà necessario dimostrare gli acquisti effettuati mediante le relative fatture, calcolando l'importo al netto dell'Iva. Il fondo complessivo disponibile è pari a 90 milioni di euro, limite entro il quale saranno riconosciuti gli aiuti alle imprese aventi diritto. La misura mira a compensare almeno in parte l'incremento dei costi energetici che continua a gravare sulle aziende agricole, influenzando le spese per le lavorazioni nei campi, l'irrigazione, la movimentazione dei prodotti e le attività in serra.
Per accedere all'agevolazione le imprese dovranno presentare una domanda secondo le modalità che saranno definite dai provvedimenti attuativi emanati dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. La richiesta dovrà essere accompagnata dalla documentazione comprovante gli acquisti di carburante e dal rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Le procedure operative disciplineranno anche i controlli, le verifiche sulla regolarità delle dichiarazioni e le modalità di utilizzo del credito d'imposta, che potrà essere fruito secondo quanto stabilito dalle disposizioni applicative. L'obiettivo è garantire una gestione uniforme delle domande e assicurare che le risorse vengano assegnate alle imprese effettivamente colpite dall'aumento dei costi del carburante.
Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di sostegno al settore primario, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare contemporaneamente l'aumento dei prezzi dell'energia, la crescita dei costi dei fertilizzanti, gli effetti degli eventi climatici estremi e le tensioni sui mercati internazionali delle materie prime. Il costo del carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per molte aziende agricole, soprattutto per quelle che operano con un elevato impiego di macchine e mezzi meccanici. Ridurre questo onere significa contribuire a preservare la capacità produttiva delle imprese e contenere gli effetti che l'aumento dei costi potrebbe avere lungo l'intera filiera agroalimentare, con possibili ripercussioni anche sui prezzi al consumo.
Lo stanziamento dei 90 milioni di euro rappresenta quindi un intervento mirato a sostenere la liquidità delle imprese agricole in una fase ancora caratterizzata da forte volatilità dei mercati energetici. Nei prossimi giorni saranno definiti tutti gli aspetti operativi relativi alla presentazione delle domande e alla gestione delle richieste, consentendo alle aziende interessate di avviare le procedure per ottenere il beneficio. Per il comparto agricolo si tratta di un sostegno destinato ad alleggerire, almeno in parte, il peso dei maggiori costi sostenuti per garantire la continuità delle attività produttive e la competitività del sistema agroalimentare italiano.





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