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07 marzo 2026

  1. La sentenza della Corte di cassazione n. 29 ha chiarito che, nell’accertamento dell’eventuale sussistenza di una condotta antisindacale del datore di lavoro, l’indagine giudiziale deve concentrarsi sull’idoneità del comportamento a comprimere, anche solo potenzialmente, le prerogative sindacali, a prescindere dalla riconducibilità dell’atto a una violazione tipizzata e dalla sussistenza di un pregiudizio attuale e concreto.Autorità: Corte d’appello di Ancona, sentenzaData: 18 gennaio 2025Numero: 29

  2. La cancellazione dal registro delle imprese, anteriore alla riforma del diritto societario, non è di per sé sufficiente a determinare l’estinzione della società, occorrendo anche la completa definizione dei rapporti giuridici pendenti, in funzione di tutela dei creditori rispetto a possibili liquidazioni fraudolente.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. I, sentenzaData: 1 febbraio 2025Numero: 2411

  3. In sede di opposizione a decreto ingiuntivo, l’eventuale applicazione di tassi eccedenti la soglia antiusura va verificata con riferimento al momento della pattuizione; ove risulti usurarietà originaria, opera la nullità della clausola e la non debenza di interessi, secondo la disciplina civilistica e la ricostruzione giurisprudenziale consolidata in materia di interessi corrispettivi e moratori.Autorità: Tribunale di Rovereto, sentenzaData: 6 febbraio 2025Numero: 40

  4. In tema di contratti bancari, la valutazione dell’usurarietà deve essere condotta secondo i criteri di inclusione delle voci di costo nel TEG e di raffronto con la soglia, con particolare attenzione al trattamento degli interessi moratori e alla corretta ricostruzione del costo complessivo dell’operazione, secondo i parametri applicativi delineati dalla giurisprudenza di merito.Autorità: Corte d’appello di Bari, sentenzaData: 6 febbraio 2025Numero: 159

  5. Per configurare la responsabilità dei soci in relazione al debito tributario della società estinta a seguito di cancellazione dal registro delle imprese, l’avvenuta riscossione di somme in base al bilancio finale di liquidazione costituisce elemento che l’amministrazione finanziaria è tenuta a dedurre con un apposito avviso di accertamento nei confronti dei soci stessi, ai sensi dell’art. 36, comma 5, del d.P.R. n. 602 del 1973, e che, quindi, non può essere rilevato nel giudizio di impugnazione dell’atto impositivo originariamente notificato alla società, benché il processo prosegua da o nei confronti dei soci in qualità di successori della società estinta.Autorità: Corte di cassazione civile, Sezioni Unite, sentenzaData: 12 febbraio 2025Numero: 3625

  6. In materia di interessi corrispettivi e moratori, la verifica dell’eventuale usurarietà richiede una ricostruzione analitica delle pattuizioni economiche e delle componenti rilevanti ai fini del TEG, con esclusione di automatismi e con applicazione dei criteri giurisprudenziali sul confronto con il tasso-soglia.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. III, ordinanzaData: 18 febbraio 2025Numero: 4176

  7. Ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza, il giudice della fase prefallimentare, a fronte della ragionevole contestazione del credito vantato dal ricorrente, deve procedere all’accertamento, sia pur incidentale, dello stesso, salvo che la sua esistenza risulti già accertata con una pronuncia giudiziale a cognizione piena, potendo, in tal caso, onde adempiere al suo dovere di motivazione, limitarsi ad un mero rinvio ad essa, con l’obbligo, invece, ove rilevi significative anomalie, tali da giustificare il dubbio sulla correttezza della conclusione ivi raggiunta, di dare specificamente conto delle ragioni che l’hanno indotto ad allontanarsi dalla precedente decisione.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. I, sentenzaData: 19 febbraio 2025Numero: 4406

  8. La clausola sugli interessi moratori, ove assuma rilevanza ai fini della disciplina antiusura, impone di verificare il superamento della soglia al momento della pattuizione, con applicazione delle conseguenze civilistiche previste per l’usura originaria e con valutazione coerente dell’assetto economico complessivo del rapporto.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. II, sentenzaData: 3 marzo 2025Numero: 5593

  9. La ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore è opponibile alla massa dei creditori, in quanto deve presumersi l’esistenza del rapporto fondamentale, salva la prova - il cui onere grava sul curatore fallimentare - della sua inesistenza o invalidità.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. I, sentenzaData: 6 marzo 2025Numero: 6065

  10. La disciplina antiusura va applicata valorizzando il criterio temporale della pattuizione e la corretta determinazione del costo del credito; in caso di contestazione, il giudice deve accertare la riconducibilità delle singole poste al perimetro del TEG e la loro incidenza nel raffronto con la soglia.Autorità: Tribunale di Ferrara, sentenzaData: 7 marzo 2025Numero: 251

  11. La responsabilità datoriale per condotta antisindacale ricorre anche quando l’atto formalmente lecito si traduca, per modalità e contesto, in un abuso idoneo a comprimere l’esercizio dell’attività sindacale o del diritto di sciopero, secondo la struttura “aperta” dell’art. 28 St. lav. e la valutazione teleologica dell’offesa ai beni protetti.Autorità: Corte d’appello di Torino, sentenzaData: 1 aprile 2025Numero: 67

  12. L’adozione del maggiorenne è oggi istituto plurifunzionale, non più confinabile alla dimensione patrimoniale-successoria, idoneo a formalizzare legami affettivi e percorsi identitari, alla luce della lettura costituzionalmente orientata che valorizza la persona, l’identità e le relazioni familiari di fatto.Autorità: Corte costituzionale, sentenzaData: 18 aprile 2025Numero: 53

  13. In tema di usura, la disciplina va applicata con riferimento al momento della pattuizione; non è configurabile un meccanismo di “usura sopravvenuta” in ragione di variazioni normative o di mercato successive, ferma la necessità di verificare, caso per caso, la rilevanza delle componenti economiche pattuite nel costo complessivo del credito.Autorità: Corte di cassazione civile, Sezioni Unite, sentenzaData: 25 giugno 2025Numero: 17173

  14. La condotta datoriale integra violazione dell’art. 28 St. lav. quando, per contenuto ed effetti, si risolva in un ostacolo all’agibilità sindacale; l’ordine giudiziale di cessazione e rimozione degli effetti è finalizzato a ripristinare l’effettività delle prerogative collettive compromesse.Autorità: Tribunale di Milano, sentenzaData: 2 luglio 2025Numero: non indicato

  15. In tema di difetto di giurisdizione nel giudizio di impugnazione, l’attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato a dolersi del difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto, non essendo soccombente su tale autonomo capo della decisione, in coerenza con i canoni di lealtà processuale e di prevenzione dell’abuso del processo.Autorità: Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenzaData: 12 luglio 2025Numero: 19196

  16. La tutela ex art. 28 St. lav. opera anche in presenza di condotte che, pur non vietate in via espressa, risultino concretamente idonee a limitare o impedire l’attività sindacale, imponendo l’immediata rimozione degli effetti lesivi.Autorità: Tribunale di Gorizia, decretoData: 16 luglio 2025Numero: non indicato

  17. L’estinzione della società, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non comporta anche quella dei relativi crediti, che costituiscono oggetto di trasferimento in favore dei soci, salvo che il creditore abbia manifestato in modo inequivoco, anche attraverso un comportamento concludente, la volontà di rimettere il debito, comunicandola al debitore, e sempre che quest’ultimo non abbia dichiarato, in un congruo termine, di non volerne profittare, non risultando, peraltro, sufficiente, a tal fine, la mancata iscrizione del credito nel bilancio di liquidazione, la quale non giustifica di per sé la presunzione dell’avvenuta rinunzia allo stesso, incombendo sul debitore convenuto in giudizio dall’ex-socio - o nei cui confronti quest’ultimo intenda proseguire un giudizio promosso dalla società - l’onere di allegare e provare la sussistenza dei presupposti necessari per l’estinzione del credito.Autorità: Corte di cassazione civile, Sezioni Unite, sentenzaData: 16 luglio 2025Numero: 19750

  18. «costituiscono indizi esteriori dell’insolvenza gli elementi sintomatici che esprimono lo stato di impotenza funzionale e non transitoria dell’impresa a soddisfare le proprie obbligazioni, secondo una tipicità - desumibile dai dati dell’esperienza economica - rivelatrice dell’incapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze dell’impresa medesima (prima fra tutte l’estinzione dei debiti), nonché dell’impossibilità di essa di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose compromissioni del patrimonio».Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. I, sentenzaData: 21 luglio 2025Numero: 20554

  19. In materia di translatio iudicii e conservazione degli effetti processuali, la prosecuzione del giudizio dinanzi al giudice munito di giurisdizione è ammessa nei limiti e nei termini stabiliti, con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda e con presidio dell’efficienza del processo.Autorità: Corte di cassazione, Sezioni Unite, ordinanzaData: 28 luglio 2025Numero: 21642

  20. Gli amministratori di società, accertato il verificarsi di una causa di scioglimento della stessa, hanno l’obbligo, ai sensi dell’art. 2485, comma 1, c.c., di darne pubblicità attraverso l’iscrizione nel registro delle imprese e, in caso di ritardo od omissione, rispondono dei danni che la loro condotta abbia arrecato alla società, ai soci, ai creditori sociali o ai terzi, non potendo valere ad escludere la detta responsabilità la possibilità per i danneggiati di avvedersi della sussistenza della causa di scioglimento attraverso la consultazione delle scritture contabili.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. I, sentenzaData: 1 agosto 2025Numero: 22219

  21. Nei reati colposi di evento rilevanti ai fini della responsabilità dell’ente ex d.lgs. n. 231/2001, il requisito dell’interesse o vantaggio va riferito alle scelte e alle carenze organizzative (quali risparmi su manutenzione, procedure, tempi e formazione) e non all’evento lesivo in sé, imponendo una verifica centrata sulle condotte gestionali e prevenzionistiche.Autorità: Corte di cassazione penale, Sez. IV, sentenzaData: 1 settembre 2025Numero: 30039

  22. L’adozione di misure organizzative o gestionali che incidano sulle prerogative sindacali, ove risultino idonee a limitarne l’esercizio, può essere rimossa con provvedimento immediatamente esecutivo nel rito ex art. 28 St. lav., con finalità di ripristino della libertà e dell’attività sindacale.Autorità: Tribunale di Bologna, decretoData: 22 settembre 2025Numero: non indicato

  23. In materia di condotta antisindacale, la tutela è accordata anche quando il datore di lavoro ponga in essere comportamenti in sé leciti ma abusivi, purché idonei a comprimere l’agibilità e l’attività sindacale, secondo il modello teleologico dell’art. 28 St. lav.Autorità: Corte di cassazione, Sez. Lavoro, ordinanzaData: 2 ottobre 2025Numero: 26618

  24. L’accertamento della condotta antisindacale richiede la verifica dell’idoneità del comportamento datoriale a ledere le prerogative sindacali, con ordine di cessazione e rimozione degli effetti ove risulti la lesione, anche potenziale, dell’attività sindacale.Autorità: Corte di cassazione, Sez. Lavoro, ordinanzaData: 17 ottobre 2025Numero: 27722

  25. La fattispecie antisindacale è integrata da qualsiasi comportamento del datore di lavoro che, in concreto, sia diretto a impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale o del diritto di sciopero, anche se non coincidente con una violazione tipica, secondo l’impostazione “aperta” dell’art. 28 St. lav.Autorità: Corte di cassazione, Sez. Lavoro, ordinanzaData: 11 novembre 2025Numero: 29738

  26. A seguito dell’estinzione della società, il socio (ex-socio) è successore per il solo fatto di essere tale e non perché abbia ricevuto quote di liquidazione.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. II, sentenzaData: 16 dicembre 2025Numero: 32847

  27. Il divieto di adozione del maggiorenne in presenza di figli minori dell’adottante presenta criticità rispetto alla trasformazione personalistica dell’istituto; la rimozione dell’automatismo preclusivo richiede tuttavia un intervento legislativo sistemico, con adeguate garanzie istruttorie per i minori, non compatibili con l’attuale rito camerale.Autorità: Corte costituzionale, sentenzaData: 30 dicembre 2025Numero: 215

  28. L’esterovestizione consiste nella fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscale di una società, mediante costruzione artificiosa priva di effettività economica; la mera provenienza dall’Italia di impulsi gestionali o direttivi non è sufficiente, ove sia accertata un’attività economica reale e autonomamente organizzata all’estero, e le intercettazioni legittimamente acquisite in sede penale sono utilizzabili nel processo tributario come indizi, da valutarsi criticamente anche quanto a pertinenza temporale.Autorità: Corte di cassazione civile, Sez. V (tributaria), sentenzaData: 31 dicembre 2025Numero: 34951

  29. «si può desumere lo stato di insolvenza sulla base di plurimi indici, anche non in concorso tra loro, tra cui l’inesistenza di disponibilità liquide e l’inadempimento di debiti pecuniari anche di modesto importo».Autorità: Tribunale di Fermo, sentenzaData: 31 dicembre 2025Numero: 52

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