04 febbraio 2025
- Luca Baj

- 4 feb
- Tempo di lettura: 8 min
I. Diritto Civile
Responsabilità Patrimoniale: Cass. Civ., Sez. I, Ord. 30 ottobre 2024 n. 27986
Massima: L'azione revocatoria ordinaria può essere promossa non solo in caso di totale compromissione del patrimonio del debitore, ma anche quando un atto ne renda più incerto o difficile il soddisfacimento.
Commento: La sentenza ribadisce un principio consolidato, precisando che il concetto di "eventus damni" (pregiudizio al credito) è ampio e può riguardare sia la diminuzione quantitativa che la variazione qualitativa del patrimonio del debitore, tale da rendere più difficoltosa l'esazione del credito.
Servitù Coattive: Cass. Civ., Sez. II, Sent. 29 ottobre 2024 n. 27891
Massima: L'azione costitutiva di servitù coattiva di passaggio deve essere promossa nei confronti di tutti i proprietari dei fondi che si frappongono all'accesso alla pubblica via.
Commento: La decisione ribadisce la necessità di integrare il contraddittorio in questi casi, chiamando in giudizio tutti i soggetti che potrebbero essere toccati dalla costituzione della servitù, al fine di garantire la corretta e completa attuazione del diritto di passaggio.
Acque: Cass. Civ. Sez. Un., Ord. 29 agosto 2024 n. 23307
Massima: Ai fini del termine speciale per impugnare la sentenza del Tsap, rileva la comunicazione con qualunque mezzo, anche con Pec.
Commento: La Suprema Corte afferma che per il computo del termine per proporre ricorso per cassazione contro le sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP), rileva la comunicazione del dispositivo, indipendentemente dal mezzo utilizzato, con la sola esclusione delle comunicazioni meramente informali.
Assicurazione: Cass. Civ. Sez. III, Ord. 28 agosto 2024 n. 23289
Massima: L'assicuratore che, ai sensi dell'art. 1917 Cc, abbia pagato somme in virtù di sentenza di condanna di primo grado provvisoriamente esecutiva, ha diritto alla ripetizione nel caso in cui la sentenza sia stata riformata in grado di appello.
Commento: La Cassazione ribadisce la possibilità, per l'assicuratore, di agire in ripetizione per somme pagate in esecuzione di una sentenza di primo grado, poi riformata nel merito.
Banche e Istituti di Credito: Cass. Civ., Sez. I, Ord. 30 agosto 2024 n. 23384
Massima: L'obbligazione degli interessi è autonoma rispetto a quella del capitale ma può essere fatta valere solo nei limiti dell'accertamento dell'obbligazione principale e del suo corretto adempimento.
Commento: La pronuncia sottolinea la natura autonoma dell'obbligazione da interessi, pur se legata al debito principale. E precisa che l’obbligazione degli interessi sorge solo a fronte di un accertamento dell’obbligazione del capitale.
Esecuzione Civile: Cass. Civ., Sez. III, Ord. 28 agosto 2024 n. 23283
Massima: I provvedimenti conclusivi delle procedure esecutive sono tendenzialmente definitivi, impedendo pretese di tutela successive alla chiusura del procedimento.
Commento: La Corte di Cassazione ribadisce il carattere tendenzialmente definitivo dei provvedimenti conclusivi del processo esecutivo, delimitando le possibilità di contestazione a favore dell’espropriato.
Fallimento: Cass. Civ., Sez. I, Ord. 28 agosto 2024 n. 23290
Massima: In sede di reclamo avverso una sentenza di fallimento, l'accertamento dello stato d'insolvenza può basarsi anche su fatti diversi da quelli indicati nella sentenza di fallimento, purché anteriori.
Commento: La Corte afferma che nel giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, l'accertamento dello stato di insolvenza può fondarsi su elementi nuovi rispetto a quelli presi in considerazione in prima battuta.
Insolvenza (Società in liquidazione): Cass. Civ., Sez. I, Ord. 28 agosto 2024 n. 23286
Massima: Nelle società in liquidazione la verifica dell'insolvenza è basata solo sulla valutazione del patrimonio in relazione al soddisfacimento dei creditori.
Commento: Viene chiarito che in una società in liquidazione, il concetto di insolvenza si basa principalmente sulla capacità del patrimonio sociale di soddisfare i creditori, non richiedendo ulteriori requisiti relativi alla stabilità sul mercato.
Famiglia: Cass. Civ., Sez. I, Ord. 29 agosto 2024 n. 23311
Massima: La sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale per esclusione di uno dei bona matrimonii non è delibabile se tale esclusione è rimasta nella mera riserva mentale di uno dei coniugi.
Commento: La sentenza puntualizza che la pronuncia ecclesiastica di nullità matrimoniale per esclusione di uno dei bona matrimonii non può essere delibata in Italia se tale esclusione sia rimasta a livello di riserva mentale e non sia stata portata a conoscenza dell’altro coniuge.
Giurisdizione: Cass. Civ., Sez. Un., Ord. 28 agosto 2024 n. 23236
Massima: L'attore soccombente nel merito non è legittimato ad impugnare in appello unicamente la pronuncia sulla giurisdizione.
Commento: La Corte di Cassazione afferma che una parte soccombente nel merito non ha legittimazione ad appellare la pronuncia in merito alla giurisdizione qualora non abbia anche perso nel merito della vicenda processuale.
Regolamento di giurisdizione: Cass. Civ., Sez. Un., Ord. 30 agosto 2024 n. 23377
Massima: Il regolamento di giurisdizione non è proponibile dopo la sentenza, seppure limitata alla giurisdizione; è possibile però la conversione in ricorso per Cassazione.
Commento: Le Sezioni Unite hanno chiarito che se dopo una sentenza si vuole contestare la giurisdizione, non si può adire con un regolamento preventivo di giurisdizione, ma con un ricorso in cassazione ordinario.
Impugnazioni: Cass. Civ., Sez. III, Ord. 30 aprile-28 agosto 2024 n. 23253
Massima: La sentenza che ha deciso solo sulla competenza e sulle spese processuali va impugnata con il mezzo ordinario previsto per le sentenze del giudice dichiaratosi incompetente.
Commento: Si chiarisce che in sede civile, la sentenza che si limiti a pronunciare sulla competenza e sulle spese va impugnata con l’ordinaria impugnazione prevista per le sentenze del giudice dichiaratosi incompetente.
II. Diritto Penale
Procedimento Penale: Corte Costituzionale, Sent. 15 ottobre-14 novembre 2024 n. 179
Massima: È incostituzionale l'articolo 34, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede l'incompatibilità a partecipare al giudizio del giudice dell'udienza predibattimentale.
Commento: La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che non prevedeva l’incompatibilità tra il giudice dell'udienza predibattimentale e il giudice del dibattimento.
Reati contro la Persona: Cass. Pen. Sez. IV, Sent. 17 settembre-29 ottobre 2024 n. 39608
Massima: L'aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro è configurabile anche se la persona offesa non è il lavoratore, a condizione che la regola violata sia posta a tutela di chiunque entri in contatto con la fonte di pericolo.
Commento: La sentenza estende l'applicazione della circostanza aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche anche a soggetti diversi dai lavoratori, a patto che le norme in questione tutelino un ambito più ampio di persone.
Reato: Cass. Pen., Sez. V, Sent. 9 luglio-29 ottobre 2024 n. 39722
Massima: In tema di elemento soggettivo del reato, sussiste la differenza tra dolo eventuale e colpa cosciente.
Commento: La Corte ribadisce la distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente nella commissione del reato.
Rapporto di causalità: Cass. Pen., Sez. IV, Sent. 17 settembre-29 ottobre 2024 n. 39608
Massima: Il nesso di causalità tra condotta ed evento può essere interrotto solo da una causa sopravvenuta atipica, anomala ed eccezionale.
Commento: La Cassazione ha stabilito che l’interruzione del nesso causale è configurabile solo se si verifica una causa sopravvenuta anomala e atipica, rispetto al rischio posto in essere dalla condotta dell’imputato.
Reati contro l'incolumità pubblica: Cass. Pen., Sez. IV, Sent. 19 settembre - 21 novembre 2024 n. 42614
Massima: Va rimessa alle Sezioni Unite la questione se il reato di epidemia colposa possa essere realizzato anche in forma omissiva.
Commento: La Corte ha rimesso alle Sezioni Unite la decisione in merito alla possibilità di configurare il reato di epidemia colposa anche quando si è realizzata con condotta omissiva.
Tortura: Cass. Pen., Sez. V, Sent. 9 luglio-29 ottobre 2024 n. 39722
Massima: In tema di tortura, la crudeltà della condotta è da intendersi come comportamento eccedente rispetto alla normalità causale, determinando nella vittima sofferenze aggiuntive ed esprimendo un atteggiamento interiore riprovevole dell'autore.
Commento: La Suprema Corte definisce la condotta di "tortura", sottolineando la necessità di atti crudeli con conseguenze dannose per la vittima.
Tortura e Maltrattamenti: Cass. Pen., Sez. V, Sent. 9 luglio-29 ottobre 2024 n. 39722
Massima: Il delitto di maltrattamenti in famiglia concorre materialmente con il delitto di tortura, stante l'impossibilità di rinvenire tra le due fattispecie un rapporto di continenza.
Commento: La Cassazione ribadisce che il delitto di maltrattamenti in famiglia concorre con quello di tortura in quanto quest’ultimo non assorbe necessariamente il primo.
Misure cautelari: Cass. Pen., Sez. Un., Sent. 11 luglio-3 dicembre 2024 n. 44060
Massima: La nuova applicazione della custodia cautelare, dopo la caducazione della misura precedente per proscioglimento, è impugnabile con istanza di riesame.
Commento: Le Sezioni Unite stabiliscono che il provvedimento di applicazione della custodia cautelare dopo il proscioglimento è una "nuova misura" e va impugnato con l’istanza di riesame.
Atti del processo penale: Cass. Pen., Sez. II, Sent. 27 novembre 2024-2 gennaio 2025 n. 45
Massima: E' abnorme il provvedimento con il quale il giudice dichiara inammissibile la richiesta di archiviazione in modalità cartacea per malfunzionamento dell'applicativo informatico.
Commento: La Corte annulla il provvedimento con cui il giudice dichiara inammissibile la richiesta di archiviazione in forma cartacea, considerandolo abnorme sia sotto il profilo strutturale sia per quello funzionale.
Procedimento Penale: Corte Cost., Sent. 15 ottobre-14 novembre 2024 n. 179
Massima: E' costituzionalmente illegittimo l’articolo 34, comma 2 del C.p.p. nella parte in cui non prevede l’incompatibilità del giudice dell’udienza predibattimentale a celebrare il dibattimento.
Commento: La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma che non contemplava l'incompatibilità tra il giudice dell’udienza predibattimentale e del dibattimento, introducendo un'ipotesi di incompatibilità "orizzontale" tra giudici dello stesso grado.
Prova Penale: Cass. Pen., Sez. VI, Sent. 13 gennaio 2025 n. 1269
Massima: Le chat del cellulare non sono liberamente utilizzabili come prova in mancanza di specifica autorizzazione del giudice.
Commento: La Cassazione precisa che le chat dei cellulari non possono essere usate come prova senza uno specifico provvedimento dell'autorità giudiziaria, anche in presenza di consenso da parte dell’indagato.
Reati contro la persona: Cass. Pen., Sez. I, Sent. 14 gennaio 2025 n. 1710
Massima: È sempre potenzialmente omicidiaria la condotta di chi lanci oggetti sulle auto in corsa.
Commento: La Corte ha qualificato come "potenzialmente omicidiaria" la condotta di chi lascia cadere oggetti sulle auto in corsa.
Pena: Cass. Pen., Sez. I, Sent. 16 gennaio 2025 n. 1944
Massima: Il giudice di sorveglianza ha l'obbligo di motivare le decisioni sulla detenzione domiciliare, non potendosi limitare ad un semplice visto di rigetto.
Commento: La Cassazione ricorda che, anche nel rigetto delle istanze relative ai permessi, il giudice di sorveglianza è tenuto a una specifica motivazione, escludendo una mera decisione "burocratica".
III. Diritto Amministrativo
Processo amministrativo: Cons. Stato, Ad. plen., Sent. 13-20 novembre 2024 n. 16
Massima: La declaratoria di nullità della sentenza del giudice di primo grado con rinvio al primo giudice si applica anche in caso di erronea dichiarazione di inammissibilità del ricorso di primo grado.
Commento: Il Consiglio di Stato ha ampliato i casi di rimessione al giudice di primo grado nei casi di declaratoria di inammissibilità per vizi di diritto e di giudizio (mancata delibazione dei motivi).
Autotutela: Cons. Stato, Sez. II, Sent. 3 gennaio 2025 n. 29
Massima: La revoca di un provvedimento amministrativo illegittimo può avvenire anche dopo 12 mesi, se l'interessato non ha indotto in errore l'Amministrazione.
Commento: Il Consiglio di Stato ha precisato che la revoca d’ufficio di un provvedimento illegittimo può avvenire anche oltre i dodici mesi, nel caso in cui tale illegittimità non sia imputabile al beneficiario del provvedimento.
IV. Diritto Comunitario
Competenza e giurisdizione: Corte di giustizia dell'Unione europea, Sez. IV, Sent. 14 novembre - Causa C-197/23
Massima: Il diritto dell'UE osta a una disposizione nazionale che impedisce in ogni caso al giudice d'appello di verificare i criteri di assegnazione della causa usati nel primo grado.
Commento: La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha affermato che una norma interna che impedisca l’esame, da parte del giudice di appello, dei criteri di assegnazione della causa in primo grado, lede il diritto all’indipendenza e all’equo processo.
Imposta sui redditi: Corte di giustizia dell'Unione europea, Sez. V ampliata, Sent. 16 gennaio 2025 - Causa C-277/23
Massima: La borsa Erasmus + non va computata ai fini della tassazione sul reddito dei genitori.
Commento: L'importo della borsa Erasmus+, non può essere preso in considerazione nel calcolo dell'imposta sul reddito dei genitori, qualora il figlio sia considerato fiscalmente a carico.
Aiuti di Stato: Corte di giustizia dell'Unione europea, Sez. X, Sent. 16 gennaio 2025 - Causa C-588/23
Massima: Uno Stato membro dell'UE può agire per il recupero di un aiuto di Stato illegale anche nei confronti di un'impresa diversa dal beneficiario iniziale, se quest'ultima ne sia espressione di continuità economica.
Commento: La Corte UE ha precisato che la responsabilità per il recupero di un aiuto di stato illegittimo è estesa anche a imprese diverse da quella inizialmente beneficiata, purché vi sia continuità economica.

Commenti