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È morto Rick Davies, fondatore dei Supertramp: addio a una leggenda del rock progressivo

Rick Davies, tastierista, cantante e mente creativa dei Supertramp, è morto all’età di 79 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo della musica internazionale, dove il suo nome è legato a una delle band più amate e innovative del rock degli anni Settanta e Ottanta. Con lui se ne va una figura che ha saputo coniugare raffinatezza musicale, sperimentazione e un approccio unico alla scrittura, lasciando un’eredità che ha influenzato intere generazioni di artisti.


Nato a Swindon, in Inghilterra, nel 1944, Davies si avvicinò alla musica sin da giovane, mostrando una spiccata inclinazione per il pianoforte e per gli arrangiamenti complessi. Nel 1969 fondò i Supertramp, dando vita a un progetto che in pochi anni sarebbe diventato simbolo del rock progressivo. Il gruppo nacque con l’idea di fondere generi diversi, dal jazz al pop, passando per il blues e le atmosfere orchestrali, creando un sound sofisticato e immediatamente riconoscibile.


L’incontro con Roger Hodgson segnò la svolta decisiva. La coppia Davies-Hodgson divenne il cuore pulsante della band, con un sodalizio artistico che, pur non privo di contrasti, produsse alcuni degli album più memorabili della musica internazionale. “Crime of the Century”, pubblicato nel 1974, è ancora oggi considerato una pietra miliare, con brani come “Dreamer” e “School” che hanno definito lo stile inconfondibile del gruppo.


Il successo planetario arrivò nel 1979 con “Breakfast in America”, album che vendette milioni di copie in tutto il mondo e regalò ai Supertramp la consacrazione definitiva. Brani come “The Logical Song”, “Goodbye Stranger” e “Take the Long Way Home” entrarono nella storia del rock, portando la band ai vertici delle classifiche internazionali. Il contributo di Davies, con la sua voce calda e graffiante e la sua capacità di creare arrangiamenti ricchi e complessi, fu determinante nel plasmare un suono che univa immediatezza melodica e profondità musicale.


Nonostante le tensioni interne e la separazione artistica da Hodgson negli anni Ottanta, Davies riuscì a mantenere viva l’identità dei Supertramp, guidandoli attraverso nuove fasi e continuando a esibirsi con diverse formazioni. Il suo stile rimase sempre fedele a una visione personale della musica, lontana dalle mode passeggere e attenta alla qualità compositiva. La sua abilità di tastierista era ammirata per la capacità di passare da atmosfere intime e malinconiche a potenti esplosioni sonore, sempre con grande eleganza e rigore tecnico.


L’eredità artistica di Rick Davies non si limita ai successi discografici. Con i Supertramp ha contribuito a ridefinire i confini del rock progressivo, aprendo la strada a un approccio più accessibile e melodico senza rinunciare alla complessità. La sua musica è stata colonna sonora di un’epoca, accompagnando cambiamenti sociali e culturali e mantenendo intatta la propria forza evocativa anche a distanza di decenni. Ancora oggi, i brani dei Supertramp continuano a essere trasmessi, reinterpretati e amati da nuove generazioni, segno di una vitalità che non conosce confini temporali.


Il mondo della musica ha salutato Davies con numerosi messaggi di cordoglio. Musicisti, colleghi e fan hanno ricordato non solo l’artista, ma anche l’uomo riservato e appassionato, lontano dalle luci della ribalta se non per il suo lavoro sul palco e in studio. La sua figura incarna quella di un musicista completo, capace di unire rigore e creatività, tecnica e sentimento.


La sua scomparsa segna la fine di un capitolo fondamentale della storia del rock, ma lascia in eredità un patrimonio musicale che continuerà a vivere. I Supertramp, grazie alla sua guida, hanno scritto pagine indimenticabili e hanno dimostrato come la musica possa essere al tempo stesso popolare e sofisticata, accessibile e profonda. Rick Davies resterà per sempre il simbolo di questa straordinaria alchimia.

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