Xi Jinping mostra i muscoli con una grande parata militare: potenza, messaggi politici e scenari internazionali
- piscitellidaniel
- 3 set
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La Cina ha scelto di celebrare il proprio potere militare con una delle più imponenti parate organizzate negli ultimi anni, alla presenza del presidente Xi Jinping che ha voluto personalmente ribadire la centralità dell’Esercito popolare di liberazione nella costruzione della nuova potenza cinese. L’evento, trasmesso dalle principali reti nazionali e diffuso in tutto il mondo, ha mostrato una sequenza impressionante di truppe, mezzi corazzati, missili a lungo raggio e tecnologie di ultima generazione, con l’obiettivo di inviare un messaggio chiaro sia all’interno sia all’esterno del Paese.
La parata è stata interpretata come un’occasione per rafforzare la leadership politica di Xi, che ha legato in modo indissolubile la sua immagine al rafforzamento dell’apparato militare e al sogno del “grande ringiovanimento della nazione cinese”. Nel suo discorso, il presidente ha sottolineato il ruolo dell’esercito come pilastro della stabilità e della sicurezza, insistendo sulla necessità di essere pronti a fronteggiare qualsiasi minaccia esterna. Le parole pronunciate da Xi hanno avuto un tono solenne e al tempo stesso determinato, rimarcando il concetto di autosufficienza e di forza necessaria per difendere la sovranità e gli interessi nazionali.
Tra i protagonisti della sfilata vi sono stati i nuovi sistemi missilistici a medio e lungo raggio, le piattaforme ipersoniche e i droni di ultima generazione, tutti presentati come simboli dell’avanzata tecnologica raggiunta dalla Cina. La presenza di carri armati di nuova concezione e di forze speciali equipaggiate con armamenti sofisticati ha rafforzato l’idea di un esercito in piena fase di modernizzazione. La marina e l’aeronautica hanno avuto ampio spazio, con la presentazione di modelli di aerei da combattimento stealth e di sistemi di difesa aerea avanzati, elementi che evidenziano la volontà cinese di misurarsi ad armi pari con le principali potenze mondiali.
L’impatto visivo della parata è stato studiato nei minimi dettagli. Oltre 100mila soldati hanno marciato in perfetto coordinamento, mentre colonne di mezzi blindati hanno attraversato le strade principali in un tripudio di bandiere rosse e simboli nazionali. Le coreografie militari hanno avuto lo scopo di trasmettere un messaggio di disciplina, unità e determinazione, elementi che il governo intende proiettare anche all’esterno, in un momento di forte tensione con gli Stati Uniti e con i Paesi vicini nell’area del Pacifico.
Per gli osservatori internazionali, la parata non è stata solo una dimostrazione di forza ma anche un messaggio geopolitico. In un contesto segnato dalla competizione con Washington per la supremazia tecnologica e militare, e dalle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale e su Taiwan, la Cina ha voluto ricordare di possedere un arsenale in grado di scoraggiare qualunque tentativo di sfida diretta. Al tempo stesso, la scelta di esibire nuove tecnologie belliche serve a rassicurare l’opinione pubblica interna sul fatto che il Paese sia pronto a difendere i propri interessi vitali.
La tempistica della parata non è casuale. Essa cade in un momento in cui la Cina deve affrontare sfide economiche interne legate al rallentamento della crescita, al calo demografico e alle pressioni internazionali sulle catene di approvvigionamento. Mostrare la forza militare significa compensare eventuali fragilità economiche con un’immagine di potenza politica e strategica. Xi Jinping sa che il consenso interno passa anche dalla capacità di trasmettere fiducia nella resilienza del Paese e nella determinazione a non cedere di fronte a pressioni esterne.
Allo stesso tempo, la grande parata è stata letta come un monito nei confronti di Taiwan. Le tensioni sullo Stretto restano alte, e la leadership cinese continua a considerare l’isola parte integrante del territorio nazionale, nonostante l’opposizione di Taipei e il sostegno degli Stati Uniti. L’esibizione di forze anfibie, di missili balistici e di mezzi aerei in grado di operare a lungo raggio è stata interpretata come un chiaro avvertimento sulle capacità militari a disposizione di Pechino.
La comunità internazionale osserva con attenzione. Gli alleati degli Stati Uniti in Asia, come Giappone, Corea del Sud e Australia, vedono nella crescita militare cinese un elemento di preoccupazione che alimenta la corsa al riarmo nella regione. L’Europa, dal canto suo, mantiene una posizione ambivalente, cercando di difendere i rapporti economici con Pechino ma allo stesso tempo condividendo le preoccupazioni per l’equilibrio geopolitico globale.
La parata militare di Xi Jinping rappresenta quindi un evento che va oltre la celebrazione interna. È la manifestazione visibile di una strategia più ampia che punta a consolidare la leadership politica, rafforzare l’identità nazionale e inviare un segnale chiaro ai competitor globali. La Cina intende essere percepita non solo come potenza economica, ma anche come potenza militare in grado di influenzare gli equilibri del XXI secolo.

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