Xi Jinping e Vladimir Putin rilanciano il progetto di una governance globale più equa e multipolare
- piscitellidaniel
- 2 set
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L’incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin ha rappresentato un momento cruciale nel rafforzamento del partenariato strategico tra Cina e Russia.I due leader hanno riaffermato la volontà di costruire un sistema internazionale fondato su regole condivise e su un equilibrio di poteri più giusto, lontano dalle logiche di egemonia che, a loro giudizio, caratterizzano l’attuale assetto dominato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.L’appello lanciato a Pechino è stato quello di avviare una fase nuova, in cui il multipolarismo non sia solo un concetto teorico, ma una concreta architettura politica ed economica capace di valorizzare il ruolo dei Paesi emergenti e del cosiddetto Sud globale.
Xi ha parlato di “governance globale più giusta ed equa”, sottolineando come le sfide odierne – dal cambiamento climatico alla sicurezza energetica, fino allo sviluppo tecnologico – non possano essere affrontate con logiche di contrapposizione.
Il presidente cinese ha ribadito l’impegno a difendere i principi della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, richiamando la necessità di un multilateralismo reale, lontano da forme di protezionismo e unilateralismo che rischiano di frammentare ulteriormente il panorama internazionale.
Putin, dal canto suo, ha sostenuto con forza la visione di Xi, definendo la cooperazione tra Mosca e Pechino come una garanzia di stabilità regionale e globale.
Il leader del Cremlino ha insistito sull’importanza di costruire un modello alternativo di relazioni internazionali basato sul rispetto reciproco e sulla non ingerenza, elementi che ritiene essenziali per evitare nuove fratture simili a quelle della Guerra Fredda.
Sul piano economico, i due Paesi hanno rilanciato l’idea di rafforzare le strutture alternative già esistenti, come l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, attribuendo a questo organismo un ruolo centrale nello sviluppo di strumenti finanziari e istituzionali autonomi.Tra le proposte vi è la creazione di una banca di sviluppo comune, capace di finanziare progetti infrastrutturali e tecnologici nei Paesi membri, favorendo una maggiore autonomia rispetto ai sistemi finanziari occidentali.Un altro punto di rilievo riguarda l’apertura del sistema satellitare BeiDou ai partner internazionali e la costituzione di centri di ricerca congiunti nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.
Xi ha inoltre annunciato nuovi programmi di finanziamento e di cooperazione rivolti alle economie emergenti, ribadendo l’impegno della Cina a sostenere lo sviluppo con prestiti agevolati, investimenti e progetti di lungo periodo.
Il messaggio è stato chiaro: costruire un’alternativa concreta a un ordine globale percepito come squilibrato e incapace di rispondere alle esigenze delle nuove potenze.
Il vertice ha avuto anche un forte valore simbolico.Alla presenza di rappresentanti di numerosi Paesi dell’Asia centrale e del Sud globale, è stato ribadito il rifiuto di un mondo diviso in blocchi contrapposti, con la richiesta di una cooperazione basata sulla pari dignità e sul reciproco vantaggio.
Il gesto di Xi e Putin, che hanno parlato di un futuro condiviso per l’umanità, si colloca in un quadro geopolitico segnato da tensioni crescenti, dove la ricerca di alternative al modello occidentale diventa sempre più centrale.
L’incontro si è intrecciato con la commemorazione della fine della Seconda Guerra Mondiale, occasione in cui la presenza di Putin e di altri leader asiatici ha conferito ulteriore peso politico al messaggio di unità e di resistenza a quella che viene definita come egemonia unilaterale.
La scelta di legare la memoria storica a un progetto politico contemporaneo rafforza la dimensione ideologica di questa alleanza, che non si limita agli aspetti economici o militari, ma si propone come modello di civiltà alternativa.
Il linguaggio utilizzato dai due leader ha mostrato una notevole convergenza.Xi ha parlato di “comunità dal futuro condiviso”, un concetto caro alla diplomazia cinese che indica la necessità di superare la logica dei conflitti e promuovere invece uno sviluppo equilibrato.Putin ha ribadito la visione di un’architettura di sicurezza eurasiatica che garantisca stabilità e neutralizzi i tentativi di frammentazione.
L’alleanza tra Cina e Russia, pur non essendo formalizzata in termini militari, si configura come un asse politico in grado di influenzare profondamente la ridefinizione degli equilibri internazionali.
Il sostegno a piattaforme come la SCO e il rilancio del concetto di multipolarismo rappresentano gli strumenti principali attraverso cui i due leader intendono contrastare le politiche occidentali.
Il vertice di Pechino non è stato dunque un semplice incontro bilaterale, ma un vero e proprio manifesto geopolitico.Ha tracciato una linea chiara: la volontà di proporre un nuovo ordine mondiale in cui la cooperazione e la condivisione del potere non siano slogan, ma principi operativi capaci di guidare i rapporti tra Stati.

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