Wall Street volatile, S&P 500 in lieve calo: Treasury ai massimi e Nike crolla

Le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo venerdì, con il Nasdaq Composite che ha raggiunto un nuovo record storico. A sostenere i mercati sono stati soprattutto i dati sull’occupazione, risultati più deboli del previsto, che hanno ridotto ulteriormente le aspettative di un rialzo dei tassi nel breve periodo. A contribuire al clima positivo anche il calo dei prezzi del petrolio.
A guidare gli acquisti sono stati i titoli dei semiconduttori e le società a maggiore capitalizzazione. Nvidia ha toccato un nuovo massimo intraday, guadagnando l’1,9%, mentre l’indice dei semiconduttori di Philadelphia è salito del 3%. Tra gli altri titoli in evidenza, SpaceX, guidata da Elon Musk, ha registrato un rialzo del 6,2%, Tesla è avanzata del 5,5% e Oracle ha guadagnato il 2,4%.
Secondo il rapporto sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro, attentamente monitorato dagli investitori, nel mese scorso i posti di lavoro non agricoli sono aumentati di appena 29.000 unità, ben al di sotto delle 90.000 attese dagli economisti intervistati da Reuters. Anche i dati relativi ai due mesi precedenti sono stati rivisti significativamente al ribasso.
I recenti indicatori economici, che hanno evidenziato una certa resilienza dell’attività economica accompagnata da una crescita dei prezzi inferiore alle aspettative, avevano già spinto gli investitori a ridurre le scommesse su un rialzo dei tassi. A rafforzare questa prospettiva hanno contribuito anche le dichiarazioni di almeno due importanti esponenti del comitato di politica monetaria, contrari a un ulteriore aumento del costo del denaro.
Dopo la pubblicazione dei dati sull’occupazione, gli operatori di mercato stimano ora al 20% la probabilità di un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve a ottobre, in calo rispetto al 26% precedente alla diffusione del rapporto.
Il sentiment positivo è stato inoltre sostenuto dal calo del petrolio Brent, sceso sotto i 100 dollari al barile dopo le indiscrezioni secondo cui l’Unione Europea starebbe valutando ulteriori rilasci di scorte di gasolio e greggio. Sul fronte geopolitico, invece, non sono emersi nuovi sviluppi significativi sulla risoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Anche l’indice di volatilità Cboe (VIX), considerato un indicatore della paura sui mercati di Wall Street, è sceso ai minimi di una settimana, attestandosi a 15,67 punti.
Alle 11:37 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 182,27 punti, pari allo 0,36%, a quota 51.108,83, l' S&P 500 ha guadagnato 52,69 punti, pari allo 0,69%, a 7.719,22 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 309,80 punti, pari all'1,15%, a 27.181,39.
Sei degli undici principali settori dello S&P 500 hanno chiuso in rialzo, con materiali e tecnologia in testa ai guadagni. Al contrario, sanità ed energia hanno registrato le performance più deboli.
Lo S&P 500 si avviava a concludere la settimana in lieve calo dopo una seduta caratterizzata da forte volatilità. A pesare sul mercato è stata soprattutto la vendita di titoli di Stato statunitensi, alimentata dai timori legati all’inflazione e alla politica fiscale, che ha spinto il rendimento dei Treasury decennali ai livelli più elevati degli ultimi decenni.
Tra i titoli in evidenza, Nike ha perso il 5,6% dopo che il gruppo statunitense dell’abbigliamento sportivo ha previsto un inatteso e significativo calo del fatturato annuale, penalizzato dalla debolezza del mercato cinese. L’azienda ha inoltre annunciato una riduzione del personale e una riorganizzazione delle proprie divisioni commerciali a livello globale.
Pesanti anche le vendite sui titoli dei produttori di soluzioni per l’archiviazione dei dati Western Digital e Seagate Technology, entrambi in calo di circa il 14%. A penalizzare i titoli è stata una notizia riportata da Nikkei, secondo cui il gruppo tecnologico giapponese Toshiba avrebbe intenzione di raddoppiare entro l’anno fiscale 2027 la propria capacità produttiva di hard disk destinati ai data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 2,14 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,7 a 1.
Lo S&P 500 ha registrato 9 nuovi massimi a 52 settimane e 16 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 41 nuovi massimi contro 143 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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