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Wall Street tra rialzi della sanità e attesa per i big tech: il Nasdaq frena, occhi sulla Fed

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Martedì il Nasdaq ha subito pressioni a causa del calo dei titoli a grande capitalizzazione, alla vigilia della pubblicazione di importanti risultati trimestrali nel settore tecnologico. Gli investitori stanno esaminando una serie di bilanci del secondo trimestre e attendono segnali di progresso nelle trattative commerciali statunitensi.


I principali titoli tecnologici hanno guidato le perdite: Amazon (NASDAQ: AMZN) ha ceduto l’1%, Meta Platforms (NASDAQ: META) l’1,1%, Nvidia (NASDAQ: NVDA) l’1,6% e Broadcom (NASDAQ: AVGO) il 2,3%.


Il comparto tecnologico dell’indice S&P 500 è risultato il più penalizzato tra i settori, con un calo dello 0,9%, raffreddandosi dopo aver toccato un record storico nella seduta precedente.


Alcuni risultati aziendali inferiori alle attese hanno ulteriormente indebolito il sentiment. General Motors (NYSE: GM) ha registrato un calo dell’utile del secondo trimestre del 32%, fermandosi a 3 miliardi di dollari, attribuendo a pesanti costi tariffari una perdita di 1,1 miliardi. Il titolo ha perso il 6,9%, mentre Ford ha lasciato sul campo l’1%.


Le tariffe hanno influito negativamente anche su RTX, che ha rivisto al ribasso le sue previsioni di utile per il 2025, spingendo il titolo a scendere del 2,2%.


Situazione difficile anche per Lockheed Martin (NYSE: LMT), i cui profitti del secondo trimestre sono crollati di quasi l’80%, a causa di perdite ante imposte per 1,6 miliardi di dollari.


Anche l’incertezza legata all’evoluzione delle notizie sui dazi doganali ha mantenuto alta la tensione tra gli investitori, con l’avvicinarsi della scadenza del 1° agosto fissata dal presidente statunitense Donald Trump per la maggior parte dei Paesi.


Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato di voler incontrare la prossima settimana il suo omologo cinese, con l’obiettivo di discutere una possibile proroga della scadenza del 12 agosto, data entro la quale potrebbero essere imposte nuove tariffe sulle importazioni dalla Cina.


Nel frattempo, i colloqui commerciali restano in fase di stallo: l’ottimismo su un possibile accordo con l’India sta diminuendo, secondo fonti governative indiane, mentre l’Unione Europea valuta nuove misure di ritorsione nei confronti degli Stati Uniti.


L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai risultati trimestrali di Alphabet (NASDAQ: GOOGL), la holding di Google, e di Tesla (NASDAQ: TSLA), che saranno pubblicati mercoledì e segneranno l’inizio della stagione degli utili per i cosiddetti “Magnifici Sette”.


Nel frattempo, le azioni di Alphabet hanno ceduto lo 0,4%, mentre quelle di Tesla hanno guadagnato lo 0,5%. Le aspettative di utili per questi titoli sono già elevate e incorporano valutazioni ambiziose, lasciando poco margine a eventuali delusioni.


Il settore sanitario ha messo a segno un rimbalzo dell’1,2%, guidando i rialzi settoriali dopo tre sessioni consecutive in calo.


Al contrario, Philip Morris (NYSE: PM) ha perso l’8,2% a seguito della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, con ricavi inferiori alle attese.


Secondo i dati di LSEG, su 89 società dell’S&P 500 che hanno finora comunicato i risultati trimestrali, il 78,7% ha superato le stime degli analisti.


Alla luce dei dati economici contrastanti diffusi la scorsa settimana, i mercati hanno quasi del tutto escluso un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di luglio. Tuttavia, secondo lo strumento FedWatch del CME, resta una probabilità di circa il 60% per un allentamento monetario a settembre.


Sul fronte degli scambi, alla Borsa di New York i titoli in rialzo hanno superato quelli in ribasso con un rapporto di 2,17 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,51 a 1.


L’indice S&P 500 ha segnato 15 nuovi massimi annuali senza registrare nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha chiuso la sessione con 45 nuovi massimi e 36 nuovi minimi nelle ultime 52 settimane.




Fonte: investing.com

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