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Wall Street tra cautela e dati macro: pesa l’energia, attesa per la Fed


Venerdì l’indice S&P 500 ha chiuso in lieve rialzo in una seduta volatile, caratterizzata da volumi ridotti in vista del lungo weekend. A sostenere il mercato sono stati soprattutto i titoli dei produttori di chip, mentre Wall Street cercava di archiviare una settimana irregolare che ha segnato l’avvio della stagione degli utili del quarto trimestre.


I titoli dei produttori di chip di memoria Micron e Seagate Technology sono saliti rispettivamente del 5,6% e del 2,2%, rafforzando i loro guadagni record nel 2025, alimentati dall’entusiasmo degli investitori per la crescente domanda legata all’intelligenza artificiale.


Nel complesso, gli indici azionari statunitensi hanno mostrato una graduale flessione, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di voler probabilmente mantenere Kevin Hassett nel suo attuale ruolo di consigliere economico. Le parole di Trump hanno ridimensionato le aspettative del mercato su una possibile successione di Hassett alla guida della Federal Reserve, al posto di Jerome Powell.


Parallelamente, le probabilità che l’ex governatore della Fed Kevin Warsh diventi il prossimo presidente dell’istituto centrale sono salite al 57%, dal 44% secondo Polymarket, superando Hassett come principale candidato alla carica, nonostante quest’ultimo sia noto per la sua posizione favorevole a tassi di interesse più bassi.


Nel corso della settimana, gli investitori hanno dovuto affrontare anche le crescenti preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve, dopo che Powell ha affermato che procuratori statunitensi avevano minacciato di incriminarlo. Hassett ha tuttavia minimizzato la portata dell’indagine, dichiarando di aspettarsi che non emerga “nulla di rilevante”.


Nel complesso, i mercati azionari statunitensi si avviavano a chiudere la settimana con perdite contenute, nonostante le nuove chiusure record registrate lunedì dall’S&P 500 e dal Dow Jones.


Le preoccupazioni per i possibili effetti della proposta di introdurre un tetto annuo del 10% sui tassi di interesse delle carte di credito hanno esercitato pressioni sui titoli bancari e sull’andamento generale dei mercati, nonostante i solidi risultati trimestrali delle principali banche statunitensi.


Il comparto finanziario si avviava così a registrare la peggior settimana da ottobre. Nel frattempo, gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente, evitando posizioni rilevanti in vista del lungo weekend, con Wall Street chiusa lunedì per la festività del Martin Luther King Jr. Day.


I settori difensivi guidano i rialzi settimanali


I comparti dei beni di consumo di base, immobiliare e dei servizi di pubblica utilità, tradizionalmente considerati difensivi, si sono posizionati ai primi posti per performance settimanale.


La settimana è stata inoltre caratterizzata da una rotazione degli investimenti dai grandi nomi tecnologici verso settori ritenuti più sottovalutati, con l’indice S&P 600 Small Cap e il Russell 2000 destinati a chiudere con guadagni intorno al 2% ciascuno.


La stagione degli utili entrerà nel vivo la prossima settimana, con la pubblicazione dei conti di società di primo piano come Netflix, Johnson & Johnson e Intel.


Nel frattempo, i dati più recenti hanno mostrato un aumento inatteso della produzione industriale negli Stati Uniti nel mese di dicembre.


Michelle Bowman, membro del consiglio della Federal Reserve, ha dichiarato che un mercato del lavoro fragile, potenzialmente soggetto a un rapido deterioramento, suggerisce la necessità per la banca centrale statunitense di rimanere pronta a nuovi tagli dei tassi di interesse qualora si rendessero necessari.


I titoli dei produttori energetici indipendenti hanno registrato ribassi dopo la diffusione di un rapporto secondo cui gli Stati americani interessati da una forte espansione nella costruzione di data center starebbero per siglare un accordo con l’amministrazione Trump per contenere l’aumento dei costi dell’elettricità.


Nel dettaglio, Talen Energy è crollata del 6%, mentre Constellation Energy e Vistra hanno perso rispettivamente il 5% e il 9%.


Sul fronte dell’ampiezza di mercato, i titoli in ribasso hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,44 a 1 sul NYSE e di 1,17 a 1 sul Nasdaq.


Per quanto riguarda i nuovi massimi e minimi a 52 settimane, l’indice S&P 500 ha registrato 23 nuovi massimi e sei nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 46 nuovi massimi e 28 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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