Wall Street resiste ai timori sull’inflazione grazie alla corsa dei titoli tech
- piscitellidaniel
- 2 ore fa
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L’indice S&P 500 è rimasto vicino ai massimi storici nella seduta di mercoledì, sostenuto dal forte andamento dei titoli tecnologici e dei produttori di semiconduttori, nonostante i dati sui prezzi alla produzione abbiano rafforzato le attese di una Federal Reserve orientata a mantenere una politica monetaria restrittiva.
Tra i protagonisti della giornata, Alphabet e Tesla hanno registrato rialzi rispettivamente del 2,6% e del 3,6%. In crescita anche l’indice Philadelphia SE Semiconductor, salito del 2,3% e vicino a nuovi record storici dopo il recupero seguito alle vendite della seduta precedente.
Negli Stati Uniti, ad aprile i prezzi alla produzione sono aumentati oltre le attese, segnando l’incremento più elevato dall’inizio del 2022. Il dato rappresenta un’ulteriore conferma delle pressioni inflazionistiche, alimentate anche dal contesto geopolitico legato alla guerra con l’Iran.
La pubblicazione arriva all’indomani dei dati sull’inflazione al consumo americana, che ad aprile hanno mostrato il maggiore aumento degli ultimi tre anni, spingendo S&P 500 e Nasdaq ad allontanarsi temporaneamente dai loro massimi storici.
Secondo il CME FedWatch Tool, gli operatori ritengono ora probabile che la Fed lasci i tassi invariati per tutto il 2026. Inoltre, la probabilità di un rialzo dei tassi entro dicembre è salita al 34,3%, rispetto a circa il 15% registrato solo una settimana fa.
I mercati stanno inoltre valutando una possibile svolta più aggressiva della banca centrale sotto la guida di Kevin Warsh, la cui nomina al board della Fed è stata confermata dal Senato martedì e che potrebbe essere designato presidente già mercoledì. Il mandato di Jerome Powell terminerà venerdì.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump è arrivato a Pechino accompagnato da una delegazione che comprendeva anche Jensen Huang di Nvidia ed Elon Musk, dopo aver dichiarato l’intenzione di spingere il presidente cinese Xi Jinping ad aprire maggiormente il mercato alle aziende statunitensi durante il vertice bilaterale di due giorni.
Alla vigilia dell’incontro, Trump aveva però precisato di non aspettarsi di chiedere a Xi un coinvolgimento diretto nella gestione del conflitto con Teheran.
A Wall Street cresce la preoccupazione che una guerra prolungata possa mantenere elevati i prezzi dell’energia, aumentando le pressioni inflazionistiche e rendendo più complesso il percorso della Federal Reserve sulle future decisioni di politica monetaria.
Alle 11:18 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 268,56 punti, pari allo 0,53%, a 49.494,88, l'S&P 500 ha guadagnato 13,33 punti, pari allo 0,18%, a 7.414,29 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 185,49 punti, pari allo 0,71%, a 26.274,14.
Sette degli undici principali settori dello S&P 500 hanno terminato la seduta in calo, con il comparto utilities in fondo alla classifica, in ribasso dell’1,7%.
Tra i titoli migliori della giornata si è distinta Nebius Group, balzata del 15,9% dopo che la società specializzata in cloud computing per l’intelligenza artificiale ha comunicato un aumento di quasi otto volte del fatturato trimestrale.
Morgan Stanley ha inoltre rivisto al rialzo il target di fine anno per l’indice S&P 500, portandolo da 7.800 a 8.000 punti, sostenendo che il mercato azionario statunitense abbia ancora spazio di crescita grazie alla solidità degli utili societari.
Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,77 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 1,35 a 1.
L’S&P 500 ha segnato 23 nuovi massimi e 44 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha registrato 79 nuovi massimi e 163 nuovi minimi.
Fonte: investing.com





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