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Wall Street in stallo mentre pesano i timori sul debito USA e il declassamento di Moody’s


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Martedì, i principali indici di Wall Street hanno registrato un calo, con l’S&P 500 pronto a interrompere una striscia positiva di sei sedute. Gli investitori sono in attesa degli interventi di vari esponenti della Federal Reserve per comprendere meglio l’impatto dei dazi statunitensi sulle future decisioni di politica monetaria.


Se la tendenza ribassista dovesse continuare, anche il Nasdaq Composite potrebbe chiudere in negativo, interrompendo a sua volta una serie di tre sedute in rialzo.


Nel corso della giornata, almeno sette funzionari della Fed, incluso il nuovo presidente della filiale di St. Louis, Alberto Musalem, rilasceranno dichiarazioni.


Finora, il mercato azionario statunitense ha vissuto un mese positivo: l’S&P 500 è salito di oltre il 17% rispetto ai minimi toccati ad aprile, in un periodo in cui i dazi reciproci imposti dall’amministrazione del presidente Donald Trump avevano scosso i mercati globali.


Il rallentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, insieme a una tregua temporanea sui dazi e a dati sull'inflazione più contenuti, ha favorito il rialzo delle borse. Tuttavia, l’S&P 500 resta ancora sotto di circa il 3% rispetto ai suoi massimi storici.


All’inizio della settimana, diversi esponenti della Federal Reserve hanno evidenziato le implicazioni dell’ultimo declassamento del rating sovrano degli Stati Uniti e le difficili condizioni attuali dei mercati finanziari.


Secondo i dati di LSEG, i mercati scontano almeno due tagli dei tassi d’interesse da 25 punti base da parte della Fed entro la fine del 2025, con il primo intervento atteso per settembre.


Home Depot (NYSE: HD) ha parzialmente ridotto i guadagni iniziali, ma ha comunque chiuso in territorio positivo, dopo aver superato le previsioni degli analisti sulle vendite del primo trimestre.


I titoli megacap e growth hanno registrato in gran parte flessioni, fatta eccezione per Tesla (NASDAQ: TSLA), che è salita dell’1,8%. Il rialzo è arrivato dopo che Elon Musk, intervenendo a un forum economico in Qatar, ha confermato la sua intenzione di restare CEO dell’azienda per almeno altri cinque anni.


Nove degli undici sottosettori dell’S&P 500 hanno chiuso in calo, con il comparto tecnologico che ha guidato le perdite, in ribasso di quasi lo 0,7%.


Alle 11:49 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 106,45 punti, ovvero dello 0,25%, a 42.684,69, l'S&P 500 ha perso 20,96 punti, ovvero dello 0,35%, a 5.942,64, e il Nasdaq Composite ha perso 77,89 punti, ovvero dello 0,40%, a 19.137,57.


Lunedì, l’indice S&P 500 ha chiuso pressoché invariato, mentre gli investitori riflettevano sulle conseguenze del declassamento del rating sovrano degli Stati Uniti da parte di Moody’s, passato da “Aaa” ad “Aa1”. L’agenzia ha motivato la decisione citando l’elevato debito pubblico in circolazione e gli interessi complessivi pari a 36.000 miliardi di dollari.


Le preoccupazioni per l’aumento del debito federale restano centrali, soprattutto in vista del voto alla Camera dei Rappresentanti sulla riforma fiscale voluta da Donald Trump, atteso per questa settimana.


Martedì, l’ex presidente si è recato a Capitol Hill per sollecitare i parlamentari repubblicani a superare le divergenze sul disegno di legge che rappresenta un pilastro della sua agenda economica interna.


Nel corso della settimana sono attese anche le letture preliminari dell’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) per il mese di maggio.


Nvidia (NASDAQ: NVDA), considerata una delle principali protagoniste nel settore dell’intelligenza artificiale, pubblicherà i risultati trimestrali il prossimo 28 maggio.


Sul mercato azionario, il numero di titoli in calo ha superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,08 a 1 al New York Stock Exchange e di 1,04 a 1 sul Nasdaq.


L’S&P 500 ha registrato 15 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane senza nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 45 nuovi massimi e 31 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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