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Wall Street in ritirata: pressioni politiche, tensioni commerciali e timori per il debito pesano sui mercati


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Venerdì, Wall Street ha registrato un forte calo, con i principali indici in discesa dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha proposto di imporre dazi del 50% sull'Unione Europea. Apple (NASDAQ: AAPL) ha subito una brusca flessione, perdendo il 2,5%, dopo aver avvertito che potrebbe essere costretta a pagare tariffe se gli iPhone non verranno prodotti sul suolo americano.


Il titolo Apple ha toccato il minimo delle ultime due settimane in seguito a un post di Trump in cui si affermava che gli iPhone destinati al mercato statunitense sarebbero soggetti a un dazio del 25% se non realizzati negli Stati Uniti.


Alle 11:18 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 330,17 punti, ovvero dello 0,79%, a 41.526,96, l' S&P 500 ha perso 54,98 punti, ovvero dello 0,94%, a 5.787,03, e il Nasdaq Composite ha perso 229,40 punti, ovvero dell'1,20%, a 18.697,82.


Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE, noto come il "termometro della paura" di Wall Street, è salito al livello più alto delle ultime due settimane, raggiungendo quota 22,14.


Dieci degli undici settori dell’indice S&P 500 hanno chiuso in ribasso, con i comparti dei beni di consumo discrezionali e della tecnologia tra i più penalizzati.


Anche i titoli megacap e growth hanno subito vendite, con Amazon (NASDAQ: AMZN) e Nvidia (NASDAQ: NVDA) che hanno lasciato sul campo oltre l’1% ciascuna.


Il comparto dei semiconduttori ha registrato una flessione di oltre il 2%, mentre le azioni delle compagnie aeree, tra cui American Airlines (NASDAQ: AAL), hanno perso circa il 2%.


Le azioni di Deckers Outdoor (NYSE: DECK) sono crollate di quasi il 20% dopo che l'azienda, produttrice degli stivali UGG, ha previsto per il primo trimestre vendite nette inferiori alle attese e ha annunciato che non fornirà una guidance annuale.


Anche Nike (NYSE: NKE), colosso dell’abbigliamento sportivo, ha chiuso in calo, con una perdita del 2,2%.


Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che secondo il presidente Trump le proposte commerciali dell’Unione Europea non sono sufficientemente valide. Ha aggiunto di auspicare che la minaccia di nuovi dazi possa "dare una scossa all’UE" durante le trattative.


Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi si avviano verso una chiusura settimanale in netto ribasso, appesantiti dalle crescenti preoccupazioni per l’aumento del debito pubblico. Il recente declassamento del rating creditizio degli Stati Uniti da parte di Moody’s, avvenuto alla fine della scorsa settimana, ha contribuito ad alimentare l’incertezza sui mercati.


Giovedì, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha approvato con uno scarto contenuto un vasto disegno di legge su tasse e spesa, destinato a concretizzare gran parte dell’agenda politica dell’ex presidente Trump.


I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine si sono ulteriormente ridotti dopo i recenti picchi settimanali, riflettendo un crescente spostamento degli investitori verso asset considerati più sicuri. In particolare, i rendimenti dei Treasury decennali sono scesi di 3,4 punti base, attestandosi al 4,51%.


L’attività sui mercati si prevede in rallentamento in vista del lungo fine settimana: lunedì i mercati finanziari statunitensi resteranno chiusi per la festività del Memorial Day.


Alla Borsa di New York, il numero di titoli in ribasso ha superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,54 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,25 a 1.


Nelle ultime 52 settimane, l’S&P 500 ha registrato tre nuovi massimi e sette nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 24 nuovi massimi e 82 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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