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Wall Street in ripresa: lo scenario dazi spinge al rialzo la tecnologia


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Martedì, i principali indici di Wall Street hanno registrato un parziale recupero dopo le forti perdite della settimana precedente. A trainare il rimbalzo sono stati i settori tecnologico e finanziario, spinti dalle aspettative che gli Stati Uniti possano avviare colloqui sui dazi commerciali particolarmente aggressivi.


Le grandi aziende tecnologiche sono tornate in positivo: Nvidia (NASDAQ: NVDA) ha guadagnato il 5,6%, mentre Microsoft (NASDAQ: MSFT) è salita del 3%. Il sottoindice del comparto IT è avanzato del 3,6%, segnando la miglior performance tra gli 11 principali settori dell'S&P 500.


Il presidente statunitense Donald Trump ha riferito di aver parlato anche di dazi durante una “grande” conversazione telefonica con l’attuale presidente sudcoreano, Han Duck-soo.


Intanto, il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha dichiarato alla CNBC che i negoziati sui dazi sono stati sollecitati da altri paesi, escludendo un collegamento diretto con il recente calo dei mercati. Ha inoltre definito un "grave errore" la risposta della Cina.


Pechino, da parte sua, ha ribadito che non accetterà mai la “natura ricattatoria” degli Stati Uniti, respingendo la minaccia di Trump di portare i dazi sulle importazioni cinesi oltre il 100%.


Alle 11:36 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 904,04 punti, ovvero il 2,37%, a 38.866,93, l' S&P 500 ha guadagnato 119,47 punti, ovvero il 2,36%, a 5.180,43 e il Nasdaq Composite ha guadagnato 404,55 punti, ovvero il 2,60%, a 16.007,81.


Tuttavia, i mercati hanno rallentato leggermente dopo che il rappresentante commerciale statunitense, Jamieson Greer, ha affermato che non sono previste esenzioni ai dazi globali nel breve periodo.


Nonostante ciò, l’S&P 500 e il Dow Jones sembrano avviati verso il loro miglior risultato giornaliero da novembre, a condizione che i guadagni si mantengano fino a fine seduta. Il settore finanziario si è distinto tra i protagonisti della giornata, con JPMorgan Chase (NYSE: JPM) in crescita del 4,5% e il sottoindice bancario in rialzo del 3,3%.


Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE, noto come il "termometro della paura" di Wall Street, è sceso a 40,36 punti, dopo aver toccato il livello più alto da agosto dello scorso anno nella seduta di lunedì.


Nonostante il rimbalzo di martedì, i tre principali indici restano ancora in calo di circa il 9% rispetto ai livelli precedenti all’annuncio dei dazi reciproci del 2 aprile.


I timori che le misure protezionistiche degli Stati Uniti possano alimentare l’inflazione e frenare la crescita globale hanno spinto la Federal Reserve a considerare con maggiore attenzione l’ipotesi di nuovi tagli ai tassi di interesse.


Secondo i dati di LSEG, i trader si aspettano un allentamento monetario di oltre 90 punti base entro dicembre. Questo scenario implica tre tagli dei tassi da 25 punti base già pienamente incorporati nei prezzi, con una probabilità del 60% che si verifichi anche un quarto taglio.


Tra i principali movimenti di giornata, le azioni delle compagnie assicurative sanitarie UnitedHealth Group (NYSE: UNH) e Humana (NYSE: HUM) sono salite rispettivamente del 7,1% e dell’11,2%. Il balzo è arrivato dopo l’annuncio da parte del governo statunitense di un incremento del 5,06% nei rimborsi destinati agli assicuratori privati che offrono piani Medicare Advantage per il 2026.


La stagione delle trimestrali prenderà il via più avanti nella settimana, con JPMorgan, Morgan Stanley e Wells Fargo che pubblicheranno i propri risultati venerdì.


Sul NYSE, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 3,3 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,25 a 1 a favore delle emissioni positive.


L’S&P 500 non ha registrato nuovi massimi annuali, ma ha segnato sei nuovi minimi a 52 settimane. Il Nasdaq Composite, invece, ha riportato 14 nuovi massimi e 95 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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