Wall Street in ripresa: i principali indici USA guadagnano terreno su più fronti
- piscitellidaniel
- 19 mag
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Lunedì, i principali indici di Wall Street hanno registrato un calo, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro sono saliti, in seguito al declassamento a sorpresa del rating sovrano degli Stati Uniti da parte di Moody's. La decisione, motivata dall'aumento del debito pubblico, ha alimentato le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità fiscale del Paese.
Venerdì sera, Moody's ha abbassato il rating degli Stati Uniti da "Aaa" a "Aa1", citando il crescente debito federale, ormai vicino ai 36.000 miliardi di dollari. Con questa mossa, Moody's è diventata l'ultima delle tre principali agenzie di rating a ridurre la valutazione del credito statunitense, dopo aver mantenuto il giudizio "Aaa" fin dal 1919.
Le tensioni sul fronte fiscale sono emerse con forza anche domenica, quando una commissione chiave del Congresso ha approvato la vasta proposta di legge sui tagli fiscali voluta dal presidente Donald Trump, sbloccata dopo giorni di stallo interno al partito repubblicano sulle misure di riduzione della spesa.
Alle 11:32 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 65,05 punti, ovvero dello 0,15%, a 42.589,69, l' S&P 500 ha perso 18,10 punti, ovvero dello 0,30%, a 5.940,18 e il Nasdaq Composite ha perso 92,68 punti, ovvero dello 0,48%, a 19.118,42.
Sei degli undici sottosettori dell’S&P 500 hanno chiuso in ribasso, con i comparti dei beni di consumo discrezionali e dell’energia tra i più penalizzati.
La maggior parte dei titoli megacap e growth ha recuperato parte delle perdite intorno a metà giornata, ma Tesla (NASDAQ: TSLA) ha continuato a sottoperformare, cedendo il 3,1%.
I titoli tecnologici a elevata valutazione sono stati sotto pressione, in quanto l’aumento dei tassi d’interesse riduce il valore attuale dei profitti futuri.
Anche il settore dei semiconduttori ha subito vendite, con un calo dello 0,9% per l’indice di riferimento dei chip.
Nonostante ciò, il mercato azionario si è parzialmente ripreso dai minimi, complice un rallentamento dei rendimenti obbligazionari, che si muovono in direzione opposta ai prezzi.
Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito di 5 punti base, attestandosi al 4,49%, mentre il trentennale ha toccato quota 4,96%.
Venerdì l’S&P 500 ha messo a segno la quinta seduta consecutiva di rialzi, chiudendo la settimana con guadagni robusti. Gli investitori hanno accolto con favore la tregua temporanea sulle tariffe tra Stati Uniti e Cina, oltre a dati sull’inflazione più contenuti del previsto.
Nel corso del fine settimana, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato in diverse interviste televisive che il presidente Trump sarebbe pronto a imporre le tariffe minacciate lo scorso mese ai partner commerciali che non si mostrassero disponibili a negoziare accordi in modo “di buona fede”.
Sul fronte monetario, il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha indicato che la banca centrale potrebbe avere margine per un solo taglio dei tassi, limitato a 25 punti base, entro fine anno. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha invece affermato che l’attuale politica dei tassi resta adeguata a fronteggiare l’incertezza economica.
Tra i titoli in evidenza, TXNM Energy ha guadagnato il 7,3% dopo l’annuncio della sua acquisizione da parte della divisione infrastrutture di Blackstone (NYSE: BX) in un’operazione da 11,5 miliardi di dollari.
A livello di mercato, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,24 a 1 al NYSE e di 1,86 a 1 sul Nasdaq.
L’S&P 500 ha registrato 22 nuovi massimi nelle ultime 52 settimane senza segnare nuovi minimi, mentre il Nasdaq ha chiuso la giornata con 36 nuovi massimi e 45 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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