Wall Street in rialzo: record per il Nasdaq, spinta da vendite al dettaglio e trimestrali solide
- piscitellidaniel
- 17 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Il Nasdaq Composite ha toccato un nuovo massimo storico giovedì, mentre gli altri principali indici di Wall Street hanno registrato rialzi, sostenuti da solidi dati economici e risultati trimestrali superiori alle attese, che hanno rafforzato la fiducia degli investitori.
A contribuire all’ottimismo è stato il dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che a giugno hanno mostrato una netta ripresa, segnalando un’accelerazione dell’attività economica e una maggiore fiducia da parte dei consumatori.
Questi numeri arrivano in una settimana cruciale per i mercati, considerata un vero e proprio test per la solidità del rally iniziato ad aprile e per capire quando la Federal Reserve potrebbe iniziare ad allentare la politica monetaria.
Il quadro macroeconomico resta tuttavia contrastante: alle forti vendite al dettaglio si affiancano infatti prezzi alla produzione stabili, mentre l’inflazione al consumo è aumentata bruscamente a giugno. Questo mix ha raffreddato le aspettative di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed, che continua a valutare l’impatto dei nuovi dazi sulle importazioni introdotti dal presidente Donald Trump.
Secondo il FedWatch Tool del CME, le probabilità di un taglio dei tassi a settembre sono ora stimate appena sopra il 54%, mentre l’ipotesi di un intervento già a luglio appare ormai remota.
La governatrice della Fed Adriana Kugler ha dichiarato che, per il momento, non ci sono le condizioni per una riduzione dei tassi, sottolineando che i dazi stanno alimentando le pressioni sui prezzi e che una politica restrittiva resta necessaria per mantenere sotto controllo le aspettative di inflazione.
Nel frattempo, anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono leggermente calati, reagendo ai dati robusti sulle vendite al dettaglio.
Alle 14:15 ET, il Dow Jones Industrial Average è salito di 202,04 punti, ovvero dello 0,46%, a 44.457,00, l' S&P 500 è aumentato di 28,94 punti, ovvero dello 0,46%, a 6.292,72, e il Nasdaq Composite ha guadagnato 153,86 punti, ovvero dello 0,74%, a 20.884,35.
Le robuste vendite al dettaglio sono state accompagnate da commenti fiduciosi da parte delle principali aziende statunitensi orientate al consumo, rafforzando il sentiment positivo sui mercati.
PepsiCo (NASDAQ: PEP) ha fornito previsioni incoraggianti, sostenute dalla crescente domanda di bevande energetiche e opzioni più salutari, attenuando le preoccupazioni per un possibile calo dell’utile netto annuale. Il titolo è balzato del 6,9%.
United Airlines ha guadagnato il 3,2%, dopo aver segnalato un incremento della domanda a partire da luglio, un segnale incoraggiante per un settore che ha dovuto fronteggiare le conseguenze dei tagli di bilancio voluti da Trump e delle crescenti tensioni commerciali.
Anche le concorrenti Delta Air Lines e American Airlines (NASDAQ: AAL) hanno beneficiato del clima positivo, registrando entrambe un rialzo superiore all’1%.
Infine, anche il comparto tecnologico ha brillato, con l’indice di riferimento in avvicinamento a un nuovo record storico. Il settore ha messo a segno un guadagno dell’1%, il più alto tra gli 11 comparti dell’S&P 500.
I produttori di chip statunitensi hanno registrato modesti rialzi, spinti dai risultati record di TSMC, il maggiore produttore mondiale di semiconduttori avanzati per l’intelligenza artificiale. L’azienda ha riportato un utile trimestrale senza precedenti e ha evidenziato una domanda in forte crescita per soluzioni AI.
Le azioni TSMC quotate negli Stati Uniti sono salite del 3,7%, mentre Marvell Technology (NASDAQ: MRVL) ha guadagnato il 2,1% e Nvidia (NASDAQ: NVDA) ha chiuso in rialzo dell’1,1%.
Anche Netflix (NASDAQ: NFLX) è stata sotto osservazione in attesa dei risultati trimestrali, attesi dopo la chiusura dei mercati. Il titolo è avanzato dell’1,6%.
Nel frattempo, mercoledì i mercati hanno mostrato volatilità a causa di voci secondo cui l’ex presidente Donald Trump stesse valutando la rimozione di Jerome Powell dalla guida della Federal Reserve. Sebbene Trump abbia successivamente smentito, le sue continue critiche alla banca centrale e l’ipotesi di un intervento diretto hanno alimentato l’incertezza tra gli investitori.
Inoltre, l’attenzione resta alta sui dazi doganali imminenti, con la scadenza del 1° agosto che potrebbe portare all’introduzione di tariffe più elevate nei confronti di diversi partner commerciali degli Stati Uniti.
Fonte: investing.com




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