Wall Street in calo tra rendimenti in rialzo e timori sull’inflazione, software in controtendenza

L’indice S&P 500 ha chiuso giovedì ai minimi delle ultime due settimane, penalizzato dalla forte vendita sui mercati obbligazionari globali. L’aumento dei prezzi del petrolio e i timori legati all’inflazione hanno spinto i rendimenti dei Treasury statunitensi ai livelli più elevati degli ultimi decenni, mettendo in ombra il rally dei titoli del comparto software.
A pesare sul sentiment degli investitori è stato anche il nuovo rialzo dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza, dopo che i dati ISM hanno evidenziato una forte accelerazione dei prezzi pagati dalle imprese manifatturiere per i fattori produttivi, alimentando ulteriormente le preoccupazioni sull’inflazione.
Il rendimento del Treasury decennale di riferimento è salito fino al 5,3445%, il livello più alto dall’aprile 2002, dopo aver registrato nel trimestre il maggiore incremento dal 1994.
A rafforzare i timori inflazionistici è stato inoltre il rialzo del petrolio. Il Brent è aumentato di circa 3 dollari, raggiungendo i 101,76 dollari al barile, dopo che la Cina ha sospeso le esportazioni di carburante, alimentando i timori di un ulteriore irrigidimento delle condizioni sul mercato petrolifero.
La debolezza di Wall Street arriva al termine di un settembre volatile. S&P 500 e Dow Jones hanno chiuso il mese in territorio negativo, in linea con la tradizionale debolezza stagionale di settembre, mentre il Nasdaq ha beneficiato del persistente interesse degli investitori per il settore dell’intelligenza artificiale.
Il forte aumento dei rendimenti obbligazionari sta inoltre mettendo sotto pressione le elevate valutazioni del mercato azionario e rischia di pesare sugli utili societari, in un contesto in cui un’inflazione ancora persistente mantiene elevati i costi di finanziamento.
I titoli maggiormente sensibili all’andamento dei tassi hanno registrato una seduta negativa, con il settore immobiliare in calo dell’1,1% e quello bancario in ribasso dell’1,3%. In territorio negativo hanno chiuso anche gli indici dei comparti immobiliare, utility e beni di consumo di base.
Il Cboe VIX, considerato il principale indicatore della volatilità e del sentiment di paura a Wall Street, è salito ai massimi delle ultime due settimane, raggiungendo quota 17,07 punti.
Alle 12:11, il Dow Jones Industrial Average ha perso 153,69 punti, pari allo 0,30%, attestandosi a 50.752,36, l'S&P 500 ha perso 13,00 punti, pari allo 0,17%, chiudendo a 7.638,49 e il Nasdaq Composite ha perso 48,98 punti, pari allo 0,18%, chiudendo a 26.812,08.
In controtendenza il comparto tecnologico, sostenuto soprattutto dai titoli software dopo i risultati di Accenture. Le azioni della società di consulenza informatica sono balzate del 18% dopo che l’azienda ha previsto una crescita annuale dei ricavi superiore alle attese. Bene anche la concorrente Cognizant, che ha guadagnato il 6,4%.
L’indice S&P 500 relativo al settore software ha registrato un rialzo dello 0,8%, portandosi ai massimi da novembre e sovraperformando l’indice tecnologico più ampio, salito dello 0,1%.
Le previsioni sui ricavi di Micron Technology, superiori alle attese, insieme agli impegni per 32 miliardi di dollari previsti dagli accordi di fornitura, hanno rafforzato la fiducia degli investitori nel comparto dell’intelligenza artificiale. Le azioni della società, tuttavia, hanno ceduto circa l’1,7%, dopo essere quasi quadruplicate dall’inizio dell’anno.
I dati sull’inflazione pubblicati mercoledì, risultati inferiori alle previsioni, hanno alimentato le aspettative che la Federal Reserve lasci invariati i tassi di interesse nella riunione di ottobre. Secondo le stime degli operatori, la probabilità di una pausa è pari al 68%, mentre resta sul tavolo l’ipotesi di un rialzo a dicembre, considerato che l’inflazione continua a mantenersi al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.
Tra gli altri titoli, Constellation Energy ha guadagnato il 2% dopo aver siglato con Amazon.com un accordo ventennale per la fornitura di energia elettrica.
Alla Borsa di New York, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 1,55 a 1. Al Nasdaq, invece, il rapporto è stato di 1,47 a 1.
L’S&P 500 ha registrato tre nuovi massimi a 52 settimane e 40 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 24 nuovi massimi e 236 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




Commenti