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Wall Street in calo mentre Trump alza i dazi sul Canada

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Venerdì gli indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso, in un clima di crescente incertezza legato alla politica commerciale degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha infatti intensificato la sua offensiva tariffaria contro il Canada, alimentando le tensioni sui mercati.


Giovedì, Trump ha annunciato un aumento al 35% delle tariffe sulle importazioni canadesi, un salto significativo rispetto al 25% imposto lo scorso marzo. Ha inoltre avvertito che le tariffe potrebbero aumentare ulteriormente in caso di contromisure da parte di Ottawa.


Il presidente ha anche lasciato intendere la possibilità di applicare nuovi dazi, compresi tra il 15% e il 20%, su altri paesi, rispetto al livello attuale del 10%.


Anche l’Unione Europea si mantiene in allerta, in attesa di una possibile comunicazione formale da parte di Trump con ulteriori dettagli sui dazi in arrivo.


Alle 10:04, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 263,99 punti, ovvero dello 0,58%, a 44.390,90, l' S&P 500 ha perso 26,77 punti, ovvero dello 0,42%, a 6.253,94, e il Nasdaq Composite ha perso 42,03 punti, ovvero dello 0,20%, a 20.588,63.


Tutti i sottoindici dell’S&P 500 hanno chiuso in territorio negativo, con i settori finanziario e dei materiali in particolare evidenza, entrambi in calo dell’1,1%.


Sia l’S&P 500 che il Nasdaq, a forte componente tecnologica, si avviano a concludere la settimana con una leggera perdita, mentre il Dow Jones è sulla via di interrompere una serie positiva durata tre settimane, la più lunga da gennaio.


Nel complesso, la settimana è stata caratterizzata da un clima di debolezza sui mercati, con l’unico spunto positivo rappresentato da Nvidia (NASDAQ: NVDA), che ha raggiunto un traguardo storico: è la prima azienda a superare i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Le sue azioni hanno toccato un nuovo massimo assoluto nella stessa giornata.


Nel corso di questa settimana, il presidente Donald Trump ha ulteriormente ampliato la sua strategia tariffaria, colpendo anche paesi alleati come Giappone e Corea del Sud. Tra le misure annunciate, spicca una nuova tariffa del 50% sulle importazioni di rame.


A differenza della forte volatilità registrata in seguito agli annunci del cosiddetto “Giorno della Liberazione” a inizio aprile, che aveva spinto i principali indici verso le peggiori perdite settimanali degli ultimi sei anni, la reazione del mercato agli ultimi sviluppi si è rivelata molto più contenuta.


Gli investitori ora guardano con attenzione alla prossima stagione degli utili, nella speranza di ottenere indicazioni più concrete sull’impatto che le tensioni commerciali stanno avendo sulle aziende statunitensi.


Le grandi banche di Wall Street daranno il via alla stagione dei risultati trimestrali la prossima settimana, con JP Morgan pronta ad aprire le danze martedì.


Sul fronte macroeconomico, l’agenda della prossima settimana si preannuncia densa di appuntamenti: in arrivo i dati sull’inflazione, sia per i prezzi al consumo che alla produzione, oltre alle rilevazioni sulle vendite al dettaglio.


Nel frattempo, il robusto rapporto sull’occupazione pubblicato la scorsa settimana ha quasi azzerato le speranze di un taglio dei tassi da parte della Fed già a luglio. Gli investitori ora guardano a settembre come possibile data per un allentamento monetario, con una probabilità stimata al 60,6%, secondo i dati del CME FedWatch.


Tra i titoli in evidenza, Levi Strauss & Co (NYSE: LEVI) ha guadagnato il 10,2% dopo aver alzato le previsioni annuali su ricavi e utili, superando le attese con i risultati trimestrali pubblicati giovedì.


Meta Platforms (NASDAQ: META), invece, ha perso il 2% dopo un report secondo cui l’azienda non sarebbe intenzionata a modificare ulteriormente il suo modello "paga o acconsenti", rischiando così nuove indagini antitrust da parte dell’Unione Europea e possibili sanzioni giornaliere.


A livello di mercato, i titoli in calo hanno nettamente superato quelli in rialzo, con un rapporto di 3,47 a 1 al NYSE e di 2,34 a 1 al Nasdaq.


Sul fronte dei nuovi record, l’S&P 500 ha registrato sei nuovi massimi e un nuovo minimo nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 27 nuovi massimi e 20 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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