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Wall Street cauta tra dati macro contrastanti e trimestrali: volano chip e pagamenti, crolla Robinhood


I principali indici di Wall Street hanno chiuso la seduta di mercoledì in tono debole, con gli investitori prudenti in attesa sia delle trimestrali di alcune grandi società tecnologiche sia di una riunione della Federal Reserve, che dovrebbe essere l’ultima presieduta da Jerome Powell.


Dopo la chiusura dei mercati sono attesi i conti di Amazon, Meta Platforms, Microsoft e Alphabet. In quell’occasione gli investitori cercheranno indicazioni concrete sui ritorni degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.


Questi risultati potrebbero incidere sulla fiducia verso uno dei comparti più solidi dei mercati finanziari, soprattutto dopo il leggero raffreddamento del sentiment seguito a un articolo del Wall Street Journal secondo cui OpenAI non avrebbe raggiunto alcuni obiettivi interni legati a utenti settimanali e ricavi. La notizia ha riacceso i dubbi sulla sostenibilità dell’attuale corsa agli investimenti in AI da parte dei colossi tecnologici.


“Le aspettative sulla crescita degli utili sono estremamente ottimistiche”, ha dichiarato Ron Albahary, responsabile degli investimenti presso Laird Norton Wetherby.


Nel frattempo, l’Philadelphia SE Semiconductor Index è salito dell’1,8% nella seduta, portando il guadagno da inizio anno al 41,7%. Tra i singoli titoli, Amazon ha registrato un rialzo dell’1,8%, Microsoft ha perso l’1%, Meta Platforms è rimasta invariata, mentre Alphabet ha guadagnato lo 0,7%.


Alle 12:04 ET, il Dow Jones Industrial Average  ha perso 337,03 punti, pari allo 0,69%, attestandosi a 48.804,90, l' S&P 500  ha ceduto 12,24 punti, pari allo 0,17%, a 7.126,56 e il Nasdaq Composite (IXIC)  è calato di 34,20 punti, pari allo 0,14%, a 24.629,60.


Dieci degli undici principali settori dello S&P 500 hanno chiuso la seduta in territorio negativo. Il comparto dei materiali ha registrato la performance peggiore, con una flessione dell’1%.


In calo anche il settore sanitario, sceso dello 0,7%, appesantito soprattutto da GE Healthcare, che ha perso il 12,8% dopo la diffusione dei risultati trimestrali.


L’ultima mossa di Powell?


L’attenzione degli investitori è rivolta anche a quella che potrebbe essere l’ultima conferenza stampa di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve. Il mercato si aspetta che i tassi restino invariati, ma ogni parola del presidente sarà analizzata per cogliere indicazioni sulla futura politica monetaria.


Nel frattempo, Kevin Warsh, candidato scelto dal presidente Donald Trump per guidare la banca centrale, ha superato un passaggio procedurale chiave: la Commissione bancaria del Senato ha approvato la sua nomina, che passa ora al voto dell’intero Senato.


La Federal Reserve ha inoltre segnalato di monitorare attentamente i rischi legati al contesto geopolitico. Le tensioni in Medio Oriente restano elevate e alcuni investitori temono che possano influenzare le future decisioni di politica monetaria.


Separatamente, un funzionario della Casa Bianca ha riferito che Donald Trump ha incontrato dirigenti di Chevron e di altre compagnie energetiche per valutare possibili interventi a sostegno del mercato petrolifero, nel caso in cui il blocco dei porti iraniani dovesse protrarsi per diversi mesi.


I prezzi del petrolio sono saliti del 5,8%. Trump ha dichiarato di non essere soddisfatto dell’ultima proposta dell’Iran per porre fine al conflitto, in corso da due mesi, che prevedeva di rinviare la questione del programma nucleare iraniano fino alla fine della guerra e alla risoluzione delle dispute legate alle spedizioni.


Nel frattempo, negli Stati Uniti la costruzione di case unifamiliari ha raggiunto a marzo il livello più alto degli ultimi 13 mesi, superando le attese degli economisti interpellati da Reuters, secondo i dati diffusi mercoledì. In controtendenza, i permessi per nuove costruzioni hanno registrato un netto calo.


Tra i singoli titoli, Robinhood Markets ha perso il 14% dopo aver deluso le aspettative sugli utili del primo trimestre.


Il comparto dell’archiviazione dati ha invece beneficiato delle prospettive positive per il quarto trimestre fornite da Seagate Technology. Il titolo Seagate è balzato del 13,8%, mentre Micron Technology, SanDisk e Western Digital hanno guadagnato rispettivamente il 3%, l’8,3% e il 10%.


In forte rialzo anche Starbucks, che ha segnato un +9,7% dopo aver migliorato le proprie previsioni di utile annuale.


Nel settore dei pagamenti, Visa e Mastercard hanno registrato progressi rispettivamente dell’8,9% e del 3,8%, sostenute anche dall’aggiornamento al rialzo delle stime sugli utili annuali da parte di Visa.


Balzo significativo per NXP Semiconductors, che ha guadagnato il 24,9% dopo aver previsto ricavi e utili del secondo trimestre superiori alle attese di Wall Street.


Sul New York Stock Exchange, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,67 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 2,61 a 1.


Lo S&P 500 ha registrato 19 nuovi massimi e 23 nuovi minimi a 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 66 nuovi massimi e 96 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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