Wall Street attende i dati economici chiave e le indicazioni della Fed tra nuovi massimi degli indici
- piscitellidaniel
- 21 lug
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Lunedì l’S&P 500 e il Nasdaq hanno toccato nuovi massimi storici, spinti dai rialzi delle megacap e dall’ottimismo degli investitori in vista dei principali risultati trimestrali del settore tecnologico. Anche le aspettative su possibili nuovi accordi commerciali hanno contribuito a rafforzare il sentiment di mercato.
Alle 11:21 ET, l'S&P 500 ha guadagnato 34,97 punti, ovvero lo 0,56%, a 6.331,90, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato 147,24 punti, ovvero lo 0,71%, a 21.042,87.
L' indice Dow Jones Industrial Average è salito di 201,87 punti, ovvero dello 0,46%, attestandosi a 44.544,76, appena l'1,28% al di sotto del suo massimo storico.
Verizon (NYSE: VZ) ha guadagnato il 4,1% dopo aver alzato le sue previsioni di utile annuo, trainando al rialzo l’intero settore delle comunicazioni, che si è distinto come il comparto con la miglior performance della giornata.
La maggior parte dei colossi tech ha registrato aumenti, portando il settore informatico dell’S&P 500 a salire dello 0,6% e a raggiungere un nuovo record.
L’attenzione degli investitori era concentrata su Alphabet (NASDAQ: GOOGL), la casa madre di Google, e su Tesla (NASDAQ: TSLA), in attesa dei loro risultati trimestrali attesi questa settimana. Le due aziende apriranno la stagione degli utili dei cosiddetti “Magnifici Sette”, con il potenziale di influenzare l’umore di Wall Street.
Le azioni di Alphabet sono salite del 2,1%, mentre quelle di Tesla hanno perso lo 0,2%. Dall’inizio dell’anno, entrambi i titoli hanno sottoperformato rispetto ai loro pari: Tesla è in calo del 18,5%, mentre Alphabet ha perso lo 0,2%.
Nonostante la scadenza del 1° agosto annunciata dal presidente statunitense Donald Trump per l’introduzione di nuovi dazi, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno recentemente segnato nuovi massimi. Gli investitori sembrano ritenere che l’impatto economico delle misure tariffarie potrebbe essere meno pesante del previsto.
Trump ha minacciato di applicare dazi fino al 30% sulle importazioni provenienti da Messico e Unione Europea, inviando inoltre lettere ad altri partner commerciali, tra cui Canada, Giappone e Brasile, con l’intenzione di introdurre tariffe comprese tra il 20% e il 50%.
Le aspettative del mercato erano orientate verso possibili progressi nei negoziati, anche grazie alle dichiarazioni del Segretario al Commercio statunitense, Howard Lutnick, che domenica aveva espresso fiducia in una possibile intesa con l’UE.
Tuttavia, fonti diplomatiche europee hanno segnalato che l’Unione a 27 sta considerando un ventaglio più ampio di contromisure contro Washington, mentre le prospettive di un accordo concreto sembrano sempre più incerte.
Sul fronte macroeconomico, gli investitori guardano con attenzione ai dati in uscita giovedì, in particolare alle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione e al rapporto sull’attività economica di luglio.
Grande attenzione anche alle dichiarazioni rilasciate martedì dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in cerca di segnali sulla prossima mossa della banca centrale, soprattutto alla luce dei recenti dati contrastanti sull’inflazione.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group (NASDAQ: CME), i mercati ritengono improbabile un taglio dei tassi già a luglio, mentre stimano intorno al 56% la probabilità di una riduzione a settembre.
Sul versante dei mercati, i titoli in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 3,02 a 1 alla Borsa di New York e di 2,58 a 1 sul Nasdaq.
L’indice S&P 500 ha registrato 15 nuovi massimi e 5 nuovi minimi nelle ultime 52 settimane, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 73 nuovi massimi e 34 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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