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Vitalizi, la Camera conferma i tagli: respinti i ricorsi di 800 ex deputati

Il Consiglio di giurisdizione della Camera dei Deputati ha emesso una sentenza di primo grado che conferma la legittimità dei tagli ai vitalizi per circa 800 ex deputati. La decisione riguarda la delibera del 12 luglio 2018, adottata durante la presidenza di Roberto Fico, che prevedeva il ricalcolo degli assegni vitalizi secondo il metodo contributivo per coloro che erano stati eletti prima del 2012.


La decisione del Consiglio di giurisdizione

La sentenza, firmata dalla presidente Laura Cavandoli e dai membri Gianluca Vinci e Debora Serracchiani, rappresenta l'esito di una causa avviata nel 2019 da alcuni ex parlamentari che contestavano la delibera del 2018. Il Consiglio ha stabilito che il ricalcolo degli assegni vitalizi sulla base del metodo contributivo è conforme alle normative vigenti, equiparando il trattamento degli ex deputati a quello dei pensionati ordinari.


Impatto economico e risparmi previsti

L'applicazione del metodo contributivo ai vitalizi degli ex deputati comporterà un risparmio stimato di oltre 15 milioni di euro per l'anno 2024. Questo risparmio deriva dalla riduzione degli assegni percepiti, che saranno ricalcolati in base ai contributi effettivamente versati durante il mandato parlamentare.


Deroghe e mitigazioni

La sentenza prevede una deroga specifica: se il ricalcolo contributivo dovesse risultare in un assegno superiore a quello previsto dal precedente sistema retributivo, la pensione dell'interessato resterà limitata all'importo minore. Inoltre, sono confermate alcune "mitigazioni", ovvero ripristini parziali degli assegni deliberati dall'ufficio di presidenza della precedente legislatura per rispondere a esigenze individuali.


Reazioni politiche e istituzionali

Il Movimento 5 Stelle ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando l'importanza di contrastare i privilegi della classe politica. Francesco Silvestri, capogruppo M5S alla Camera, ha dichiarato: "Grazie ai nostri ordini del giorno al bilancio interno, siamo riusciti ad arginare l'avidità di questa maggioranza, che non trova il tempo di parlare dei problemi economici dei cittadini, ma lo trova invece quando si tratta di elargire prebende a una classe politica già privilegiata."


Il contesto dei ricorsi

Nel luglio 2025, circa 1.400 ex deputati hanno presentato ricorso contro la delibera del 2018, chiedendo una revisione del ricalcolo dei vitalizi. La prima udienza si è svolta davanti al Collegio d'Appello della Camera, presieduto da Ylenia Lucaselli (FdI). I ricorrenti, anagraficamente più giovani rispetto a quelli che avevano beneficiato di una sentenza favorevole nel 2022, sostengono che il taglio dei loro vitalizi sia stato eccessivo e lesivo delle loro legittime aspettative.


Differenze con il Senato

Mentre la Camera ha confermato i tagli ai vitalizi, il Senato ha adottato una posizione diversa. Nel luglio 2023, il Consiglio di garanzia del Senato ha deciso di ripristinare i vitalizi per gli ex senatori, annullando la delibera del 2018 che prevedeva il ricalcolo degli assegni. Questa decisione ha suscitato polemiche e critiche, in particolare da parte del Movimento 5 Stelle, che ha accusato il centrodestra di voler ripristinare privilegi ingiustificati.


Prospettive future

La conferma dei tagli ai vitalizi da parte della Camera rappresenta un passo significativo verso l'equità nel trattamento previdenziale tra ex parlamentari e cittadini comuni. Tuttavia, la questione resta aperta, con ulteriori ricorsi in corso e posizioni divergenti tra i due rami del Parlamento. La definizione di un quadro normativo chiaro e uniforme sarà fondamentale per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

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