Vasectomia, cresce in Europa la scelta maschile per una contraccezione definitiva: tra libertà individuale, consapevolezza e nuovi equilibri di coppia
- piscitellidaniel
- 17 giu
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Negli ultimi anni la vasectomia sta conoscendo in Europa una diffusione crescente, segnando un cambiamento culturale profondo nel rapporto tra uomini e contraccezione. Tradizionalmente meno considerata rispetto alle soluzioni femminili, la sterilizzazione maschile volontaria sta guadagnando spazio all’interno delle scelte consapevoli di molte coppie, soprattutto in quelle in cui è già stato completato il progetto genitoriale. I dati più recenti, pubblicati da Il Sole 24 Ore, confermano questa tendenza: il numero di uomini che si sottopongono volontariamente all’intervento è in aumento in numerosi Paesi europei, e l’Italia – seppur ancora indietro rispetto alla media – mostra segnali di apertura sempre più significativi.
La vasectomia è un intervento chirurgico semplice, rapido e a basso rischio che consiste nel recidere o bloccare i dotti deferenti, i canali che trasportano gli spermatozoi. È considerata una delle forme più efficaci di contraccezione permanente, con un tasso di successo superiore al 99%. L’intervento non influisce sulla produzione di testosterone, sull’erezione né sulla capacità di avere rapporti sessuali. Nonostante ciò, per molto tempo ha incontrato forti resistenze culturali, legate a tabù sull’identità maschile, alla percezione della virilità e all’idea di controllo riproduttivo prevalentemente femminile.
Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. In Paesi come il Regno Unito, i Paesi Bassi, il Belgio e la Germania, il numero di vasectomie è aumentato sensibilmente, spinto da una maggiore informazione, da una crescente condivisione delle responsabilità contraccettive nelle coppie e da un mutamento nella visione della genitorialità. Nel Regno Unito, ad esempio, la vasectomia è offerta gratuitamente dal servizio sanitario nazionale e ogni anno circa 11.000 uomini scelgono questa opzione. Nei Paesi Bassi, dove il tema è trattato con approccio pragmatico e la pianificazione familiare è al centro delle politiche sanitarie, la vasectomia è una pratica diffusa e accettata, anche tra i più giovani.
In Italia il cammino è più lento, ma in progressione. Secondo le stime più recenti, ogni anno si sottopongono all’intervento circa 4.000 uomini, un numero ancora modesto se paragonato alle decine di migliaia di donne che ricorrono annualmente alla legatura delle tube. Tuttavia, si registra una maggiore disponibilità all’informazione, sia da parte dei medici sia da parte dei pazienti. Le ricerche condotte da alcune ASL e da centri di andrologia mostrano un aumento del numero di richieste di consulenze per valutare l’intervento, spesso motivate da ragioni familiari, economiche o sanitarie legate alla partner.
Un fattore che ha influenzato l’aumento delle vasectomie è anche la maggiore attenzione maschile alla salute riproduttiva e alla responsabilità condivisa nella gestione della fertilità. L’emancipazione femminile ha avuto come effetto collaterale – positivo – anche una presa di coscienza maschile sul ruolo attivo nella contraccezione. Uomini tra i 35 e i 50 anni, spesso già padri, decidono di sottoporsi all’intervento per non esporre più le partner agli effetti collaterali delle pillole ormonali o ad altri metodi invasivi. È una scelta che, in molti casi, nasce da un dialogo maturo e da un’analisi ponderata della propria traiettoria familiare.
Non mancano però le difficoltà. In Italia, nonostante non esistano vincoli legali all’intervento, vi sono ancora ostacoli di tipo burocratico e culturale. La vasectomia è erogata gratuitamente solo in alcune Regioni e spesso è delegata all’iniziativa privata, con costi che variano dai 300 ai 1.200 euro. Inoltre, è ancora diffusa tra alcuni medici una certa reticenza a eseguire l’intervento in assenza di patologie, come se la sterilizzazione maschile fosse da considerare un “ultimo ricorso” anziché una legittima opzione di pianificazione familiare. Il tutto aggravato da una scarsa formazione specifica in ambito urologico e da pregiudizi ancora radicati nell’immaginario collettivo.
A livello giuridico, la vasectomia non incontra particolari barriere in Europa. Non è necessario il consenso della partner, non è prevista alcuna autorizzazione giudiziaria e non è richiesta l’esistenza di figli. Tuttavia, nei consultori e nei centri pubblici può accadere che vengano poste domande dissuasive o che si richieda un periodo di riflessione più lungo rispetto ad altri interventi chirurgici. La mancanza di una linea guida nazionale univoca contribuisce a creare disparità territoriali e rende disomogeneo l’accesso alla procedura.
Sul piano sociale, la narrazione attorno alla vasectomia sta lentamente cambiando. Alcune celebrità internazionali, come gli attori Dax Shepard o Nick Cannon, hanno raccontato pubblicamente la loro scelta, contribuendo a rompere il silenzio su un tema ancora marginalizzato. Anche sui social network, in particolare su TikTok e Reddit, si moltiplicano le testimonianze di uomini che condividono la propria esperienza per incoraggiare altri a informarsi e a superare paure infondate. Il racconto della vasectomia come gesto di amore verso la partner, come atto di responsabilità o come scelta di libertà personale si sta facendo strada.
Dal punto di vista medico, gli specialisti sottolineano che la vasectomia è una procedura ambulatoriale semplice e sicura. Dura circa 20-30 minuti, si esegue in anestesia locale e il recupero è rapido, con un ritorno alle normali attività entro pochi giorni. Gli effetti collaterali sono rari e la reversibilità – seppur non garantita – è oggi tecnicamente possibile in alcuni casi, anche se non deve essere considerata un’opzione di base. Per questo motivo, i medici raccomandano una valutazione accurata e consapevole prima di procedere.
Il crescente interesse per la vasectomia riflette anche un cambiamento più ampio nella gestione della sessualità e del corpo maschile. In una società che mette sempre più al centro l’autodeterminazione, anche gli uomini iniziano a rivendicare un ruolo attivo e consapevole nelle scelte che riguardano la propria fertilità. Un processo ancora in divenire, ma che segna una svolta significativa nei rapporti di coppia, nella cultura della prevenzione e nella condivisione delle responsabilità genitoriali. L’Europa, sotto questo profilo, si muove con velocità diverse, ma con una direzione comune: rendere la vasectomia una scelta accessibile, informata e rispettata.

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