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USA-Cina: a Londra si riapre il dialogo sui dazi. Terre rare e chip al centro delle trattative

Il 9 giugno 2025, a Londra, si è aperto un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Cina, con l'obiettivo di ridurre le tensioni commerciali e affrontare questioni strategiche come l'accesso alle terre rare e ai semiconduttori. Le delegazioni, guidate rispettivamente dal Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e dal Vicepremier cinese He Lifeng, si sono incontrate presso Lancaster House, con l'intento di consolidare la tregua di 90 giorni concordata a Ginevra il mese precedente.


Le terre rare: una leva strategica nelle mani di Pechino

Le terre rare, un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali per la produzione di tecnologie avanzate come veicoli elettrici, turbine eoliche e dispositivi elettronici, rappresentano un punto cruciale nelle trattative. La Cina detiene circa il 70% della produzione mondiale di questi materiali e ne controlla il 90% della raffinazione, conferendole un potere significativo nelle dinamiche commerciali globali. 


In risposta all'inasprimento dei dazi statunitensi, Pechino aveva imposto restrizioni all'export di sette terre rare, tra cui samario, gadolinio e disprosio, utilizzate in settori strategici come l'aerospaziale e la difesa.  Queste misure hanno avuto un impatto significativo sulle catene di approvvigionamento globali, spingendo Washington a cercare un allentamento delle restrizioni.


La proposta di scambio: chip per terre rare

Durante i colloqui, l'amministrazione Trump ha proposto un compromesso: l'alleggerimento delle restrizioni all'esportazione di semiconduttori verso la Cina in cambio della ripresa delle esportazioni cinesi di terre rare. Secondo Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale degli Stati Uniti, Pechino sarebbe pronta a rilasciare licenze per l'export di terre rare, mentre Washington potrebbe consentire la vendita di chip meno avanzati, escludendo quelli di ultima generazione prodotti da aziende come Nvidia. 


Questa proposta mira a sbloccare le forniture critiche per l'industria statunitense, colpita dalla sospensione delle esportazioni cinesi, e a fornire a Pechino l'accesso a tecnologie fondamentali per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e di altri settori emergenti.


Implicazioni economiche e geopolitiche

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha avuto ripercussioni significative sulle rispettive economie. Le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 34,5% a maggio, mentre l'economia statunitense ha registrato una contrazione nel primo trimestre del 2025.  Le restrizioni sulle terre rare hanno inoltre messo in crisi settori chiave come l'automotive e l'elettronica, evidenziando la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali.


Sul fronte geopolitico, la Cina ha utilizzato il controllo sulle terre rare come leva negoziale, mentre gli Stati Uniti hanno cercato di limitare l'accesso di Pechino a tecnologie avanzate. La proposta di scambio tra chip e terre rare rappresenta un tentativo di bilanciare queste dinamiche e di evitare un'escalation delle tensioni.


Prospettive future

Sebbene i colloqui di Londra abbiano segnato un passo avanti nel dialogo tra le due potenze, permangono divergenze su questioni fondamentali. La Cina ha espresso preoccupazione per le restrizioni statunitensi su Huawei e per le limitazioni ai visti per studenti cinesi, mentre Washington continua a monitorare attentamente le politiche di Pechino in materia di export e tecnologia. 


Le prossime settimane saranno decisive per valutare se le parti riusciranno a trasformare la tregua temporanea in un accordo più duraturo, capace di stabilizzare le relazioni commerciali e di garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali.

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