USA, ad aprile 177.000 nuovi posti di lavoro: il mercato regge ma rallenta l’impulso dal settore privato
- piscitellidaniel
- 2 mag
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Il mercato del lavoro statunitense ha registrato un aumento di 177.000 posti di lavoro nel mese di aprile 2025, secondo i dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics. Il dato ha superato le attese degli analisti, che prevedevano una crescita più contenuta intorno alle 135.000 unità. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto stabile al 4,2%, in linea con il valore di marzo, indicando una tenuta dell’occupazione generale nonostante un contesto economico meno favorevole.
Il report arriva in un momento delicato per l’economia americana, appena uscita da un trimestre di crescita del PIL limitata (+0,3%) e condizionata da una contrazione della spesa pubblica, da una frenata dei consumi e soprattutto da un’impennata delle importazioni legata all’introduzione dei nuovi dazi commerciali da parte dell’amministrazione Trump. Le misure tariffarie, che hanno colpito in modo particolare i beni provenienti dalla Cina e da altri paesi asiatici, hanno generato un’impennata del deficit commerciale e hanno alimentato timori di una ricaduta negativa sulla crescita occupazionale nel medio periodo.
Nonostante questo contesto, il mercato del lavoro ha finora dimostrato una buona resilienza, anche se emergono segnali di decelerazione in alcuni comparti. Il dato aggregato dei 177.000 nuovi posti nasconde infatti una dinamica differenziata tra settore pubblico e settore privato. Mentre l’occupazione nel comparto pubblico è rimasta stabile e in parte sostenuta da nuove assunzioni nei servizi statali e locali, il settore privato ha generato soltanto 62.000 nuovi posti, ben al di sotto delle stime che si aggiravano intorno ai 115.000.
I settori più deboli sono stati quelli della manifattura e della logistica, penalizzati da un rallentamento della produzione industriale e da una riduzione degli ordinativi dovuta all’aumento dei costi delle materie prime e alle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Il settore manifatturiero ha segnato il secondo mese consecutivo di variazione nulla dell’occupazione, mentre il comparto dei trasporti ha registrato un calo marginale.
All’opposto, si confermano in crescita i servizi professionali e l’assistenza sanitaria, che hanno continuato a espandere la forza lavoro. Il settore tecnologico ha mostrato una leggera ripresa delle assunzioni dopo il calo di inizio anno, in parte trainata da nuove richieste nel campo della sicurezza informatica e della gestione dei dati.
La dinamica salariale si è mantenuta moderata. Il salario medio orario è cresciuto dello 0,3% rispetto a marzo e del 4,1% su base annua, segnalando un ritmo coerente con un’inflazione ancora superiore al target della Federal Reserve ma in fase di graduale raffreddamento. Il mantenimento del potere d’acquisto, in particolare per le fasce medio-basse, resta un elemento critico, soprattutto in un contesto di tensioni inflazionistiche legate ai costi dell’energia e agli effetti collaterali dei dazi.
Nel frattempo, le aspettative dei mercati si concentrano sulle prossime mosse della Federal Reserve. Dopo l’ultimo meeting, in cui la banca centrale ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, i nuovi dati sull’occupazione e sull’inflazione saranno determinanti per valutare eventuali ritocchi della politica monetaria. Alcuni membri del Federal Open Market Committee hanno dichiarato che non vi è ancora un contesto sufficientemente chiaro per ipotizzare un taglio dei tassi, ma l’eventualità di un rallentamento più marcato dell’economia potrebbe riaprire il dibattito nei mesi estivi.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito in una recente conferenza stampa che l’obiettivo resta quello di garantire una discesa sostenibile dell’inflazione verso il 2% senza compromettere l’occupazione. Alla luce dei dati attuali, sembra che il mercato del lavoro continui a fornire una base di stabilità, ma che permangano rischi significativi legati all’andamento della domanda globale, alla volatilità geopolitica e alla direzione delle politiche fiscali e commerciali del governo federale.

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