Urbanistica e legalità, Forza Italia propone un Osservatorio anticorruzione per monitorare gli appalti e prevenire infiltrazioni nei progetti di rigenerazione urbana
- piscitellidaniel
- 25 lug
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Forza Italia rilancia con decisione la questione della legalità nella gestione urbanistica, proponendo l’istituzione di un Osservatorio permanente anticorruzione nel settore dell’edilizia e della pianificazione urbana. L’iniziativa, sostenuta con forza dal partito e in particolare dalla deputata Erica Mazzetti, arriva in un momento in cui i riflettori dell’opinione pubblica e della magistratura sono puntati su numerosi scandali e inchieste che coinvolgono funzionari pubblici, professionisti e imprenditori nel comparto delle trasformazioni territoriali.
La proposta dell’Osservatorio si inserisce nel solco dell’azione legislativa già intrapresa da Forza Italia con la presentazione alla Camera della legge delega per un nuovo Testo Unico delle Costruzioni, finalizzato a riordinare e semplificare l’intero sistema normativo in materia edilizia. Ma la novità è che il partito azzurro vuole affiancare alla riforma normativa anche strumenti concreti di prevenzione e trasparenza, capaci di intervenire a monte dei procedimenti e di accompagnare le amministrazioni pubbliche nella gestione degli appalti, delle concessioni, delle autorizzazioni e delle operazioni immobiliari complesse.
Secondo quanto dichiarato da Mazzetti, l’Osservatorio dovrebbe avere natura pubblica, con una composizione mista tra esponenti istituzionali, tecnici, rappresentanti delle categorie professionali e referenti dell’Autorità nazionale anticorruzione. Il suo compito sarebbe quello di monitorare i flussi decisionali e i percorsi autorizzativi nei grandi interventi urbanistici, elaborare report periodici sulla qualità e la trasparenza delle procedure e proporre standard uniformi per evitare sacche di discrezionalità. Particolare attenzione verrebbe data alle fasi di pianificazione strategica e di negoziazione pubblico-privato, spesso terreno fertile per conflitti d’interesse o pressioni indebite.
La necessità di un simile strumento nasce anche dalle recenti inchieste che hanno interessato il settore. L’operazione condotta a Milano dalla Procura ha sollevato interrogativi profondi sulla tenuta del sistema di regole che dovrebbe garantire l’imparzialità nella valutazione dei progetti urbanistici. Le indagini hanno svelato una fitta rete di relazioni tra tecnici, amministratori e imprese, con ipotesi di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Uno scenario che, secondo Forza Italia, impone una risposta istituzionale forte e sistemica, capace di rafforzare la fiducia dei cittadini e degli operatori economici nel corretto funzionamento delle amministrazioni locali.
Un punto chiave del progetto è la creazione di una banca dati nazionale, aggiornata e accessibile, che raccolga informazioni su tutte le operazioni urbanistiche superiori a una determinata soglia economica o volumetrica. Tale archivio, corredato da indicatori di rischio e semafori di allerta, consentirebbe di intercettare tempestivamente anomalie procedurali, concentrazioni sospette di incarichi e commistioni pericolose tra pubblico e privato. In parallelo, l’Osservatorio dovrebbe promuovere iniziative di formazione per gli amministratori locali e i funzionari pubblici, al fine di rafforzare la cultura della legalità e dell’etica della responsabilità.
L’idea lanciata da Forza Italia non si limita al solo livello nazionale. Il partito immagina anche articolazioni territoriali dell’Osservatorio, in grado di adattare l’attività di vigilanza alle specificità regionali e urbane. In particolare, le città metropolitane, dove si concentra la maggior parte dei grandi progetti di rigenerazione urbana e infrastrutturale, dovrebbero dotarsi di nuclei operativi stabili, integrati nei processi amministrativi e dotati di strumenti analitici sofisticati, basati su algoritmi predittivi e tecnologie digitali.
Un altro elemento distintivo della proposta è il coinvolgimento diretto della società civile e delle università. L’Osservatorio, nelle intenzioni di Forza Italia, dovrebbe agire come piattaforma aperta, capace di raccogliere segnalazioni, osservazioni, proposte di miglioramento e feedback da parte di cittadini, associazioni, comitati e ordini professionali. L’obiettivo è superare il modello tradizionale della vigilanza verticistica per abbracciare una concezione partecipativa e diffusa della trasparenza. In questo senso, si punta anche a creare strumenti di “audit civico” e a promuovere campagne di sensibilizzazione pubblica sull’importanza dell’integrità nei processi di trasformazione urbana.
A livello normativo, la proposta si inserisce in un contesto già segnato da una forte domanda di riforma. Il settore dell’urbanistica e dell’edilizia è oggi disciplinato da un mosaico di norme stratificate, spesso incoerenti e contraddittorie, che rendono difficile il controllo delle procedure e aprono varchi a comportamenti opachi. Forza Italia ritiene che la semplificazione normativa, pur necessaria, non sia sufficiente senza un adeguato sistema di monitoraggio, controllo e responsabilizzazione. L’Osservatorio avrebbe quindi il compito di integrare la riforma legislativa con un’azione concreta sul campo, rendendo più difficili le manipolazioni e i favoritismi.
L’attenzione al tema della legalità urbanistica rappresenta anche una chiave politica per Forza Italia, che intende rilanciare il proprio ruolo nel centrodestra come forza di garanzia, riformismo e moderazione. In un momento in cui la lotta alla corruzione rischia di essere affidata esclusivamente alla repressione giudiziaria, il partito punta a proporre una risposta istituzionale fondata su prevenzione, trasparenza e cultura della responsabilità. L’Osservatorio diventa, in questa prospettiva, uno strumento identitario per definire una linea politica chiara e riconoscibile, in grado di dialogare con le imprese sane, con i professionisti e con la cittadinanza attiva.
La proposta è stata accolta con interesse anche da alcune componenti del governo e da rappresentanti del mondo accademico. Resta da capire se e in che misura verrà tradotta in norma nel contesto della riforma complessiva del Testo Unico Edilizia o se prenderà corpo come iniziativa autonoma, magari attraverso un disegno di legge specifico o un emendamento alle leggi di bilancio. In ogni caso, la questione è destinata a restare al centro del dibattito parlamentare nei prossimi mesi. L’esigenza di garantire trasparenza e legalità nei processi urbanistici è ormai trasversale e condivisa, ma la sfida sarà costruire strumenti efficaci, operativi e davvero capaci di cambiare la cultura amministrativa.

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