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Ucraina: massiccio attacco con droni russi danneggia la rete energetica e provoca blackout a Kiev, emergenza energia al culmine

Nella notte è stato lanciato un attacco su vasta scala con decine, se non centinaia, di droni russi contro l’Ucraina, con l’obiettivo dichiarato di colpire le infrastrutture energetiche civili. L’azione ha causato gravi danni alla rete elettrica della capitale e di altre regioni, lasciando larghe porzioni del territorio nazionali senza corrente, in un momento in cui le condizioni stagionali iniziano a diventare sempre più sfavorevoli.


Il presidente Zelensky ha definito l’operazione «cynica e calcolata», puntando il dito contro la logica bellica che mira a rendere sempre più precaria la vita quotidiana della popolazione. Le autorità ucraine parlano di oltre 450 droni impiegati insieme a missili, numeri che se confermati farebbero dell’attacco uno dei più massicci registrati finora nel conflitto. Le forze di difesa aerea ucraine sostengono di aver intercettato e neutralizzato una parte significativa degli ordigni, ma non sono bastate per evitare danni su larga scala.


A Kiev, l’impatto è stato pesante: vaste aree della città sono rimaste al buio, con blackout prolungati che hanno paralizzato servizi essenziali come l’illuminazione pubblica, la sanità e il trasporto. L’intera riva sinistra del Dnipro è risultata particolarmente colpita, con sezioni che stanno attendendo ancora il ripristino della fornitura energetica. Anche la riva destra ha vissuto difficoltà, con quartieri residenziali in ombra e disagi generalizzati.


Le regioni interessate dall’attacco non si limitano alla capitale. Diverse province hanno segnalato interruzioni di corrente, con criticità soprattutto nelle zone più vulnerabili sotto il profilo infrastrutturale. A Zaporizhzhia un bambino è rimasto vittima dell’offensiva, mentre oltre venti persone risultano ferite. Gli edifici residenziali, già provati da mesi di bombardamenti e scarsità di risorse, hanno registrato incendi e danneggiamenti ai servizi vitali.


Un effetto collaterale dell’attacco sulla rete energetica è stato il blocco anche del sistema idrico in molte aree, poiché le pompe di sollevamento e i sistemi di distribuzione dipendono dalla corrente. Ciò significa che molti cittadini si sono svegliati non solo senza luce ma anche senza acqua corrente, con le conseguenze che una simile situazione porta su sanità, igiene e mobilità urbana.


Il ministero dell’Energia ucraino ha allertato le squadre per la riparazione, ma la distruzione causata dagli incendi e dalle esplosioni complica notevolmente i lavori sul campo. Le infrastrutture danneggiate sono molteplici: linee di trasmissione ad alta tensione, sottostazioni, impianti di generazione elettrica. Alcune centrali termoelettriche risultano colpite, altre gravemente compromesse, rendendo indispensabile un piano di ricostruzione urgente e coordinato.


La scarsità di carburante, logistica compromessa e condizioni metereologiche sempre più rigide rendono la risposta tecnica ancora più ardua. Inoltre, la guerra elettrica si inserisce in una strategia sistematica che Mosca ha adottato da tempo: colpire obiettivi civili alla base della resilienza quotidiana del paese, con l’intento di generare malcontento interno e indebolire la resistenza ucraina.


In vista dell’imminente inverno, la distruzione della rete energetica assume un significato ancora più grave. Le autorità ucraine sanno bene che esporre la popolazione a lunghe ore di buio, freddo e difficoltà nei servizi essenziali può avere effetti devastanti anche sul morale, oltre che sulle condizioni materiali di migliaia di famiglie. Per tale ragione, sono già attive misure di emergenza per importare energia, attivare generatori autonomi e trasferire risorse nelle aree più critiche.


La risposta militare non è mancata: l’esercito ucraino ha intensificato i raid contro infrastrutture russe e obiettivi strategici sul fronte opposto, cercando di bilanciare il contraccolpo e imporre una pressione anche sul territorio nemico. Al contempo, le richieste di aiuto in sistemi di difesa aerea e materiale tecnico per la ricostruzione sono state rilanciate con forza verso i partner internazionali.


I cittadini ucraini, ormai abituati a lunghe notti al buio, scarse risorse energetiche e disservizi continui, affrontano l’ennesima emergenza che sembra voler trasformare la guerra anche in una guerra dell’ombra, condotta attraverso blackout, disagi quotidiani e assalti alla normalità. La sopravvivenza del paese in questa fase appare non solo legata al coraggio dei combattenti, ma all’efficienza tecnica della rete elettrica, alla resilienza civica delle comunità e all’efficacia delle alleanze internazionali.

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