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Trump: "Tre ostaggi israeliani uccisi da Hamas". Israele smentisce e conferma 24 vivi

Il 6 maggio 2025, durante una cerimonia alla Casa Bianca per l'insediamento del nuovo inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che tre ostaggi israeliani detenuti da Hamas a Gaza sarebbero morti, riducendo il numero dei sopravvissuti a 21. "Fino a poco tempo fa erano 24, ora sono 21", ha dichiarato Trump, senza fornire dettagli sulle identità o sulle circostanze dei decessi. Queste affermazioni hanno suscitato preoccupazione tra le famiglie degli ostaggi e richieste di chiarimenti da parte delle autorità israeliane.


In risposta, Gal Hirsch, coordinatore israeliano per gli ostaggi, ha confermato che Hamas detiene attualmente 59 ostaggi, di cui 24 ancora vivi e 35 ufficialmente dichiarati morti. Hirsch ha sottolineato che queste cifre non sono cambiate e ha assicurato che le famiglie degli ostaggi vengono costantemente aggiornate con le informazioni disponibili.


Le dichiarazioni di Trump hanno generato confusione e allarme tra i familiari degli ostaggi, che hanno chiesto al governo israeliano di fornire aggiornamenti ufficiali e trasparenti. Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi ha espresso preoccupazione per la diffusione di informazioni non verificate e ha sollecitato le autorità a chiarire la situazione.


Il conflitto tra Israele e Hamas, iniziato con l'attacco del 7 ottobre 2023, ha causato la morte di oltre 1.200 israeliani, principalmente civili, e ha portato al rapimento di 251 persone. In risposta, Israele ha lanciato un'offensiva militare su Gaza, che ha provocato la morte di oltre 52.000 palestinesi, secondo le autorità sanitarie locali. La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è critica, con la popolazione civile che affronta gravi difficoltà.


Le famiglie degli ostaggi continuano a chiedere al governo israeliano di dare priorità al rilascio dei loro cari, esprimendo preoccupazione per le operazioni militari che potrebbero mettere ulteriormente a rischio la vita degli ostaggi. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi della situazione, auspicando una soluzione che possa garantire la sicurezza dei civili e il rilascio degli ostaggi.

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