Trump riaccende le tensioni con la Cina: crollano i titoli tecnologici e aumenta la volatilità a Wall Street
- piscitellidaniel
- 10 ott
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La tranquillità di Wall Street è stata infranta venerdì, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scosso i mercati minacciando un “forte aumento” dei dazi sulle importazioni cinesi, in risposta a una disputa sulle terre rare. L’annuncio ha provocato un brusco calo degli indici azionari e un’impennata della volatilità.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha inoltre cancellato l’incontro previsto con il presidente cinese Xi Jinping in Corea del Sud, accusando Pechino di aver inviato comunicazioni a diversi paesi per informarli dell’intenzione di introdurre restrizioni all’export di materiali e componenti legati alle terre rare.
La pesante ondata di vendite ha interrotto una settimana finora tranquilla per i mercati, che avevano beneficiato dell’ottimismo legato a una possibile politica monetaria più accomodante. L’episodio ha evidenziato quanto il sentiment degli investitori resti vulnerabile di fronte all’incertezza sul fronte commerciale.
Un’ulteriore escalation delle tensioni tra Washington e Pechino potrebbe frenare la crescita globale e compromettere le prospettive delle imprese americane, già messe alla prova dall’aumento dei costi di produzione.
Alle 12:11 ET, il Dow Jones Industrial Average è sceso di 554,58 punti, ovvero l'1,20%, a 45.803,84, l' S&P 500 ha perso 105,34 punti, ovvero l'1,56%, a 6.629,77 e il Nasdaq Composite ha perso 471,76 punti, ovvero il 2,05%, a 22.552,86.
Se le attuali quotazioni dovessero mantenersi, tutti e tre i principali indici si avvierebbero verso una chiusura settimanale in calo.
Il comparto tecnologico dell’S&P 500 ha registrato una flessione del 2%, mentre i titoli finanziari hanno perso l’1,4% e quelli energetici l’1,8%.
L’indice Philadelphia SE Semiconductor è arretrato del 3,7%, risultando tra i più penalizzati in seguito all’annuncio di Trump.
La Cina, che detiene oltre il 90% della produzione mondiale di terre rare lavorate e di magneti a base di terre rare, componenti fondamentali per veicoli elettrici, motori aeronautici e sistemi radar militari, occupa una posizione cruciale nelle catene di fornitura globali.
Il riacuirsi delle tensioni tra le due maggiori economie del pianeta rischia dunque di provocare forti perturbazioni nelle catene di approvvigionamento, con particolare impatto sui settori tecnologico, dell’auto elettrica e della difesa.
Nel frattempo, l’indice di volatilità CBOE (VIX), considerato il termometro della paura di Wall Street, ha toccato il livello più alto dell’ultimo mese.
Le azioni delle società cinesi quotate a Wall Street hanno registrato un forte ribasso: i colossi Alibaba Group Holding, JD.com Inc e PDD Holdings hanno perso tra il 3,9% e il 6,7%.
Qualcomm ha ceduto il 4,5% dopo che le autorità di regolamentazione cinesi hanno annunciato l’apertura di un’indagine antitrust sull’acquisizione della società israeliana Autotalks da parte del produttore di semiconduttori statunitense.
Sul fronte macroeconomico, la lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per ottobre si è attestata a 55, leggermente superiore alle previsioni degli economisti intervistati da Reuters, che stimavano 54,2.
Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 2,73 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto è stato di 3,36 a 1.
Nelle ultime 52 settimane, l’S&P 500 ha registrato 17 nuovi massimi e 12 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 93 nuovi massimi e 82 nuovi minimi.
Fonte: investing.com




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