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Trump ordina la distruzione di 500 tonnellate di biscotti energetici destinati a bambini afghani e pachistani: scontro tra diplomazia, burocrazia e umanitarismo

L’amministrazione Trump è finita al centro di forti polemiche internazionali per la decisione di distruggere 500 tonnellate di biscotti energetici destinati a bambini in stato di emergenza alimentare in Afghanistan e Pakistan. Si tratta di un quantitativo enorme di cibo d’emergenza, stoccato negli Emirati Arabi Uniti e originariamente acquistato con fondi pubblici statunitensi alla fine del mandato Biden per far fronte a crisi umanitarie gravi in aree afflitte da guerre e carestie.


La notizia è emersa nei giorni scorsi attraverso un’inchiesta del magazine The Atlantic, confermata poi da varie fonti all’interno dell’agenzia USAID, l’ente governativo incaricato degli aiuti internazionali. I biscotti, altamente nutrienti e progettati per garantire l’apporto calorico minimo giornaliero a bambini in età scolare, erano prossimi alla scadenza e avrebbero potuto nutrire fino a 1,5 milioni di bambini per una settimana. Nonostante la possibilità concreta di una distribuzione immediata, la Casa Bianca ha bloccato ogni autorizzazione e disposto l’incenerimento dell’intero stock.


Secondo quanto trapelato da fonti interne all’agenzia, i biscotti erano stoccati in un magazzino di Dubai da circa otto mesi. I funzionari avevano richiesto ripetutamente l’autorizzazione alla distribuzione tramite il World Food Programme delle Nazioni Unite, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. Nel frattempo, la nuova struttura burocratica creata dall’amministrazione Trump, nota come DOGE (Department of Government Efficiency), ha accentrato ogni decisione legata agli aiuti internazionali sotto la direzione del Dipartimento di Stato, togliendo a USAID qualsiasi autonomia operativa.


La giustificazione formale fornita da esponenti dell’amministrazione è legata a motivi di sicurezza: il timore che tali aiuti potessero finire in mano a gruppi terroristici attivi nelle aree di destinazione. Un argomento già sollevato in precedenti dibattiti, soprattutto per quanto riguarda lo Yemen e alcune province afghane, ma che secondo numerosi esperti non è sufficiente a spiegare la mancata distribuzione in aree sotto stretto controllo umanitario. In Pakistan, ad esempio, il World Food Programme aveva già messo a disposizione la logistica per la consegna diretta in scuole e centri nutrizionali locali.


Secondo stime di esperti del settore, il carico distrutto era composto da circa 22 milioni di porzioni. Il costo complessivo dei biscotti si aggirava intorno agli 800.000 dollari, a cui vanno aggiunti i costi dello stoccaggio e ora anche quelli dello smaltimento, stimati in almeno 100.000 dollari. Una somma che si aggiunge alle perdite indirette legate alla mancata azione umanitaria in contesti dove, secondo l’ONU, milioni di bambini sono esposti quotidianamente a malnutrizione grave.


Il caso ha sollevato indignazione sia tra le ONG internazionali che in una parte del Congresso americano. Diversi senatori democratici e alcuni repubblicani moderati hanno chiesto spiegazioni formali al Dipartimento di Stato e a USAID. La senatrice Jeanne Shaheen ha richiesto l’apertura di un’inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e ha denunciato pubblicamente la “disumanità della scelta”, accusando l’amministrazione di anteporre logiche ideologiche all’etica dell’aiuto umanitario.


Anche il mondo accademico ha preso posizione, sottolineando come questa vicenda rappresenti una dimostrazione drammatica di come le strutture burocratiche possano compromettere l’efficacia dell’intervento internazionale. In numerose università americane sono in corso ricerche sulla distribuzione degli aiuti alimentari, spesso finanziate dallo stesso governo federale. Esperti di diritto internazionale hanno rilevato come, in casi di emergenza alimentare conclamata, il blocco di aiuti già pronti per la consegna possa configurare una violazione dei principi di diritto umanitario consuetudinario.


Dagli ambienti diplomatici emergono preoccupazioni anche per le conseguenze politiche della decisione. Pakistan e Afghanistan sono due Paesi chiave nei rapporti geopolitici statunitensi, e il ritiro di aiuti vitali rischia di compromettere la cooperazione in materia di sicurezza, gestione dei flussi migratori e lotta all’estremismo. Il ministero degli Esteri pakistano ha definito “incomprensibile” la scelta americana e ha invitato Washington a non abbandonare i programmi di sostegno alle popolazioni più vulnerabili. Anche funzionari afghani legati a ONG e amministrazioni locali hanno espresso sgomento, dichiarando che l’alimentazione di emergenza è una delle poche forme di sostegno internazionale ancora attive sul territorio.


Secondo osservatori indipendenti, questa vicenda è solo l’ultimo episodio di una più ampia strategia dell’amministrazione Trump volta a ridurre drasticamente la presenza americana nelle politiche di cooperazione globale. L’assorbimento di USAID all’interno della struttura burocratica del Dipartimento di Stato ha già provocato ritardi in numerosi programmi sanitari e nutrizionali in Africa e Medio Oriente, bloccando fondi già stanziati e rendendo più difficoltosa la collaborazione con le agenzie ONU.


Le ripercussioni della decisione potrebbero estendersi anche all’interno degli Stati Uniti. Diverse emittenti pubbliche e fondazioni civiche, già colpite dai tagli ai finanziamenti federali, hanno denunciato lo spreco come esempio della disconnessione tra la retorica dell’efficienza e la realtà delle politiche attuate. Molti cittadini americani, sensibili alla questione umanitaria, si sono mobilitati sui social media, chiedendo una riforma del sistema che impedisca simili episodi in futuro.


La distruzione di 500 tonnellate di biscotti energetici rappresenta non solo uno spreco materiale, ma anche simbolico. Un gesto che ha sollevato interrogativi profondi sulla direzione della politica estera americana, sull’uso delle risorse pubbliche e sulla responsabilità morale delle scelte amministrative in contesti di emergenza globale.

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