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Trump-Merz, scontro sui dazi: Berlino rifiuta accordi bilaterali nello stile post-Brexit

Nel primo colloquio ufficiale tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz, avvenuto l'8 maggio 2025, i due leader hanno discusso della necessità di risolvere rapidamente le dispute commerciali in corso e di cooperare strettamente per porre fine alla guerra in Ucraina. 


Tuttavia, Merz ha espresso una posizione critica nei confronti dell'amministrazione Trump, denunciando l'indifferenza verso le preoccupazioni europee e l'ingerenza negli affari interni tedeschi, in particolare dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha criticato la decisione dell'intelligence tedesca di designare il partito di estrema destra Alternativa per la Germania come estremista. 


Merz ha sottolineato l'importanza della partnership transatlantica, ma ha anche avvertito che l'Europa deve diventare indipendente dagli Stati Uniti, alla luce dell'apparente disinteresse dell'amministrazione Trump per il destino del continente.


Il cancelliere tedesco ha inoltre criticato l'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, che colpiscono duramente l'economia orientata all'export della Germania, e ha chiesto l'abolizione completa delle tariffe tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti.


In risposta, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti finiranno per avere un accordo sui dazi con l'UE, sottolineando che "tutti vogliono trattare" e che le trattative sulle tariffe stanno andando bene.


Tuttavia, Merz ha ribadito che la Germania non accetterà accordi bilaterali nello stile post-Brexit, insistendo sul fatto che le trattative commerciali devono avvenire a livello dell'Unione Europea. 

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha accusato gli Stati Uniti di un "tradimento dei valori", affermando che l'America si sta allontanando dall'ordine internazionale che ha contribuito a creare dopo la Seconda Guerra Mondiale. 


Nel frattempo, l'Unione Europea sta valutando contromisure ai dazi imposti dagli Stati Uniti, con la possibilità di colpire settori in cui gli USA sono più vulnerabili, come i servizi e l'economia digitale. 


La situazione attuale evidenzia le tensioni crescenti tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea, con la Germania che si oppone fermamente a qualsiasi tentativo di negoziare accordi commerciali bilaterali al di fuori del quadro comunitario. La posizione di Merz riflette la determinazione dell'Europa a mantenere un fronte unito nelle trattative con gli Stati Uniti, nonostante le pressioni dell'amministrazione Trump.

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