Trump e la Costituzione: tra dubbi sull’obbligo di rispettarla e la rinuncia al terzo mandato
- piscitellidaniel
- 5 mag
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Durante un'intervista trasmessa il 4 maggio 2025 su "Meet the Press" della NBC, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato interrogativi riguardo al suo impegno nel rispettare la Costituzione americana. Alla domanda diretta se fosse suo dovere difendere la Costituzione, Trump ha risposto: "Non lo so", suscitando preoccupazioni tra esperti e osservatori politici.
La discussione si è concentrata in particolare sui diritti al giusto processo per cittadini e non cittadini, con Trump che ha espresso dubbi sulla possibilità di garantire tali diritti a milioni di immigrati, definendo l'idea "impossibile". Ha inoltre dichiarato di affidarsi ai suoi avvocati per interpretare la Costituzione, evitando di prendere una posizione chiara su questioni fondamentali come il rispetto del Quinto Emendamento.
Queste dichiarazioni hanno sollevato critiche da parte di costituzionalisti e difensori dei diritti civili, che vedono in esse un potenziale indebolimento delle fondamenta democratiche del paese. La mancanza di un impegno esplicito nel difendere la Costituzione da parte del presidente in carica è stata interpretata come un segnale allarmante per la tenuta dello stato di diritto negli Stati Uniti.
Parallelamente, Trump ha affrontato il tema di un possibile terzo mandato presidenziale. Nonostante in passato avesse lasciato intendere la possibilità di cercare vie per un terzo mandato, durante l'intervista ha dichiarato di non avere intenzione di candidarsi nuovamente, affermando di voler rispettare il limite dei due mandati previsto dal 22° Emendamento della Costituzione.
Tuttavia, ha menzionato che molti dei suoi sostenitori lo incoraggiano a considerare un terzo mandato e ha fatto riferimento a "metodi" che potrebbero teoricamente permetterlo, senza però fornire dettagli concreti. In precedenti occasioni, Trump aveva suggerito che il suo vicepresidente JD Vance potrebbe candidarsi e poi dimettersi, permettendogli di tornare alla presidenza, ma tali ipotesi rimangono altamente speculative e costituzionalmente controverse.
Inoltre, Trump ha indicato JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio come possibili successori alla guida del Partito Repubblicano, sottolineando l'importanza di una transizione ordinata e la necessità di leader capaci di portare avanti la sua agenda politica.
Le dichiarazioni del presidente hanno riacceso il dibattito pubblico sul rispetto delle norme costituzionali e sulla possibilità di modificare i limiti imposti ai mandati presidenziali. Alcuni esponenti repubblicani, come il deputato Andy Ogles, hanno proposto emendamenti per permettere un terzo mandato a presidenti con mandati non consecutivi, ma tali iniziative incontrano forti resistenze e sono considerate improbabili da realizzare.

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