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Trump e l'Iran: verso un nuovo accordo nucleare tra diplomazia e tensioni

Il 15 maggio 2025, le trattative tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran hanno raggiunto un punto cruciale. Le due nazioni hanno concluso il quarto round di negoziati a Muscat, in Oman, con un clima di cauto ottimismo, nonostante persistano divergenze significative.


Le richieste di Washington e la posizione di Teheran

L'amministrazione Trump insiste sulla cessazione completa dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran, temendo che possa raggiungere livelli idonei alla produzione di armi nucleari. Il presidente Trump ha dichiarato che, in assenza di un accordo, l'Iran "se la vedrà brutta" . D'altra parte, l'Iran, rappresentato dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, ribadisce il diritto inalienabile all'arricchimento dell'uranio per scopi civili e si oppone a qualsiasi imposizione che limiti le sue capacità nucleari pacifiche.


Il contesto regionale e le pressioni internazionali

Le trattative si svolgono in un contesto di crescente tensione regionale. Israele ha espresso preoccupazione per le ambizioni nucleari iraniane e ha esercitato pressioni sugli Stati Uniti affinché adottino una posizione più rigida. Tuttavia, il presidente Trump ha recentemente bloccato un piano israeliano per attaccare i siti nucleari iraniani, preferendo perseguire la via diplomatica.


Nel frattempo, Trump ha intrapreso un tour in Medio Oriente, visitando Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, per rafforzare le alleanze regionali e cercare supporto nella pressione sull'Iran. Durante la visita in Qatar, ha chiesto all'emiro Tamim bin Hamad Al Thani di utilizzare la sua influenza per persuadere Teheran a ridurre il suo programma nucleare.


Le proposte iraniane e le condizioni statunitensi

L'Iran ha proposto un piano in tre fasi: ridurre temporaneamente l'arricchimento dell'uranio al 3,67% in cambio dell'accesso ai fondi congelati e dell'autorizzazione all'esportazione di petrolio; sospendere permanentemente l'arricchimento ad alto livello e consentire ispezioni internazionali più rigorose, se gli Stati Uniti rimuoveranno ulteriori sanzioni; e trasferire le scorte di uranio arricchito a un paese terzo, a condizione che il Congresso approvi l'accordo e vengano eliminate tutte le sanzioni.


Tuttavia, Washington insiste su garanzie più stringenti, inclusa la cessazione del supporto iraniano a gruppi come Hezbollah e Hamas, e la limitazione del programma missilistico di Teheran. Inoltre, gli Stati Uniti richiedono che l'Iran smantelli le sue strutture di arricchimento e trasferisca le scorte di uranio arricchito fuori dal paese.


Le sfide interne e le prospettive future

In Iran, la situazione interna è tesa, con proteste legate alla crisi economica e al malcontento sociale. Il governo iraniano è sotto pressione per alleviare le sanzioni e migliorare le condizioni economiche, ma deve anche affrontare le resistenze interne, in particolare da parte dei conservatori che si oppongono a concessioni significative agli Stati Uniti.


Nonostante le difficoltà, entrambe le parti sembrano determinate a proseguire i negoziati. Il presidente Trump ha fissato una scadenza di due mesi per raggiungere un accordo, aumentando la pressione su Teheran. Nel frattempo, l'Iran ha espresso la volontà di continuare le trattative, a condizione che vengano rispettati i suoi diritti sovrani e che le minacce militari cessino.


Le prossime settimane saranno cruciali per determinare se le due nazioni riusciranno a superare le loro differenze e a raggiungere un accordo che possa garantire la sicurezza regionale e la stabilità economica.

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