Tecnologie quantistiche, il governo vara una strategia da 1 miliardo: investimenti, infrastrutture e alleanze europee per il futuro digitale
- piscitellidaniel
- 16 lug
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Il governo italiano ha approvato una strategia nazionale per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, mettendo sul piatto risorse per un miliardo di euro. L’obiettivo è posizionare l’Italia tra i Paesi leader nella corsa globale alla supremazia quantistica, un settore destinato a rivoluzionare la capacità di calcolo, la sicurezza informatica, la sensoristica avanzata e l’innovazione industriale.
La strategia prevede un articolato piano d’azione che punta a consolidare l’ecosistema nazionale della ricerca quantistica, potenziare le infrastrutture, incentivare le competenze e attrarre investimenti pubblici e privati. A guidare l’iniziativa sono il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero dell’Economia, in raccordo con la Presidenza del Consiglio, il CNR e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. La regia operativa sarà affidata alla neonata “Cabina di regia per le tecnologie quantistiche”, composta da rappresentanti istituzionali, centri di ricerca e grandi gruppi industriali.
Il piano si fonda su quattro assi principali: ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico, formazione avanzata e cooperazione internazionale. Sul piano scientifico, i fondi saranno destinati al potenziamento di centri di eccellenza già attivi, come il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, ma anche alla creazione di nuovi laboratori congiunti tra università, enti pubblici e aziende. Particolare attenzione sarà riservata alla realizzazione di un’infrastruttura nazionale di calcolo quantistico, basata su computer ibridi classico-quantistici, in grado di competere con gli standard europei e globali.
Uno dei pilastri del piano riguarda la sicurezza. Le tecnologie quantistiche pongono una sfida decisiva al mondo della crittografia: i futuri computer quantistici potranno, in teoria, decifrare in tempi ridottissimi anche i sistemi di cifratura oggi considerati inviolabili. Per questo, l’Italia investirà anche in protocolli di comunicazione quantistica sicura, puntando sulla Quantum Key Distribution (QKD), una tecnologia che sfrutta le proprietà dei fotoni per generare chiavi crittografiche impossibili da intercettare senza essere rilevati.
Il governo intende inoltre promuovere un grande programma nazionale per la formazione di specialisti in fisica quantistica, informatica teorica e ingegneria avanzata. Verranno attivati nuovi corsi di laurea e dottorati specifici, borse di studio, programmi di mobilità internazionale e progetti congiunti tra università e industria. L’obiettivo è formare almeno 5.000 professionisti entro il 2030, in grado di operare nei nuovi settori dell’economia quantistica.
Sul fronte industriale, il piano prevede l’attivazione di partnership pubblico-private per accelerare l’adozione di tecnologie quantistiche nei settori manifatturiero, farmaceutico, aerospaziale, finanziario e delle telecomunicazioni. Saranno previsti incentivi fiscali, accesso facilitato al credito e strumenti di venture capital dedicati alle startup deep-tech italiane attive nel comparto. È inoltre prevista l’istituzione di un fondo speciale presso Cassa Depositi e Prestiti, con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro.
In ambito europeo, l’Italia mira a rafforzare il proprio ruolo all’interno della Quantum Flagship dell’Unione Europea, un programma da 1 miliardo di euro lanciato nel 2018 e ora in fase di espansione. L’Italia vuole diventare capofila di nuovi progetti transfrontalieri, come il futuro “Quantum Internet europeo” e le reti di sensori quantistici per il monitoraggio ambientale e sanitario. Già oggi l’Italia partecipa attivamente ai programmi EuroQCI (European Quantum Communication Infrastructure) e EuroHPC (European High Performance Computing), ma l’ambizione è ora di diventare promotore e coordinatore di consorzi tecnologici europei.
Le risorse stanziate provengono in parte dal PNRR, in parte dal fondo per la politica industriale del MIMIT e da fondi strutturali europei (FESR e Horizon Europe), con la possibilità di coinvolgere investimenti privati per almeno 400 milioni. Il governo prevede che l’impatto economico complessivo della strategia possa generare entro il 2030 oltre 10.000 nuovi posti di lavoro qualificati e attrarre almeno 2 miliardi di euro di investimenti esterni.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha definito il piano “una svolta strategica per l’autonomia tecnologica dell’Italia”, aggiungendo che “la sovranità digitale passa anche dalla capacità di anticipare le rivoluzioni scientifiche, come quella quantistica”. Anche il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha sottolineato il valore del progetto in termini di attrazione dei cervelli e valorizzazione delle eccellenze accademiche italiane.
Il mondo accademico e scientifico ha accolto con favore l’iniziativa, considerandola un passo avanti atteso da anni. Secondo Roberto Cingolani, presidente del CNR, “le tecnologie quantistiche sono la nuova frontiera della scienza applicata e l’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista, a condizione di fare sistema tra ricerca, industria e istituzioni”.
Alcuni osservatori, tuttavia, segnalano la necessità di passare rapidamente dalle dichiarazioni ai fatti, evitando la frammentazione delle risorse e assicurando una governance snella e realmente efficace. La sfida non è solo tecnologica, ma anche di visione: in un contesto internazionale in cui Stati Uniti, Cina e Israele stanno investendo cifre miliardarie nel settore, l’Italia deve accelerare il passo e posizionarsi in tempo utile per non restare ai margini della nuova rivoluzione quantistica.

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