top of page

Tajani definisce “sostenibile” l’accordo sui dazi tra Ue e Usa, ma lancia l’allarme sull’euro e sollecita sostegni alle imprese mentre l’opposizione attacca

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato oggi che l’accordo sui dazi raggiunto tra Unione Europea e Stati Uniti rappresenta “un accordo che chiude una stagione di incertezza e impedisce una guerra commerciale”. La tariffa base fissata al 15 % sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti è stata definita dal titolare della Farnesina come una percentuale “assolutamente sostenibile” per il sistema economico italiano ed europeo. Ha precisato tuttavia che ora è necessario esaminare settore per settore vantaggi e svantaggi dell’intesa, per valutarne l’impatto complessivo con rigore.


Per sostenere le imprese italiane, Tajani ha annunciato che oggi stesso si terrà un incontro alla Farnesina con rappresentanti del mondo imprenditoriale. Obiettivo: illustrare l’accordo e raccogliere indicazioni sulle misure di supporto concrete richieste dal tessuto produttivo. Il ministro ha sottolineato che il governo è pronto a mettere in campo strumenti di accompagnamento e che la strategia di export sarà rilanciata in modo coordinato con il Piano d’azione per l’Export guidato da Palazzo Chigi.


Sul fronte finanziario, rilevante è il richiamo rivolto alla Banca centrale europea. Tajani ha posto l’accento sul prezzo del denaro elevato, invitando a un’intervento della BCE per ridurre ulteriormente i tassi, oggi intorno al 2 %. Ha evocato l’ipotesi di un nuovo quantitative easing che immetta maggiore liquidità nel sistema, con lo scopo dichiarato di ridurre il valore dell’euro, rendendo i prodotti europei più competitivi sui mercati esteri. Studiare questa misura rientra nella strategia per contrastare gli effetti indiretti del dazio come un “dazio nascosto” legato ancor più al cambio eterogeneo tra euro e dollaro.


Sul valore simbolico e politico dell’accordo, Tajani ha espresso piena adesione alla linea della Commissione europea, affermando che l’Italia supporta le scelte dell’Esecutivo comunitario. Pur ribadendo che l’ideale rimane un saldo “zero‐zero” sui dazi transatlantici, ha ammesso che una tariffa del 10 % sarebbe quella più accettabile rispetto allo scenario peggiore del 30 %. L’intesa al 15 % viene dunque presentata come un risultato di equilibrio tra pragmatismo e tutela dei settori più esposti.


Non mancano tuttavia le voci critiche. L’opposizione, con esponenti come Matteo Renzi, ha attaccato il governo accusandolo di poca chiarezza sul vero impatto dell’accordo, denunciando che si tratta di un compromesso impopolare e potenzialmente costoso per imprese e famiglie italiane. Alcuni commentatori dell’opposizione hanno anche evocato il timore che l’Italia rischi di ritrovarsi ancora più integrata nella strategia economica statunitense senza adeguate garanzie in cambio. A fronte di queste accuse, Tajani ha respinto ogni sospetto di subalternità, ricordando che trattare con gli Stati Uniti è competenza esclusiva dell’Unione europea e che l’Italia sarà il principale ambasciatore europeo nel dialogo transatlantico.


Negli scorsi mesi il vicepremier ha lavorato anche a Washington, partecipando a incontri con il segretario di Stato statunitense e il rappresentante al commercio Usa. Ha ribadito che le posizioni tra le due sponde dell’Atlantico non sono ancora convergenti, ma che vi è un impegno condiviso a evitare lo scontro e trovare un accordo prima dell’1 agosto, data limite individuata per scongiurare l’entrata in vigore di dazi più pesanti.


Tajani ha ribadito che l’Italia sostiene una proposta europea che prevede, oltre alla tariffa, un pacchetto di contromisure selettive nei confronti di beni americani qualora l’intesa fallisse. Ha chiarito che, anche in questa eventualità, la risposta non sarà dichiaratamente protezionista ma calibrata nei confronti di settori strategici. In preparazione, l’UE ha stilato liste di beni Usa da colpire, per un valore superiore a 70 miliardi di euro, anche se l’esecutivo comunitario preferisce mantenere aperto il confronto.


Il governo italiano, ha spiegato Tajani, continuerà a sostenere le azioni della Commissione e si prepara a varare misure interne per supportare le imprese energetiche e industriali, in parte tramite rimodulazioni dei fondi Pnrr e dei fondi di coesione. L’Italia ha in programma interventi per circa 25 miliardi di euro destinati al rilancio dell’export e al sostegno delle filiere più esposte.


Sul piano politico interno, Tajani ha respinto le pressioni delle opposizioni che suggeriscono un ritiro dell’Italia dalla strategia transatlantica. Ha ribadito con forza che l’Italia non intende seguire percorsi isolazionisti né schierarsi con potenze alternative come la Cina. Al contrario, auspica una maggiore integrazione europea che rafforzi la voce complessiva del continente nella negoziazione con Washington.


Per l’Italia l’intesa sui dazi è quindi letta come un compromesso necessario e sostenibile. Il ministro evidenzia che, a differenza di uno scenario più aggressivo, la tariffa del 15 % consente margini di manovra: con un euro meno forte e misure di supporto mirate, le imprese europee potrebbero mantenere competitività e spingere l’export verso mercati alternativi. Per Tajani è indispensabile sfruttare questa fase per rilanciare il Piano export e sviluppare nuovi canali nei mercati extra‑europei, sfruttando anche le missioni commerciali in Asia e negli Stati Uniti. Un approccio che vede nel dialogo transatlantico non solo una sfida ma un’opportunità di maturazione per il comparto industriale europeo, a patto che l’unità delle istituzioni e la coesione interna permangano solide.


Questo quadro politico ed economico riflette una strategia pienamente europea e di interesse nazionale italiano, basata su capacità di negoziato, pragmatismo e interventi mirati per tutelare e rilanciare il sistema produttivo, sotto la guida della Farnesina quale nucleo operativo dell’azione di sostegno alle imprese esportatrici e alla competitività sui mercati globali.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page