
Sugar tax, Assobibe chiede l’abolizione e stima investimenti fermi

L’imposta sulle bevande analcoliche edulcorate dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027, salvo nuove modifiche legislative. Assobibe chiede di cancellarla e sostiene che l’incertezza sulla misura tenga fermi oltre un miliardo di euro di potenziali investimenti. È una valutazione dell’associazione, non un dato certificato.
Il rinvio dell’avvio al 2027 risulta dalle disposizioni di legge. La discussione sulla prossima legge di Bilancio riapre ora la scelta fra applicare l’imposta, rinviarla ancora o eliminarla. Il presidente Giangiacomo Pierini chiede una cancellazione definitiva anziché una nuova proroga.
L’associazione cita una stima di Nomisma secondo cui la tassa comporterebbe una contrazione delle vendite del 16% nel biennio successivo all’entrata in vigore. Nello stesso scenario, il fatturato calerebbe del 10% e attività e investimenti del 12%; sarebbero a rischio oltre cinquemila posti di lavoro. Gli acquisti di materie prime calerebbero di oltre 400 milioni. Si tratta di proiezioni legate a ipotesi economiche, non di perdite già osservate.
Sul gettito, Assobibe segnala che il minor consumo potrebbe ridurre l’Iva riscossa di 275 milioni di euro e compensare parzialmente le entrate della nuova imposta. Il saldo richiede stime ufficiali e l’osservazione dei consumi. Il confronto pubblico deve inoltre tenere distinti gli obiettivi fiscali della misura e quelli sanitari che possono motivare una tassazione delle bevande zuccherate.
La tempistica influenza anche la gestione delle scorte, la distribuzione e gli investimenti nella riformulazione dei prodotti.
Il punto immediato è la certezza delle regole. Una decisione prima dell’avvio consentirebbe alle aziende di aggiornare prezzi e piani industriali e all’amministrazione di predisporre i controlli. Le stime di settore sono elementi utili per il dibattito, purché restino attribuite a chi le ha prodotte e vengano confrontate con valutazioni indipendenti prima di trasformarsi in previsioni sull’intera economia.






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