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Strage a Gaza: 60 morti in raid israeliani, 31 uccisi mentre attendevano aiuti umanitari

Il 20 giugno 2025, la Striscia di Gaza è stata teatro di una nuova ondata di violenze che ha causato la morte di almeno 60 persone, tra cui 31 civili che si trovavano nei pressi di centri di distribuzione di aiuti umanitari. Secondo quanto riportato dalla Protezione Civile di Gaza, le vittime stavano aspettando l'arrivo di generi di prima necessità quando sono state colpite da attacchi delle forze israeliane.


Attacchi nei pressi dei centri di aiuti

La maggior parte delle vittime si è registrata nel corridoio di Netzarim, un'area centrale della Striscia di Gaza controllata da Israele. In questa zona, 26 persone sono state uccise mentre attendevano aiuti umanitari. Altre cinque vittime sono state segnalate nel sud di Gaza, sempre in prossimità di un centro di distribuzione di aiuti. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro individui sospetti che si avvicinavano alle truppe e, nonostante ciò, un aereo ha colpito ed eliminato i sospetti per allontanare la minaccia.


Altri attacchi e vittime

Oltre agli attacchi nei pressi dei centri di distribuzione di aiuti, la Protezione Civile di Gaza ha riferito di ulteriori raid israeliani che hanno causato la morte di 14 persone nella città centrale di Deir el-Balah e nei dintorni, e di 13 persone in tre attacchi aerei nell'area di Gaza City. Uno di questi attacchi ha colpito una stazione di ricarica per telefoni cellulari, causando la morte di tre persone. Nel sud di Gaza, due persone sono state uccise dal fuoco israeliano in due incidenti separati.


Contesto umanitario e reazioni internazionali

La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza continua a deteriorarsi, con l'Onu che ha denunciato le terribili condizioni in cui versano migliaia di bambini sotto i cinque anni, affetti da malnutrizione acuta. La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per l'escalation delle violenze e ha chiesto a Israele di garantire un maggiore flusso di aiuti umanitari per la popolazione civile.


La Gaza Humanitarian Foundation, sostenuta da Stati Uniti e Israele, ha riattivato le sue strutture umanitarie dopo diversi giorni di sospensione a causa della violenza. Tuttavia, le operazioni di distribuzione degli aiuti restano difficili a causa dei combattimenti in corso e delle restrizioni imposte dalle autorità israeliane.


Accuse di crimini di guerra

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato che gli attacchi letali contro civili che cercano di accedere a misere quantità di aiuti alimentari a Gaza sono immorali e inaccettabili, e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale e un crimine di guerra. Le Nazioni Unite hanno chiesto un'indagine indipendente sugli attacchi e hanno sollecitato tutte le parti coinvolte a rispettare il diritto internazionale umanitario.


Situazione attuale e prospettive

La Striscia di Gaza continua a essere teatro di violenze e sofferenze per la popolazione civile. Le organizzazioni umanitarie e la comunità internazionale chiedono un cessate il fuoco immediato e l'accesso sicuro agli aiuti umanitari per alleviare le condizioni disperate in cui versano milioni di persone. Tuttavia, la mancanza di progressi nei negoziati e la prosecuzione delle ostilità rendono difficile prevedere una soluzione a breve termine.

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