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Strage a Gaza: 36 palestinesi uccisi mentre attendevano aiuti umanitari. L'ONU chiede un'indagine immediata

Il 2 giugno 2025, la Striscia di Gaza è stata teatro di un tragico episodio: almeno 36 palestinesi sono stati uccisi mentre attendevano la distribuzione di aiuti umanitari nei pressi di Rafah, nel sud del territorio. Secondo fonti mediche locali, le vittime si trovavano in fila vicino a due centri di distribuzione gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF) quando sono stati colpiti da colpi d'arma da fuoco. L'episodio ha suscitato indignazione internazionale e ha portato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, a chiedere un'indagine immediata e indipendente sull'accaduto.


Le circostanze dell'incidente

L'episodio si è verificato all'alba del 2 giugno, quando centinaia di palestinesi si erano radunati nei pressi dei centri di distribuzione di aiuti a Rafah. Secondo quanto riportato da fonti locali, i soldati israeliani avrebbero aperto il fuoco sulla folla, causando la morte di almeno 36 persone e il ferimento di molte altre. L'esercito israeliano (IDF) ha ammesso di aver sparato colpi di avvertimento contro individui sospetti che si avvicinavano in modo da mettere a repentaglio la loro incolumità, aggiungendo che l'incidente è oggetto di un'indagine interna. 


Reazioni internazionali

Il Segretario Generale dell'ONU, António Guterres, ha espresso profonda preoccupazione per l'accaduto, definendo inaccettabile che i civili rischino la vita per procurarsi del cibo. Ha sottolineato che Israele ha chiari obblighi, ai sensi del diritto internazionale umanitario, di accettare e facilitare gli aiuti umanitari e ha chiesto un'indagine immediata e indipendente sull'incidente. 


Anche l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha condannato l'attacco, affermando che gli attacchi mortali contro i civili nei pressi dei centri di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza costituiscono un crimine di guerra. 


La situazione umanitaria a Gaza

La Striscia di Gaza è da tempo al centro di una grave crisi umanitaria, aggravata dal conflitto in corso tra Israele e Hamas. Le restrizioni imposte da Israele sull'ingresso di aiuti umanitari hanno portato a carenze di cibo, carburante e forniture mediche, mettendo a rischio la vita di milioni di civili. La Gaza Humanitarian Foundation, fondata nel febbraio 2025, è una delle poche organizzazioni autorizzate a distribuire aiuti nella regione, ma le sue operazioni sono spesso ostacolate da problemi di sicurezza e restrizioni logistiche. 


Le implicazioni legali

L'incidente del 2 giugno solleva interrogativi sulle responsabilità legali delle parti coinvolte. Secondo il diritto internazionale umanitario, gli attacchi contro civili e l'ostacolo alla distribuzione di aiuti umanitari possono costituire crimini di guerra. La Corte Penale Internazionale ha già emesso mandati d'arresto per il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante il conflitto a Gaza.

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